La Bce «non è in ritardo» sul taglio dei tassi. Lo ha detto la presidente Christine Lagarde a Davos in un’intervista a Cnbc. «Siamo in una sorta di percorso regolare e graduale», ha aggiunto. «La direzione è molto chiara, il ritmo dipenderà dai dati economici, ma in questo momento viene da pensare a un movimento graduale». Nei giorni scorsi quasi la metà dei 72 economisti intervistati dal Financial Times aveva considerato la Bce «dietro la curva».
I tassi sono ora al 3%, dopo quattro tagli dello 0,25% ciascuno a partire da giugno. Lagarde ha precisato che il livello neutrale, quello che non comprime né stimola l’economia, è «tra l’1,75% e il 2,25%», una forchetta più ristretta rispetto a quella indicata dopo il consiglio direttivo del 12 dicembre (1,75%-2,5%).
I mercati monetari sono certi di una nuova riduzione dei tassi dello 0,25% nella riunione del 30 gennaio e in quella del 6 marzo. In totale gli operatori si aspettano quattro tagli quest’anno.
Riguardo all’inflazione Lagarde ha rilevato: «L’obiettivo del 2% è in vista e siamo fiduciosi che sarà raggiunto nel corso del 2025». La Bce, ha aggiunto, «non è troppo preoccupata per un export di inflazione verso l’Europa» legato a un rialzo del carovita negli Usa per le politiche di Donald Trump anche se «il tasso di cambio per esempio sarà interessante e potrà avere delle conseguenze. Siamo interessati a vedere gli Stati Uniti crescere, perché la crescita degli Stati Uniti è sempre stata un fattore favorevole per il resto del mondo».
Lagarde ha detto di non essere sorpresa per la mancata introduzione di dazi finora, ma ha aggiunto che l’Europa «deve essere preparata a rispondere». La presidente Bce ha poi detto in un panel di Davos che l’Ue è di fronte a una «crisi esistenziale».
Il banchiere centrale olandese Klaas Knot ha giudicato «ragionevoli» le attese di mercato su due tagli consecutivi dei tassi: «Sono a mio agio con le previsioni di mercato per le prossime due riunioni del consiglio direttivo. Quanto alle mosse successive, mi sembra troppo presto per fare commenti».
Knot ha aggiunto che la Bce sta andando verso il tasso neutrale ma ha precisato di «non essere ancora convinto che sia necessario passare anche alla modalità di stimolo». In ogni caso per Knot «i dati sono incoraggianti e confermano il quadro generale di un ritorno all’obiettivo di inflazione nel 2025. Si spera anche che l’economia si riprenda finalmente un po’».
A sorpresa è stato più prudente il governatore greco Iannis Stournaras che ha detto di aspettarsi tassi al 2% entro fine anno. In precedenza il governatore francese François Villeroy de Galhau aveva indicato il 2% come soglia raggiungibile «entro l’estate». Stournaras ha comunque precisato che la Bce dovrà ridurre più velocemente i tassi in caso di dazi da parte degli Usa. Anche il governatore spagnolo Josè Luis Escriva è stato cauto e si è limitato a dire che un taglio dei tassi il 30 gennaio è lo scenario «più probabile». (riproduzione riservata)