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L’oro supera l’euro nelle riserve globali. Lagarde (Bce): la moneta unica può avere un peso maggiore. Ma deve guadagnarselo
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L’oro supera l’euro nelle riserve globali. Lagarde (Bce): la moneta unica può avere un peso maggiore. Ma deve guadagnarselo

26 maggio 2025, 15:52 Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2025, 10:26

Per la presidente Bce l’euro ha un’opportunità unica di acquisire un maggior ruolo internazionale grazie alle incertezze sul dollaro

L’incertezza sul predominio globale del dollaro è un’opportunità unica per rafforzare il peso dell’euro a livello internazionale, secondo la presidente Bce Christine Lagarde. Ma un dato, indicato proprio da Lagarde, evidenzia che per il momento l’euro sta perdendo l’occasione: «La percentuale di oro nelle riserve estere globali è arrivata attorno al 20% superando quella dell’euro».

Rispetto ad altri momenti di debolezza del dollaro nel passato, come il Nixon Shock del 1971, oggi esiste un’altra moneta internazionale come l’euro che però «non ha convinto gli investitori», ha ammesso Lagarde a un incontro del Jacques Delors Centre alla Hertie School di Berlino.

Così operatori e banche centrali internazionali preferiscono ridurre l’esposizione al dollaro ricorrendo all’oro. Il peso della moneta americana nelle riserve valutarie globali è del 58%, il minimo dal 1994, mentre quello dell’euro è rimasto poco sotto il 20%.

«I cambiamenti in corso aprono la strada a un "momento euro globale"», ha osservato Lagarde. «Si tratta di un’opportunità primaria per l’Europa di assumere un maggiore controllo del proprio destino. Ma questo non è un privilegio che ci verrà semplicemente concesso. Dobbiamo guadagnarcelo».

Dopo il primo annuncio dei dazi di Trump, nel «Liberation Day» del 2 aprile, l’euro si è apprezzato rispetto al dollaro andando contro le attese di molti economisti e della stessa Bce. La valuta Usa invece si è indebolita rispetto alle principali valute nonostante l’aumento dei tassi dei titoli di Stato: un segnale di sfiducia che di solito si verifica nei mercati emergenti nei momenti di stress finanziario.

Se l’euro acquisirà maggior peso, ha ricordato Lagarde, i governi europei potranno finanziarsi a costi più bassi e l’area sarà più al riparo da fluttuazioni valutarie e misure coercitive (come le sanzioni) di altri Paesi. In altri termini, l’Eurozona potrebbe acquisire «parte del privilegio esorbitante» di cui finora ha beneficiato il dollaro.

I fattori chiave

Il successo dell’euro, secondo Lagarde, dipenderà dalla capacità di costruire fondamenta solide in ambito geopolitico, economico e legale. Riguardo al primo punto, l’Ue è in una posizione di forza poiché già oggi ha la più grande rete di accordi commerciali al mondo ed è il primo partner per 72 Paesi che rappresentano il 40% del pil mondiale. Questo fattore facilita la diffusione della moneta unica a livello globale. Per Lagarde bisogna fare ulteriori accordi commerciali e anche l’euro digitale potrà aiutare. Ma secondo la presidente Bce tutto ciò non basta: «Una base geopolitica credibile deve poggiare anche su solide partnership militari», come ha mostrato la leadership Usa.

Leggi anche: Il rally dell’oro punta a quota 5.000 dollari: come investire tra lingotti, conti, app, monete, Etf e azioni

Quanto alle fondamenta economiche, all’Europa mancano innanzitutto safe asset comuni come gli eurobond. «Gli operatori hanno bisogno di asset in cui investire», ha detto Lagarde, ricordando che nell’Ue i titoli di Stato con rating almeno AA sono sotto il 50% del pil, mentre negli Usa sono oltre il 100%.

Inoltre, ha aggiunto, beni pubblici europei come la difesa «hanno bisogno di essere finanziati a livello congiunto» e questo farebbe aumentare l’offerta di safe asset comuni.Per la presidente Bce, l’Ue ha bisogno anche di mercati dei capitali più integrati, tali da stimolare la crescita dell’economia e aumentare poi, in un circolo virtuoso, i rendimenti di mercato.

Infine, sul tema delle fondamenta legali (messe in discussione dalle politiche di Trump negli Usa), l’Europa può avere un «vantaggio competitivo» secondo Lagarde, ma un passo avanti sarebbe in sede Ue «un aumento dei voti a maggioranza qualificata» per evitare il potere di veto di singoli Paesi. (riproduzione riservata)



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