Piazza Affari ha concluso la settimana in rosso. Il FtseMib ha chiuso la seduta in ribasso dello 0,14%, in controtendenza rispetto alle altre principali piazze europee: a Parigi il Cac40 ha chiuso poco mosso a +0,14%, così come il Ftse100 di Londra a +0,07%; meglio Francoforte, con il Dax30 che ha terminato la seduta in rialzo dello 0,28%.
Il sentiment degli investitori ha ruotato attorno alla Federal Reserve: la scelta del presidente Donald Trump per il vertice della Banca centrale statunitense è caduta, come previsto, su Jerome Powell. Sulla decisione ha pesato il desiderio di continuità con la politica monetaria dell'uscente Janet Yellen. Intanto a Washington i repubblicani hanno alzato il velo sulla riforma delle imposte promessa da Trump. Secondo FedWatch di Cme Group, gli operatori adesso vedono quasi certamente (con una chance del 98,2%) un rialzo dei tassi a dicembre.
Sul fronte macroeconomico, grande attesa per i dati riguardanti l'occupazione in ottobre negli Stati Uniti, percepiti come indizi sullo stato di salute del mercato del lavoro. Dalle letture è emerso che l'economia americana ha creato meno posti di lavoro del previsto: i posti di lavoro nei settori non agricoli a ottobre sono stati pari a 261.000, deludendo il consenso degli economisti che si aspettava un valore di 300.000. I nuovi posti creati dal settore privato sono invece cresciuti di 252.000 unità. Il dato sui nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli di settembre è stato rivisto al rialzo da -33.000 a +18.000 unità e quello di agosto da +169.000 a +208.000.
Il Dipartimento del Lavoro Usa ha aggiunto che, sempre a ottobre, il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,1%, sui minimi dal dicembre del 2000, in calo rispetto al 4,2% di settembre e meglio rispetto al consenso degli economisti (4,2%). Il tasso di partecipazione si è attestato al 62,7%. Male poi la retribuzione media oraria, attentamente seguita dalla Fed ai fini dell'inflazione, calata dello 0,04% mese su mese a 26,53 dollari, deludendo anche in questo caso le attese degli economisti che erano per un +0,3% mese su mese.
E' invece aumentato leggermente il deficit commerciale negli Stati Uniti a settembre, passando da 42,8 miliardi a 43,5 miliardi, con un rialzo dell'1,7% rispetto ad agosto. Gli economisti avevano previsto una crescita a 43,2 miliardi. Secondo un analista di Mps Capital Services "E' comunque la debole crescita dei salari a spingere al ribasso il dollaro contrastando le aspettative della Federal Reserve", che ha puntualizzato che il calo nel ritmo di espansione dei salari è la componente più deludente dei dati Usa di oggi, dal momento che si è rivelata più debole rispetto a quanto implicherebbe l'attuale fase della congiuntura .
Per quanto riguarda i singoli titoli di Piazza Affari, in evidenza Stm (+2,54% a 20,96 euro) su cui Oddo Bhf ha alzato il prezzo obiettivo da 17,5 a 22 euro, confermando la raccomandazione buy. Gli analisti hanno parlato di un profilo di crescita "da prima della classe".
Male i titoli del comparto bancario: Bper -2,54%, Unicredit -2,21%, Ubi B. -1,31%, Banco Bpm -1,18%, Intesa Sanpaolo -0,56% e Mediobanca -0,41% e B.Mps -1,67%.
Brilla Fca (+2,42% a 15,66 euro) dopo che Fidentiis ha confermato sul titolo la raccomandazione buy e il range di valutazione a 19,4-19,9 euro, spiegando che l'approvazione della nuova riforma fiscale negli Usa è un catalizzatore importante per il titolo. Come dichiarato dal Ceo durante la conference call, la riduzione del tax rate potrebbe avere un impatto positivo ricorrente di 1 miliardo di euro sui conti di Fca.
Campari (+2,7% a 6,855 euro) ha beneficiato sia della riforma fiscale negli Usa sia del movimento rialzista del dollaro.
Bene Cnh I. (+0,89%) su cui Kepler Cheuvreux ha alzato il prezzo obiettivo da 7,4 a 8,5 dollari dopo aver aumentato le stime di Eps (dell'11,9% per il 2017 e del 2% per il 2018).
In positivo anche Tenaris (+0,62% a 13,06 euro) che ha beneficiato dell'upgrade di Equita Sim da hold a buy, con target price innalzato da 13,1 a 15 euro. Il titolo è entrato con un peso di 350 punti base nel portafoglio principale della sim.
In rosso Atlantia (-2,97% a 27,47 euro) che ha pagato il downgrade da parte di Alphavalue a reduce.
Dall'altra parte dell'oceano, a fronte delle letture dei dati macroeconomici e delle questioni legate alla Fed, il Dow Jones e il Nasdaq proseguono la seduta al rialzo, rispettivamente del 0,13% e dello 0,46%. Secondo Andrea De Gaetano, Senior Analyst di Olympia Wealth Management, c'è stata una "reazione piuttosto composta dei mercati ai dati sull'occupazione Usa. Le attese di oltre 300.000 nuovi occupati nei settori non agricoli nel mese di ottobre erano troppo rosee. I 261.000 nuovi occupati in ottobre, sebbene inferiori alle attese, sono comunque più della media degli ultimi mesi. Il livello di disoccupazione al 4,1% è il più basso dal 2000. Il calo delle retribuzioni orarie non basterá a fermare la Fed da un rialzo dei tassi a dicembre".