L’Olanda sospende l’intervento su Nexperia. A ottobre 2025 il governo dell’Aia aveva deciso di prendere il controllo del produttore di chip, con sede nei Paesi Bassi ma di proprietà della cinese Wingtech, per motivi di sicurezza nazionale.
La mossa aveva suscitato la reazione di Pechino che per alcune settimane ha bloccato l’esportazione dei chip Nexperia, utilizzati in molte componenti di elettronica delle auto, mettendo in allarme il settore. Lo stop dell’esecutivo olandese è arrivato dopo colloqui ritenuti «costruttivi» con la Cina.
Pechino ha infatti rimosso alcune delle limitazioni imposte ai prodotti della società. «Lo consideriamo un gesto di buona volontà», ha scritto il ministro dell’Economia olandese Vincent Karremans su X. In una lettera inviata al Parlamento, il ministro ha spiegato che Pechino consente di nuovo alle imprese europee di esportare i chip prodotti da Nexperia, definendo l’evoluzione «un passo importante».
Il duello sul controllo di Nexperia ha avuto riflessi immediati sulle case automobilistiche europee. Il gruppo è infatti un tassello chiave nella catena di fornitura dell’auto, dal momento che i suoi chip «di base» servono per numerosi componenti.
Dopo la rottura tra Paesi Bassi e Cina, ad esempio, la tedesca Volkswagen ha avvertito che il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2025 dipenderà dalla disponibilità di semiconduttori, e in particolare dei chip di Nexperia. L’azienda ha anche fermato la produzione della Golf a Wolfsburg, a causa di rallentamenti nella fornitura dei componenti. Più in generale l’Acea (l’Associazione dei costruttori di auto europei) ha avvisato che la produzione automobilistica nel Vecchio Continente è a rischio, a causa dell’esaurimento delle scorte di chip. (riproduzione riservata)