Chimica, industria dell’auto, energia. Su questi tre campi gioca la sua partita Res, primo gruppo molisano quotato (sull’Egm), impegnato in settori indicati tra quelli trainanti nell’industria del futuro, a cominciare dal riciclo della plastica.
Chimica, si diceva. Fra meno di un anno è prevista l’entrata in funzione a Pettoranello, presso Isernia, di un impianto di trattamento rifiuti plastici, «unico in Italia per dimensioni e capacità produttiva e fra i più avanzati in Europa», osserva il ceo di Res, Antonio Lucio Valerio, mirato a produrre olio di pirolisi, ossia una nafta dal valore equivalente a quello della nafta da fonte fossile, utilizzato nelle industrie chimiche e petrolchimiche per produrre plastica vergine.
Di fronte a un investimento di circa 40 milioni di euro, di cui 9,6 come contributo a fondo perduto del Pnrr, il gruppo molisano ha siglato un accordo con il quale Shell Chemicals Europe si impegna per 10 anni ad acquistare l'intera produzione di questo olio. A regime, cioè dal 2027 (in realtà con qualche mese d’anticipo), il progetto genererà per il gruppo Res ricavi annui aggiuntivi di oltre 20 milioni, «consentendo un balzo dagli attuali 32 milioni di fatturato a oltre 50, con una marginalità attesa attorno al 30-35%», aggiunge il ceo.
In continuità con questo primo investimento nel riciclo chimico, il 29 settembre Invitalia ha approvato la proposta di contratto di sviluppo presentata per realizzare un ulteriore centro integrato meccanico-chimico di riciclo delle plastiche presso il sito di Pettoranello, che si affiancherà a quello in fase di esecuzione. Rispetto a un investimento di 24,6 milioni, il contratto prevede agevolazioni di 18,1 milioni, di cui 8,3 milioni come contributo a fondo perduto e 9,8 milioni sotto forma di finanziamento agevolato. L’apporto al gruppo dato da quest’altra iniziativa è stimato in altri 20 milioni all’anno. Il termine di ultimazione del progetto di investimento industriale è fissato al 31 agosto 2028.
«Strettamente legato a questo progetto c’è poi quello volto al recupero dei materiali dell’automotive», dice ancora Valerio, «per il quale Res ha siglato un contratto con Invitalia per la concessione di agevolazioni per 1,5 milioni». In questo caso il progetto riguarda una serie di materiali plastici come il poliuretano, ricavati dai rivestimenti e dall’arredo interno delle auto, ma anche degli stessi telai.
Il materiale recuperato avrà due possibilità: parte rientrerà nel ciclo produttivo dell’industria dell’automobile e parte diventerà nuova materia prima, pronta per un reimpiego. La previsione è che dal 2028 l’impianto che si verrà a costruire nell’area di Pozzilli, all’interno del sito industriale ex Fonderghisa, di proprietà del gruppo, arrivi a gestire circa 6 mila autoveicoli all’anno.
Sempre nel sito industriale di Pettoranello è in fase di realizzazione anche un impianto per la produzione di idrogeno da fotovoltaico, per il quale è stato siglato a giugno un contratto con Erredue (altra società quotata all’Egm), beneficiario nel 2023 di un finanziamento a fondo perduto della Regione Molise di circa 5 milioni, che potrà produrre da metà del 2026 idrogeno utilizzabile, per cominciare, per il parco dei mezzi di trasporto del gruppo, in attesa che questa tecnologia cominci a diffondersi su ampia scala.
E per finire ad agosto la società ha costituito una Cer, o Comunità Energetica Rinnovabile, nell’area di Pozzilli, dove sarà realizzato un impianto fotovoltaico che produrrà circa 1.200 MWh di energia rinnovabile da mettere a disposizione per lo stabilimento di recupero dei rifiuti da raccolta differenziata di proprietà del gruppo e per le utenze residenziali e delle Pa.
Res è quotata in borsa dall’aprile 2023 quando, tramite un aumento di capitale, ha messo sul mercato un flottante pari al 13,8%. Una quota del 7,44% fa capo a Invitalia, il resto alla famiglia Valerio (oltre al ceo Antonio ci sono quote intestate alla cugina Maria Valerio, presidente di Res). Collocate a 4 euro, ora le azioni sono scambiate attorno a 7,2 euro: un caso virtuoso di quotazione di una pmi, almeno finora.
I numeri più aggiornati sono quelli del consolidato del primo semestre: valore della produzione di 16,3 milioni (+7,8%), mol di 5,1 milioni (-2,4%) con margine del 31,3%, utile netto di 1,8 milioni (- 35,7%), indebitamento finanziario netto pari a 11,4 milioni (9,3 a fine 2024) e patrimonio netto di 18,8 milioni. (riproduzione riservata)