Il patron di Campari Luca Garavoglia e il dominus di Ion Andrea Pignataro escono dal business dei libri, in cui avevano investito assieme nel 2016.
Secondo quanto MF-Milano Finanza è in grado di rivelare, i due imprenditori hanno ceduto il proprio 10,3% della Nave di Teseo, la casa editrice presieduta da Mario Andreose e guidata da Elisabetta Sgarbi nel cui capitale Garavoglia e Pignataro erano presenti con la holding Piga come primi azionisti. Una quota analoga è nel portafoglio della cassaforte Mais dell’imprenditrice bolognese di Coesia Isabella Seragnoli.
Garavoglia e Pignataro avevano creato la newco subito dopo la cessione a fine 2015 della Bompiani e di Rcs Libri da parte di Rcs a Mondadori, passaggio che aveva provocato la fuoriuscita di Sgarbi e degli editori Andreose ed Eugenio Lio. Assieme a un gruppo di autori fra cui Umberto Eco, gli editori avevano infine dato vita alla casa indipendente La Nave di Teseo, iniziativa appoggiata in ottica culturale dai due imprenditori miliardari.
Piga, il cui capitale (tramite la fiduciaria Pvm) è detenuto in maniera paritetica dalle holding lussemburghesi Lagfin di Garavoglia e dalla Bessel Capital di Pignataro, è in liquidazione dopo aver dismesso la quota della Nave di Teseo a inizio luglio e non ritenendo di proseguire con ulteriori investimenti.
La cessione ha fatto scattare la prelazione prevista dallo statuto della casa editrice, con un rimescolamento nel libro soci. Il pacchetto, ceduto per un milione di euro (che la valorizza quindi 10 milioni), è stato diviso fra gli eredi dell’editore francese Jean-Claude Fasquelle, Seragnoli e la new entry Eduardo Cody Franchetti, musicista e scrittore che pubblica con La Nave di Teseo.
Contestualmente, hanno alienato il proprio stock di partecipazioni anche il notaio ex presidente di Rcs Piergaetano Marchetti (2,8% andato ai francesi) e Vela, la holding della famiglia veneta Masiero che controlla il gruppo dei serramenti Pba. Il suo 8,5% è stato diviso fra il patron di Ferrarelle Carlo Pontecorvo, gli eredi di Umberto Eco, Lio e la stessa Sgarbi. La Nave di Teseo ha chiuso il 2024 con una perdita di 2,8 milioni, a causa della svalutazione della controllata Baldini + Castoldi (acquistata a giugno 201), a chiusura di un anno che comunque ha visto ebitda e ricavi in crescita. (riproduzione riservata)