Che scatto, la Ferrari!
Al Palazzo dei Musei di Modena la mostra di Mimmo Frassineti con oltre sessanta fotografie realizzate nel 1980 e nel 2024 nello storico stabilimento di Maranello. Un confronto tra due epoche e una riflessione sul rapporto uomo e macchina
A 45 anni di distanza Mimmo Frassineti, fotografo, giornalista e autore di reportage industriali, torna negli stabilimenti produttivi della Ferrari a Maranello per completare il lavoro iniziato negli anni 80 quando, come racconta: «Ebbi la fortuna di conoscere Enzo Ferrari. Non sapevo se avrebbe accettato di farsi fotografare. Invece fu quanto mai disponibile. Subito dopo potei fare le riprese nella fabbrica. Era un unico vasto ambiente che ospitava le varie lavorazioni».

Da quell’incontro è nato un reportage custodito all’archivio storico del gruppo Cassa Depositi e Prestiti e, oggi, fa parte di un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di CDP che, con oltre 20mila immagini, documenta l’evoluzione industriale del Paese tra gli anni Trenta e Novanta del Novecento guardando al ruolo della finanza pubblica a supporto dei principali settori strategici dell’economia italiana.

«Su iniziativa della Cassa Depositi e Prestiti, sono tornato l’anno scorso negli stabilimenti di Maranello», spiega Frassineti: «la piccola fabbrica artigianale di quarantacinque anni fa è oggi un’industria ipertecnologica, che tuttavia non ha smarrito la vocazione artigianale, grazie alle operaie e agli operai con la loro passione e competenza».

Questo salto nel tempo è documentato nella mostra Sguardi d’Impresa. Mimmo Frassineti fotografa la Ferrari, allestita fino al 16 novembre al Palazzo dei Musei di Modena: un percorso espositivo che intreccia la storia industriale del Paese con la contemporaneità attraverso oltre sessanta fotografie e si articola intorno a sette parole chiave (Connessioni, Sintonia, Manifattura, Precisione, Orgoglio, Passione e Pazienza) che mettono in luce continuità e trasformazioni nel lavoro e nei siti di produzione.

Il risultato non è solo un confronto tra due epoche, ma anche una riflessione sul legame profondo che unisce l’uomo e la macchina, un rapporto fatto di orgoglio, passione, competenza e responsabilità. «Questa mostra testimonia l’impegno di Cassa Depositi e Prestiti nel valorizzare la cultura d’impresa e rafforzare quel dialogo tra industria, arte e territori che caratterizza il nostro operato», racconta Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti.

«Il sostegno all’arte e alla cultura è un modo per raccontare la storia imprenditoriale di ieri e di oggi come stimolo per guardare al futuro ma anche una leva per promuovere, con i progetti della nostra Fondazione, lo sviluppo sociale ed economico dei territori». La prossima tappa a dicembre, a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (Riproduzione riservata)
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