Quello del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, era l’intervento più atteso al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Il titolare del Mef spazia dalla manovra al Superbonus, senza dimenticare la tassa sugli extraprofitti delle banche e la dismissione della quota (il 64,2%) nella Banca Monte dei Paschi di Siena. «Il governo pensa di mantenere le previsioni del Def su una crescita del pil 2023 all’1%, ma l’Ue prenda atto che le variabili esterne sono radicalmente mutate».
Il ministro dell’Economia è attento anche ai conti pubblici, soprattutto con il possibile ritorno in vigore del Patto di Stabilità nel 2024: «Noi vogliamo ridurre il debito ma l’Ue consideri gli effetti della guerra in Ucraina. La manovra sarà comunque prudente e rispettosa delle regole fondamentali della finanza pubblica».
Poi l’attacco al Superbonus, che costerà 100 miliardi: «Il governo ne ha pagati 20, ne mancano 80. A pensarci mi viene mal di pancia perché il Superbonus ingessa la politica economica, non lasciando margine ad altri interventi».
Infine un doppio passaggio sul settore bancario. «Sugli extraprofitti c’è stato un difetto di comunicazione e me ne assumo la colpa, ma non accetto che questa tassa venga chiamata ingiusta». Sulla privatizzazione di Mps, invece, il ministro dell’Economia rassicura e dichiara che «il governo non si farà dettare i tempi da nessuno».
A Cernobbio il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, viene incontro alle micro-imprese indebitate. «Ci confronteremo con tutti gli attori per poi presentare una misura mirata ad artigiani e pmi, per consentirgli di rientrare pienamente in attività. Puntiamo a facilitare le imprese, tanto più quando si tratta delle piccole iniziative economiche che sono alla base del nostro sistema sociale», dichiara il ministro, che sul caro carburanti annuncia anche una misura mirata per i ceti sociali più deboli. Su Mps invece: «Dopo l’intervento straordinario del governo è ovvio che vada rimessa sul mercato, ma i tempi e le modalità le potrà stabilire con più competenza il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che procederà nel momento migliore per le casse dello Stato».
Il ministro del Pnrr, Raffaele Fitto, interviene sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sulla prossima legge di bilancio. Sul primo tema: «Il Governo Meloni ha presentato la proposta di modifica del Piano che vedrà nelle prossime giornate l’inizio del confronto con la Commissione, con spirito assolutamente costruttivo. L’Ue ha già approvato la nostra proposta di rivisitazione della terza rata e di modifica degli obiettivi della quarta. Così otterremo i 35 miliardi al termine delle verifiche con la Commissione entro il 2023». Sulla manovra, invece: «Serve una legge finanziaria seria, responsabile, che affronti gli sprechi e che indichi delle soluzioni a sostegno delle famiglie e delle imprese in difficoltà».
«Ho confermato la convocazione della riunione per la piattaforma nazionale per il nucleare sostenibile il prossimo 21 settembre: sarà un raccordo tra i diversi attori nazionali che si occupano di energia nucleare», rivela il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. «Non si tratta della scelta di costruire centrali nucleari, bensì di rendere palese l’impegno dello Stato sulla ricerca, la sperimentazione e l’implementazione di una forte conoscenza nel nucleare». Il ministro rassicura anche sulla autosufficienza energetica del Paese: «Alle nostre 5 pipeline abbiamo aggiunto il rigassificatore di Piombino e dal 2024 la nuova nave rigassificatrice a Ravenna. Entro il 2030 saranno attivi anche i rigassificatori di Gioia Tauro e Porto Empedocle, e questo quadro, con gli stoccaggi al 91%, ci permette di avere relativa sicurezza».
«Non credo che l’intervento sul lavoro si possa esaurire solo all’introduzione di un salario minimo legale fissato per legge. Noi abbiamo bisogno di lavoro regolare e di sottrarre le persone all’illegalità. Questo governo non è contro i giovani e soprattutto non vuole negare l’assistenza e il sostegno a chi ne ha bisogno». Così la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone. «Stiamo lavorando al pacchetto di proposte per la manovra di bilancio. Abbiamo ben presente il tema delle pensioni all’interno delle risorse disponibili e ci stiamo occupando anche degli incentivi per l’occupazione, per la produttività e per il sostegno alle famiglie».
«Per giungere alla maggiore condivisione possibile mi sono orientata verso l’elezione diretta del presidente del Consiglio anziché del presidente della Repubblica, con un sistema di pesi e contrappesi che non andranno mai a svuotare le prerogative del Capo dello Stato come garante dell’unità e della Costituzione», afferma la ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Casellati, che parla di modello italiano, diverso da quello francese o americano. Sui prossimi passi, invece, «siamo davvero a un importante giro di boa: è indispensabile rivedere la forma di governo se si vuole migliorare il funzionamento del circuito democratico, per garantire stabilità e restituire centralità alla volontà popolare».
«Tutti i sindaci, a partire da quelli del Pd, sono venuti da me in processione a chiedere l’abolizione del reato di abuso d’ufficio. Abbiamo intasato i tribunali senza risultati e abbiamo provocato la paura della firma: su 5 mila indagini meno di 6 o 7 arrivano a condanna», dichiara il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Nei prossimi mesi il governo si concentrerà sulla riforma della giustizia civile: «Non esiste nessuno slittamento, abbiamo portato al premier un cronoprogramma ed è già stato approvato in parte dal Consiglio dei Ministri. La lentezza della giustizia civile costa all’Italia più di due punti di pil: quando mi confronto all’estero mi dicono che non investono in Italia perché non vi è certezza del diritto».
«Il pil frena, crolla la produzione, l’inflazione alimentare è al 10%. Con il ritardo del Pnrr la situazione si avvia a essere disastrosa». A Cernobbio c’è anche l’opposizione che con il leader del M5S, Giuseppe Conte, tuona contro il governo: «Avevamo una Ferrari che cresceva all’11%, ora questa Ferrari è diventata una bici a pedalata assistita». Inoltre, per Conte è stata «una genialata pensare di accendere micce in una polveriera sociale togliendo il Reddito di Cittadinanza. Quello che mi preoccupa da forza di opposizione è che il governo non riesce a esprimere una visione. Voi avete compreso la posizione dell’Italia sul Patto di Stabilità, sul Mes o sull’accordo con i cinesi?».
Anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, attacca l’esecutivo da Cernobbio: «Verso la prossima manovra saremo attenti a offrire delle proposte. Sul fronte lavoro continueremo a confrontarci con il governo sul salario minimo. È una grande battaglia: nei Paesi in cui è stato adottato ha aiutato a sconfiggere la concorrenza sleale, non ha avuto effetti negativi sull’occupazione e ha rilanciato i consumi delle fasce di reddito più deboli». La leader del Pd guarda anche al futuro e si interroga su quello che accadrà dopo l’attuazione del Pnrr: «L’Ue deve sostenere tutti gli investimenti e dobbiamo dare continuità a massicci interventi per stare a testa alta nelle transizioni che abbiamo di fronte. Gli equilibri mondiali stanno cambiando e occorre ritagliare un nuovo protagonismo per l’Europa e per l’Italia». (riproduzione riservata)