Cerchi casa in montagna? Ecco il ranking delle località più richieste
Masi e chalet sono ormai in cima alla lista dei desideri di chi cerca una seconda proprietà, dove trascorrere non solo le vacanze. I consigli degli esperti del settore immobiliare e alcune proprietà uniche
Anche l’estate appena trascorsa è stata rovente e ha dato ragione a quanti, negli ultimi anni, hanno guardato con crescente interesse il mercato immobiliare residenziale di montagna e vi hanno investito. È certo, infatti, che il cambiamento climatico in corso, caratterizzato da mesi estivi afosi con temperature record, sia un fattore decisivo nel processo di trasformazione delle località in quota da mete riservate ai mesi invernali a destinazioni desiderabili per tutto l’anno. Ma c’è di più: anche i cambiamenti nello stile di vita che si sono verificati a seguito della pandemia, spinti dalla diffusione del lavoro agile, hanno avuto il loro peso. Giustamente, le amministrazioni dei paesi di montagna ne hanno tenuto conto e si sono date da fare. Come? Adeguando le offerte immobiliari, migliorando, dove possibile, l’accessibilità dei loro centri e potenziando i servizi in ambito trasporti, intrattenimento, sport, wellness, ristorazione, accoglienza. I risultati non sono mancati: si assiste, infatti, a un aumento consistente del turismo estivo in montagna che, in alcuni casi, ha superato quello invernale e, di conseguenza, ha generato una più elevata richiesta di abitazioni da affittare e/o da acquistare. Il trend positivo si conferma anche nel 2025, con dati apprezzabili sia nel volume delle transazioni sia nel rialzo dei prezzi pressoché in tutte le nostre destinazioni montane più famose, per quanto con ovvie differenze basate sulla reputazione di ciascuna.
Capolista italiana, Cortina d’Ampezzo

Secondo il recente studio di Abitare Co., società di mediazione e consulenza immobiliare, capolista nel ranking delle località top italiane, anche quest’anno è Cortina d’Ampezzo (Belluno), storicamente frequentata dai più bei nomi dell’alta borghesia e dell’aristocrazia nazionale e internazionale, oltre che da artisti, attori e campioni sportivi, alla quale tirano il volano gli ormai imminenti Giochi olimpici invernali 2026. Secondo il report elaborato da HBenchmark, il tasso di occupazione media acquisita nell’estate 2025 si attesta sul 49%, segnando un incremento del 30% rispetto al 2024.

Qui, il prezzo medio per uno chalet indipendente si aggira sui 14mila euro al metro quadro, ma può facilmente salire a 20mila nel caso di proprietà di lusso, come molte se ne trovano da queste parti.
A seguire, si colloca Madonna di Campiglio (Trento), dove le case superano i 10mila euro al metro quadro (10.250) con una crescita prossima ai 3 punti percentuali, tallonata da Courmayeur (Aosta), con valori che sfiorano i 10mila euro al metro quadro (+2,1% rispetto al 2024).

Nelle posizioni successive troviamo diversi centri (Selva di Val Gardena, San Martino di Castrozza, Ortisei, Pinzolo, Val di Fassa-Canazei) che fanno parte del comprensorio Dolomiti SuperSki, le cui quotazioni non scendono al di sotto dei 6.500 euro al metro quadro, mentre concludono la graduatoria borghi decisamente più accessibili, scelti da compratori e investitori con budget più limitati: per esempio, l’Altopiano di Asiago (opzione più economica rispetto a Cortina), Santa Caterina di Valfurva (meno cara di Bormio), Lavarone (più abbordabile di Folgaria).
Nel complesso, l’espansione del mercato rispetto agli anni pre-pandemia, è pari a +34%, mentre i prezzi sono saliti del 25%.
Il lusso batte bandiera svizzera

Tuttavia, è all’estero, soprattutto sulle Alpi svizzere, francesi e austriache, che si concentrano le località montane più esclusive, oggetto del desiderio di HNWI (persone con un patrimonio netto investibile pari o superiore a 1 milione di dollari, ndr) e UHNWI (superiore a 30 milioni), i quali non badano a spese quando si tratta di assicurarsi una proprietà per trascorrere tempo di qualità in famiglia, per investimento, per avere un buen retiro dove rifugiarsi una volta raggiunta la pensione o per beneficiare di incentivi fiscali e finanziari. Sono esattamente queste le motivazioni che spingono all’acquisto di proprietà in quota gli investitori fortunati, come riferisce il Knight Frank Alpine Property Report 2025 che ha individuato le 24 destinazioni più ambite: e sebbene la palma vada alla francese Courchevel 1850, che ha registrato quest’anno +9% di crescita, seguita dall’austriaca Kitzbühel (con + 8,5%), è la Svizzera che vanta il maggior numero di piazzamenti in questa prestigiosa graduatoria (ben 12) con Crans Montana (+7%), Klosters, St. Moritz, Davos e Gstaad, tanto per fare alcuni nomi. Proprio quest’ultima località registra il prezzo medio più alto in assoluto: 41.500 euro al metro quadro.

Rispetto al 2008, anno in cui la nota società inglese di consulenza immobiliare ha cominciato a redigere il report sulle proprietà di montagna, il medio incremento di prezzo di uno chalet di lusso è del 33%. Investitori e compratori dichiarano di essere prevalentemente interessati al benessere personale e a utilizzare la proprietà in qualsiasi momento dell’anno, senza tuttavia escludere la possibilità di affittarla quando si trovano altrove. In termini di location, vincono le Alpi sul resto delle montagne europee, mentre in fatto di dimensioni, le case più ricercate sono quelle con 3-4 camere da letto (le preferisce il 52% degli acquirenti, contro il 30% che si accontenta di 1-2 camere). Infine, il 50% degli interessati avvantaggia le nuove costruzioni ad alta efficienza energetica rispetto agli edifici antichi e da ristrutturare. (Riproduzione riservata)
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