Il terremoto che sta scuotendo Piazza Affari non si ferma. Dopo l'intervista che MF-Milano Finanza ha pubblicato mercoledì 2 aprile al vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani, sulla richiesta di tutelare Borsa Spa e gli Etf quotati a Piazza Affari all'interno del gruppo Euronext, anche usando l'arma del golden power, arriva il commento della Lega. Giulio Centemero, membro della Commissione Finanze, torna quindi sul tema dei fondi indice. Al centro della questione, il timore di un delisting importante di questi strumenti dall'Italia a causa dei contributi di vigilanza di Consob sui fondi passivi non particolarmente concorrenziali in Europa. Dal momento che l'Olanda non li applica, è facile dedurre che gli emittenti degli Etf potrebbero scegliere la piazza di Amsterdam per quotare gli strumenti finanziari, sempre all'interno del gruppo Euronext.
Il merito Centemero ha scritto un post su Linkedin sottolineando che «oggi torna di moda l'interrogazione che feci tempo addietro sulle tariffe di Consob (e delle altre Authorities), a mio avviso da rivedere. Le stesse infatti hanno un impatto su quale piazza, in termini geografici, vengono quotati i vari strumenti finanziari. Oggi si parla di Etf, ma è solo uno degli esempi».
Come ha raccontato questo giornale il 1° aprile, è in arrivo la piattaforma armonizzata degli Etf all’interno del gruppo Euronext, che dovrebbe diventare operativa entro la fine dell’attuale piano industriale (2027). Gli emittenti potranno così evitare di chiedere l’autorizzazione a essere quotati in ognuno dei 7 Paesi dove è operativa la holding dei listini duplicando e triplicando gli stessi fondi a seconda del Paese. Basterà chiedere il via libera a essere quotati in una delle piazze europee per poi circolare in tutte. E qui entrano in scena i costi sulla vigilanza applicati dalle Authority locali. Consob chiede 3.555 euro per ogni veicolo quotato e 270 euro ad ogni aggiornamento di prospetto informativo. Essendo gli Etf scambiati in Italia 2037 (655 ad Amsterdam, 719 a Parigi), si tratta di ricavi stimati attorno a 7-8 milioni di euro. Col pool unico, gli emittenti rischiano di andare dove non paga nulla (Olanda) facendo insorgere in prospettiva un problema per Consob. Di qui la richiesta di Centemero di una revisione delle tariffe per evitare una possibile emorragia.
A complicare la situazione, l’ispezione in atto degli stessi funzionari Consob negli uffici di Borsa Spa e quella di Bankitalia nell’ex Monte Titoli (ora Euronext Securities, su richiesta sempre di Consob) per verificare l’autonomia gestionale dell’Italia all’interno del gruppo. I numeri che girano attorno a questi fondi passivi sono importanti: nel 2023, Amsterdam ha registrato scambi per 21,28 miliardi, Parigi per 35,77 miliardi, Borsa da sola 85,49 miliardi. (riproduzione riservata)