Per capire quanto la rivoluzione dell’AI sia pervasiva e tocchi settori del tutto inaspettati, l’esempio di Caterpillar - o semplicemente «Cat» come lo chiamano negli Usa - è illuminante.
Il colosso americano che da sempre costruisce macchine per il movimento terra, trattori, bulldozer e tutto quanto ha a che fare con le costruzioni è reduce da un exploit borsistico senza precedenti nella sua storia pluridecennale sul listino. Dal 7 aprile 2025 il titolo ha messo letteralmente il turbo, salendo da 280 dollari ai 900 dollari cui tratta in questi giorni.
Più che triplicare il valore di mercato in solo un anno non è, o meglio non era, nel dna del gruppo. In fondo parliamo di old economy, con i grandi bulldozer e le poderose macchine che smuovono il terreno che stanno a monte di un settore assai ciclico come quello edilizio e delle infrastrutture. Un settore con margini non certo da società tech. Cosa è successo quindi per giustificare tanta enfasi del mercato?
La risposta è proprio nella nuova frontiera dell’intelligenza artificiale e nella poderosa domanda d’energia richiesta dai data center che stanno spuntando come funghi ovunque. E Caterpillar produce anche grandi turbine e generatori d’elettricità.
L’area di business è la divisione Energy power generation della casa texana che si è involata sull’onda degli ordinativi per i grandi generatori d’energia. La spia che ha acceso il forte interesse del mercato sono gli ordinativi che nell’ultimo anno sono lievitati del 79% a 63 miliardi di dollari di cui ben 48 miliardi proprio dagli energy generator. Commesse che arrivano da Microsoft, Amazon, Google & c.
Un backlog imponente destinato a garantire nei prossimi anni una corsa a doppia cifra dei ricavi di gruppo, che già di suo marcia già a pieno ritmo. I primi tre mesi del 2026 hanno visto infatti il fatturato salire del 22% a 17,4 miliardi. Un balzo trainato proprio dalla divisione Energy generation che ormai condivide con il settore costruzioni il primato dei ricavi di gruppo. Tra l’altro con redditività più che buona dato che l’ebit vale il 20% dei ricavi d’area.
Ma sono state le previsioni del management a far scattare l’euforia degli investitori: gli amministratori del gruppo hanno indicato di recente che le vendite della divisione energia potrebbero moltiplicarsi per 3 volte entro il 2030 rispetto ai livelli del 2024. Una stima alzata dal precedente raddoppio ipotizzato, prima della nuova revisione al rialzo.
Certo sono stime probabilistiche che si fondono sull’impennata delle commesse. Ma il mercato nella sua affannosa ricerca di nuovi cavalli su cui puntare in quella new wave tech che è l’AI non si è fatto pregare. E ha finito per trattare la vecchia Caterpillar come un nuovo alfiere della rivoluzione.
Ormai sembra che qualsiasi cosa, sia anche di riflesso, che profuma di AI meriti di essere cavalcata. Con tutti i rischi che ciò comporta.
Con il balzo degli ultimi 12 mesi il titolo ha raggiunto una capitalizzazione di 416 miliardi di dollari. Caterpillar ha oggi un valore di mercato che è poco meno di un decimo della regina indiscussa, Nvidia. Ma quest’ultima quasi raddoppia i ricavi anno su anno e vanta un margine dell’utile netto sui ricavi del 55%.
Caterpillar vedrà anche nell’ipotesi più ottimista salire il fatturato del 15% annuo e ha un margine di profitto netto del 16%. Numeri buoni, ma assai distanti da Nvidia che vale 40 volte gli utili passati. Di fatto un livello più o meno analogo a Caterpillar che però avrà tassi di crescita assai più contenuti.
Come si vede, quel volo nell’empireo dei grandi del tech può avere radici fragili su cui reggersi. E mostra una volta di più l’effetto contagio che spira a Wall Street troppo presa a incantarsi sui nuovi miracoli legati più o meno direttamente con il mito dell’AI.
In fondo il copione è stato rispettato anche per un altro attore nella produzione di macchine per l’energia. Si tratta di Ge Vernova, spin off della vecchia e blasonata General Electric. Anche Ge Vernova è scattata in avanti in modo poderoso nell’ultimo anno con il titolo passato da 400 dollari a oltre 1.100 cui quota in questi giorni.
Oggi Ge Vernova - abituata a un passo da maratoneta in borsa - si ritrova con un valore di mercato di 297 miliardi di dollari. In soldoni sono oltre le 6 volte i ricavi previsti in crescita a fine 2026. E oltre 70 volte i profitti netti, come documentato da S&P Global market intelligence.
Quei data center e i motori che li alimentano dovranno crescere e molto perché Ge Vernova, così come Caterpillar, possano sostenere quei multipli di valutazione. (riproduzione riservata)