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Catella: per Roma grandi opportunità dal Pnrr

di Teresa Campo
Milano Finanza - Numero 185 pag. 60 del 18/09/2021

Grandi progetti, strutture, nuove forme dell'abitare. Finora gli sviluppi innovativi hanno interessato soprattutto Milano, la città dove economia e mattone corrono di più. Ma la rivoluzione dovrebbe interessare prestissimo anche ilresto d'Italia e soprattutto Roma. Perché è la Capitale, perché ha costi più appetibili, e perché lo dice il Pnrr. «Siamo alla vigilia di un'opportunità storica di rigenerazione per l'Italia in generale e per Roma in particolare, grazie alla realizzazione di premesse e condizioni economiche, finanziarie, politiche, normative che consentono la valorizzazione di quella risorsa straordinaria che sono il nostro territorio, le nostre città, le nostre imprese», spiega Manfredi Catella, fondatore e ceo di Coima, che al forum di Scenari Immobiliari parteciperà alla tavola rotonda “Roma 2030”. Transizione ecologica, inclusione sociale e digitalizzazione sono al centro delle politiche del Pnrr, e possono generare importanti ricadute anche in ambito immobiliare perché molti e significativi sono i gap rispetto alla media europea: l'Italia ha una percentuale superiore di immobili con oltre 60 anni di vita così come a rischio sismico, un ridotto numero di posti letto per studenti fuori sede (8% contro il 20% di media europea), ma anche di posti letto in strutture sanitarie residenziali ogni mille persone (19 contro i 53 europei) e gran parte degli edifici scolastici registra problemi strutturali. Secondo le stime di Coima, per colmare questi gap servirebbe rigenerare non meno di 100 milioni di metri quadrati, con 200 miliardi di euro di investimenti per 10 anni», continua Catella. Molteplici i benefici sull'ambiente (taglio del 15% delle emissioni di CO2), occupazione (creazione di posti di 200-300mila occupati all'anno) e sull'economia (riduzione delle differenze territoriali, crescita del turismo ecc.). «In tale contesto la città di Roma è cruciale perché rappresenta una cerniera naturale per ricucire un divario Nord-Sud che si è troppo ampliato negli anni», sottolinea Catella: «come ha affermato Renzo Piano in occasione del nostro Forum “la crescita di cui si può parlare oggi è per inclusione e non per esclusione” e il Pnrr deve costruire questa inclusione.

Roma può cogliere le grandi opportunità del Pnrr per rilanciare con forza importanti progetti di rigenerazione urbana, in una virtuosa sinergia tra pubblico (Governo, investitori istituzionali, casse di previdenza, Cdp, fondazioni bancarie) e operatori privati, così da incrementare le misure previste dal Pnrr, con uno stanziamento di 500 milioni che puntano per lo più a creare alternative turistiche e culturali qualificate, possano identificare progetti di riqualificazione in discontinuità, implementare l'uso delle tecnologie digitali e potenziare le aree verdi e la sostenibilità del turismo. «Credo che, come avvenuto a Milano, anche Roma possa trovare progetti di riqualificazione iconici: quartieri come Flaminio, Tiburtina o alla Fiera, che a loro volta potrebbero stimolare nuovi investimenti da parte di player nazionali e internazionali», sintetizza Catella. «La Milano che con lungimiranza e visione ha saputo creare la città di oggi è nata dalle ceneri della profonda crisi economica e morale di fine anni '90, grazie a una forte volontà pubblica ispirata in primis dal sindaco Albertini e condivisa dalle cinque amministrazioni che si sono susseguite nei 25 anni dopo». Ma cruciali saranno anche le elezioni che Roma affronta oggi e che imposteranno la città dei prossimi anni: sarà necessario coinvolgere anche gli uffici e le strutture tecniche del Comune, che hanno un ruolo determinante in questo percorso di rigenerazione, e che hanno supportato tanti progetti in questi anni. Competenze che nel caso di Roma sarebbero ancor più centrali, considerando che il patrimonio storico e culturale della città richiede un'agenda coordinata di rigenerazione urbana con il Mibact e con le Soprintendenze. «La collaborazione tra Roma e Milano e le professionalità necessarie per realizzare questi progetti sarebbero, inoltre, molto più semplici e immediate, grazie alla possibilità di creare sinergie in ambito finanziario, architettonico e di ecosostenibilità», conclude Catella. «Roma, infatti, potrebbe contare su forti accelerazioni, laddove vi fosse la volontà pubblica, grazie a capitali privati domestici e internazionali già presenti e finanza pubblica straordinaria, a differenza di Milano che non ne aveva, e una maggiore competenza di progettazione e industriale oggi disponibile in Italia, che invece a Milano si è dovuta ricomporre». (riproduzione riservata)



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