Le dichiarazioni di Fabrizio Corona all’interno del suo format «Falsissimo» sul presunto sistema di favori sessuali in cambio di partecipazioni ai reality posto in essere da Alfonso Signorini rimbombano in casa Mediaset e iniziano ad avere i primi effetti.
In una nota, l’emittente guidata da Pier Silvio Berlusconi ha reso noto che Alfonso Signorini ha deciso di «sospendere cautelativamente il suo impegno editoriale, stante l'esigenza di tutelare sé stesso e le persone interessate nella vicenda mediatica in cui è rimasto suo malgrado coinvolto», decisione accettata dall’azienda. La vicenda, però, è tutt’altro che conclusa.
Nella puntata del 15 dicembre di Falsissimo dal titolo Il prezzo del successo, Fabrizio Corona, arcinoto uomo di spettacolo nonché ex paparazzo, ha mostrato i contenuti di alcune chat private a sfondo anche erotico intercorse tra Alfonso Signorini e un ex concorrente del Grande Fratello.
Secondo la tesi di Fabrizio Corona, il direttore del settimanale Chi e conduttore di molti programmi televisivi, nel corso degli anni, avrebbe posto l’intrattere rapporti sessuali con lui come condizione per l’accesso ai programmi Mediaset a molti giovani ragazzi. Un sistema, quello che Corona si promette scoperchiare, che lui stesso ha definito «il MeToo italiano».
Corona, da ultimo, sostiene che questo sistema sarebbe già a conoscenza anche dei piani più alti di Mediaset, ma sarebbe sempre stato sottaciuto in quanto Signorini, detenendo - sempre secondo Corona - i segreti della famiglia Berlusconi, sarebbe protetto da Marina e Pier Silvio.
L’autorità giudiziaria, dopo due giorni dalla messa online della puntata, ha perquisito la casa di Corona sequestrando il materiale in suo possesso e interrogato l’ex paparazzo per la diffusione del materiale esplicito e delle conversazioni private di Signorini.
Nel frattempo, Mediaset ha intrapreso alcune indagini interne all’azienda, come spiega in una nota: «In quanto parte di un primario gruppo europeo quotato, Mediaset ha il dovere di tutelare l'integrità delle proprie attività e dei prodotti editoriali, nonché la propria reputazione nei confronti del mercato e del pubblico». Allo stesso tempo, Mediaset ribadisce che chi opera per l'azienda è tenuto ad attenersi a chiari principi di correttezza, responsabilità e trasparenza, come definiti dal Codice Etico, che viene applicato senza eccezioni. Sono in corso tutti gli accertamenti e verifiche per garantirne il suo rispetto».
Dall’altro lato, le dichiarazioni di Corona rappresentano un grave danno reputazionale per Mediaset, che infatti promette di difendersi anche sotto questo aspetto: «Mediaset agirà con determinazione in tutte le sedi sulla base esclusiva di elementi oggettivi e fatti verificati per contrastare la diffusione di contenuti e ricostruzioni diffamatorie o calunniose, a tutela del rispetto delle persone, dei fatti e dei propri interessi».(riproduzione riservata)