Altro che un caso. L’incontro tra il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, e l’ambasciatore russo, Aleksej Vladimirovich Paramonov – di cui ha dato notizia Il Corriere della Sera – «è avvenuto alla luce del sole». Parola del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles minimizza il vis-à-vis tra i due, avvenuto circa un mese fa alla Farnesina: «È una polemica inutile».
«Noi non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa», ha detto poi Tajani, l’incontro «non si è svolto in segreto, si è svolto al ministero degli Esteri. Il vice ministro era assistito da funzionari della Farnesina, quindi tutto alla luce del sole. Noi abbiamo relazioni diplomatiche con tanti Paesi e se un ambasciatore chiede di parlare, parla. Abbiamo sempre detto che non siamo in guerra con la Russia».
Il titolare della Farnesina ha poi ricordato la presenza dell’ambasciata d’Italia a Mosca e delle 340 imprese italiane che operano lì nel rispetto delle sanzioni, ribadendo la coerenza della linea governativa. «Continuiamo a confermare il nostro sostegno all’Ucraina e la condanna dell’invasione russa». Interpellato sulla possibilità che l'Italia torni a importare gas e petrolio da Mosca, Tajani ha frenato: «Vedremo quali saranno le condizioni. Finita la guerra, raggiunta la pace, cambieranno molte cose. Ma prima bisogna arrivare alla pace».
A Bruxelles, Tajani ha avuto modo di incontrare anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte, per un’analisi a 360 gradi del ruolo dell’Italia nell'Alleanza. «Ho ribadito che l’Italia manterrà fede agli accordi e che i nostri militari rimarranno nelle basi della Nato, anche se in forma ridotta, e nella coalizione Anti Daesh (attiva contro il terrorismo in Iraq e in Siria, ndr)».
Discorso diverso, invece, per lo Stretto di Hormuz e le crescenti tensioni nell'area. «Penso che debba prevalere la linea della diplomazia. Siamo alla guida della missione Aspides che credo debba essere rinforzata per garantire il traffico marittimo nel Mar Rosso e Suez, così come l’Operazione Atalanta (contro la pirateria nel Corno d’Africa, ndr). Non mi pare, però, che siano missioni che si possano allargare allo Stretto di Hormuz». (riproduzione riservata)