Cashiers, il rifugio segreto dei Paperoni americani
Un piccolo villaggio in North Carolina, dove hanno casa poco più di 800 persone, nasconde la più alta concentrazione di ricchezza del paese. A dirlo, il mercato immobiliare
Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Cashiers, villaggio del North Carolina, situato nella contea di Jackson. Si annida tra le Blue Ridge Mountains, meno sconosciute da questa parte dell’Atlantico fosse solo perché sono citate in Country Road, una delle hit più celebri del cantautore John Denver.

A rigore, Cashiers non è neppure un villaggio: è solo una località abitata, esattamente un census-designated place (CDP), denominazione che negli USA si applica a piccole comunità rurali, edge-city, villaggi turistici e comunità di pensionati. Ma secondo l’autorevole Wall Street Journal, qui si nasconde – letteralmente – una delle più alte concentrazioni di ricchezza del Paese. Appartiene a una particolare tipologia di Paperoni: gente che rifugge le luci dei riflettori e ama la privacy. La più assoluta.
A Cashiers non c’è un municipio, né un sindaco e nemmeno forze di Polizia. Si contano, però, diversi ristoranti e negozietti dove fare shopping, oltre a un certo numero di bellissimi golf club, la cui membership costa una follia, e sviluppi immobiliari residenziali di lusso a essi collegati. Vi hanno casa in tutto 825 persone, parecchi dei quali milionari e qualcuno miliardario.

Tra i nomi eccellenti, si sussurrano quelli di attori come Nicole Kidman e Steve Martin, dello scrittore Stephen King e di esponenti di dinastie facoltose e potenti, attirati dalla possibilità di circolare liberamente senza essere rincorsi dai fotografi e di vivere in tranquillità come se fossero persone qualunque: «Qui vengo trattato come chiunque altro, il che è esattamente ciò che desidero», ha detto Kenneth Langone, co-fondatore di The Home Depot, il più grande rivenditore di articoli per la casa negli USA, che ha comprato a Cashiers negli Anni Novanta, contribuendo, tra i primi, a farne la fortuna.
Al di là del pregio dell’area, che vanta estese foreste, un numero imprecisato di cascate, dolci rilievi e, soprattutto, un clima eccezionalmente fresco d’estate (siamo intorno al migliaio di metri sul livello del mare), il golf ha giocato un ruolo significativo nella trasformazione di questo villaggio da semplice località di montagna a meta di elezione per persone privilegiate:

«Già da fine Ottocento-inizi Novecento, americani benestanti hanno cominciato a comprare terreni di caccia e residenze estive da queste parti», racconta Liz Harris, Co-Owner della società di consulenza immobiliare McKee Properties LLC, partner di Sotheby’s International Realty, e top broker dell’area di Cashiers (qui sopra). «Tra di loro figurava anche il politico Wade Hampton (1818-1902), sulla cui proprietà, in seguito, è sorto uno dei primi e più esclusivi golf club della zona, il Wade Hampton Club. Artefice dell’operazione è stato l’imprenditore del golf William McKee: al suo nome è legato anche il successivo sviluppo immobiliare del club, che ha suscitato interesse presso altri investitori».

Per Cashiers è stata solo la nota di inizio e si può ben dire che abbia lanciato una sorta di trend: l’uno dopo l’altro, diversi golf club sono stati aperti in quest’area, che oggi ne conta poco meno di una decina, tra privati e semi privati. Sono esclusivamente frequentati da VIP e HNWI (High Net Worth Individual), che hanno finito per acquistare in loco anche delle case, determinandone un costante aumento di valore. «Il primo rialzo importante dei prezzi si è verificato nel 2004, dopo l’apertura del Mountaintop Golf Club e del Lake Club», continua Harris. «Tuttavia, l’incremento più significativo è stato registrato negli anni del COVID e in quelli immediatamente seguenti, cioè dal 2020 al 2024, quando diverse persone sotto stress per le restrizioni applicate durante la pandemia hanno cercato sistemazioni alternative in montagna, abbandonando, temporaneamente, i loro luoghi di origine».

In quell’arco di tempo, il prezzo medio di una abitazione a Cashiers è salito dell’88,8 per cento, passando da 1,05 a 1,98 milioni di dollari. Oggi il range di prezzi varia da 1 a 12 milioni di dollari USA, ovviamente in base alle dimensioni dei lotti e al pregio degli immobili: grandi dimore circondate da qualche migliaio di metri quadri di terreno tappezzato di alberi (che, già sul finire dell’estate, mandano in scena memorabili foliage), ma anche appartamenti in piccoli condomini, chalet, cottage e ville singole. «Il più alto prezzo pagato qui per un immobile ammonta a 11,1 milioni di dollari. Tuttavia, si ritiene che alcune dimore attualmente sul mercato supereranno questa soglia entro il 2026», conclude Harris, che ha in portafoglio anche Sagee Manor, situato nelle vicine Highlands, in vendita alla modica cifra di 32 milioni di dollari (qui sotto).

Harris non pecca di ottimismo: in generale, il mercato immobiliare USA di lusso viaggia su cifre decisamente più elevate di quelle che si registrano nel nostro Paese. Non fa eccezione il segmento residenziale di montagna, nel quale gli USA sono il mercato più performante del mondo sul lungo periodo. In base all’ultima edizione del Savills Ski Resilience Index (pubblicata nel novembre 2025), nell’arco degli ultimi vent’anni i prezzi sono aumentati del 228%. La località montana più lussuosa e più costosa resta sempre Aspen (Colorado), con valori che si aggirano sui 68-70.000 dollari al metro quadro. Gli analisti sono ottimisti sulla performance del mercato nel 2026: le transazioni immobiliari continueranno, spinte dalla richiesta internazionale e dal crescente numero di acquirenti poco sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse e che considerano una buona soluzione parcheggiare parte del loro denaro in beni immobiliari. Molti di loro non si limitano a un solo acquisto, ma si concedono fino a tre-quattro acquisizioni.

Lo dice Philip A. White Jr, presidente e ceo di Sotheby’s International Realty: «Alcuni clienti preferiscono dividere il loro tempo in diverse location invece di essere legati a un unico indirizzo e di conseguenza comprano più di una proprietà». Le società immobiliari che operano a Cashiers, dunque, possono dormire sogni tranquilli. E chissà che qualche appassionato di questa parte del mondo – che se lo possa permettere, ovviamente – non decida di andare a giocare a golf in North Carolina. (Riproduzione riservata)
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