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Case nuove in salute

di Teresa Campo
Milano Finanza - Numero 093 pag. 72 del 13/05/2023

Non conosce crisi il settore delle case di nuova costruzione in Italia. Mentre il resto del mercato è minacciato da caro mutui e caro bollette e stipendi al palo, che hanno già portato a un netto rallentamento delle compravendite e che presto potrebbero scalfire anche i prezzi, le abitazioni nuove subiscono solo modesti contraccolpi. Se infatti nel 2022 le compravendite del nuovo sono cresciute del 10%, per la fine del 2023 si prevede un ulteriore aumento del 2,7%, mentre quelle dell'usato caleranno dell'8%. E anche i prezzi faranno la loro parte: in crescita di oltre il 3% di media quelli del nuovo negli ultimi due anni, per arrivare al 4,6% quest'anno, mentre le quotazioni dell'usato nel migliore di casi si stabilizzeranno. Unico neo l'offerta ancora bassa, intorno al 10% del totale nelle grandi città, il che se da un lato contribuisce a spingerne le quotazioni, dall'altro impedisce al mercato di sfruttare la forza della domanda. E' quanto emerge dal primo Osservatorio sull'abitare futuro realizzato da Scenari Immobiliari e Abitare Co. «Il mercato delle case di nuova realizzazione ha iniziato a salire a partire dal 2017, con una crescita media annua nell'ultimo quinquennio del 7,8%, seguendo l'andamento delle transazioni di quelle usate», spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. «Nel 2022 gli scambi a livello nazionale sono stati circa 74mila, dieci punti percentuali in più rispetto al 2021, un anno record che aveva segnato una crescita del 34% rispetto al 2020, in parte a causa del precedente stop del mercato dovuto alla pandemia». In generale un ottimo risultato: nonostante le difficoltà innescate dallo scoppio della guerra in Ucraina e dall'inflazione galoppante che ha costretto la Bce ad aumentare il costo denaro, il mercato ha tenuto, soprattutto nella prima parte dell'anno. E nonostante i prezzi molto più elevati del nuovo rispetto all'usato. Negli undici principali capoluoghi analizzati dallo studio llo scarto medio è del 37,4%, con una differenza di 1.800 euro al metro quadrato: «il nuovo costa dunque un terzo più dell'usato, ma perché le case sono ben fatte e soprattutto perché incontrano maggiormente il gusto degli acquirenti», spiega Breglia. Inoltre chi compra il nuovo non deve affrontare l'incertezza dei tempi e dei costi della ristrutturazione. Ma l'offerta è comunque troppo bassa, contro una media delle grandi città europee che si avvicina al 20% sul totale offerta cittadina, «La casa in Italia rappresenta oltre il 45% della ricchezza netta degli italiani, 5.200 miliardi di euro», sottolineao Giuseppe Crupi, ceo di Abitare Co. «e nonostante le turbolenze che stiamo vivendo in questi ultimi anni l'interesse degli italiani per l'investimento immobiliare rimane immutato. Ma sono i giovani a dettare la linea del futuro mercato immobiliare residenziale, visto che anche per i Millennial e la Generazione Z l'acquisto della casa resta un obiettivo importante».

Come accennato, l'offerta ridotta (ancora di più quest'anno in cui aumento dei tassi e dei materiai hanno frenato molti progetti di sviluppo), continua a far lievitare i prezzi che, complice l'inflazione, dovrebbero salire di un altro 4,6% per fine anno. Sul fronte dell'offerta di case nuove, come emerge dallo studio di Scenari Immobiliari e Abitare Co., solo a Roma e Milano si contano 17.400 case nuove, il 75,7% del totale delle case in vendita nelle principali undici città italiane, pari a 23 mila. Anche Firenze offre 1.450 nuove unità immobiliari. Tra le maggiori città del Paese, all'ultimo posto per case nuove in offerta c'è Catania con 200 abitazioni, mentre a Palermo sono 350. Anche a Napoli, terzo comune capoluogo in Italia con oltre 900 mila abitanti, l'offerta di abitazioni nuove raggiunge 450 unità immobiliari. A Torino, che ha un numero di abitanti di poco inferiore a Napoli, il numero di case nuove in vendita è il doppio (900 unità). Seguono Bari e Bologna, rispettivamente con 750 e 850 case nuove in vendita, che staccano nettamente Genova con solo 400 abitazioni in offerta sul mercato. Delle undici città esaminate solo quattro segnano una quota di mercato del nuovo superiore al 10% rispetto al totale delle case in offerta. A partire da Milano con una quota del 17,4%, seguita da Roma (13,2%), Firenze (12,7%) e Bari (11,3%). In tutte le altre città, l'offerta si ferma al 2-3%. La periferia è l'area più coinvolta dalle nuove costruzioni, concentrando il 63,5% del totale contro il 25,5% del semicentro e l'11,5% del centro. I(riproduzione riservata)



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