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Giorgio Tinacci, Casavo
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Casavo raddoppia la perdita: in corso il piano di ristrutturazione per arrivare all’utile nel 2024. I dettagli

21 settembre 2023, 23:30

Nel 2022 conti consolidati in rosso di 53 milioni. Mentre i ricavi balzano a 300 milioni. Nel 2023 stock immobiliare ridotto del 70%. In portafoglio case per 90 milioni

Casavo chiude il bilancio 2022 nel segno del raddoppio, nel bene e nel male: raddoppiano ricavi e stock immobiliare, ma anche ebitda (negativo) e perdite. Un numero, quest’ultimo, che salta all’occhio più degli altri guardando ai conti della startup immobiliare guidata da Giorgio Tinacci e partecipata tra gli altri da Exor, Intesa Sanpaolo e Unicredit: l’anno di Casavo si è chiuso in rosso per 53 milioni di euro rispetto ai 27,5 dell’anno precedente.

Le ragioni della perdita

Una flessione pesante riconducibile, si legge tra le righe del documento, a costi fissi di struttura, investimenti in marketing e «spese non ricorrenti per la gestione della struttura di cartolarizzazione» che ha spinto il management a un’operazione di «razionalizzazione degli aspetti operativi». Il tutto formalizzato con l’approvazione di un piano di ristrutturazione, a inizio luglio 2023, da parte del consiglio di amministrazione. Per ora alcune mosse sono già state messe in atto: il taglio del 30% della forza lavoro (annunciato a febbraio di quest’anno), la transizione dal modello di acquisto di immobili dai compratori e successiva rivendita a terzi al modello marketplace, e la sforbiciata al portafoglio immobiliare.

Portafoglio immobiliare ridotto del 70%

Quest’ultimo punto merita particolare attenzione: secondo quanto appreso da questo giornale infatti il valore del portafoglio immobiliare di Casavo era arrivato a fine 2022 a 250 milioni, un raddoppio esatto rispetto ai 125 del 2021. A fine settembre 2023 questo stock dovrebbe arrivare a 90 milioni, il che implicherebbe una riduzione del magazzino di circa il 70% rispetto a dicembre 2022. Dei 90 milioni rimasti peraltro la metà sarebbe già sotto offerta vincolante.

Su i ricavi, giù l’ebitda

Notizie positive arrivano poi alla voce dei ricavi: quelli consolidati del 2022 hanno sfiorato i 300 milioni di euro, anche in questo caso un quasi-raddoppio rispetto ai 159 dell’anno precedente. Le ragioni della crescita (+86%) vanno rintracciate anzitutto nel numero di compravendite effettuate, circa mille immobili al valore di 272 milioni di euro: facendo una facile divisione questo si sarebbe tradotto in un valore di acquisto di circa 270 mila euro ad abitazione. C’è stato poi un ampliamento di perimetro, con l’espansione nel mercato francese tramite l’acquisto, annunciato a ottobre, della scaleup transalpina Proprioo e una semplificazione della struttura societaria con la fusione di cinque società veicolo sotto Casavo Beta srl. Considerando quindi i costi per l’acquisto di abitazioni, le spese per ristrutturazione degli immobili (56,8 milioni), gli 11 milioni utilizzati per il marketing e altre spese varie ed eventuali, l’ebitda di Casavo è risultato negativo per 23,5 milioni, più che raddoppiato dal rosso di 11,3 milioni del 2021.

I piani per il break-even nel 2024

Sintetizzando, se il bilancio 2022 può essere considerato l’ultimo relativo al modello di business originario di Casavo, l’esercizio 2023 dovrebbe rappresentare un punto di transizione nel processo di revisione. Tanto che i risultati di questo processo dovrebbero risultare evidenti appieno solamente a partire dal bilancio 2024. In particolare si pensi ai costi del personale del gruppo, passati da 14,35 a 28,58 milioni nell’esercizio 2022, complice il raddoppio del numero di dipendenti (da 222 a 428). I pieni risultati del taglio del 30% della forza lavoro annunciata a febbraio, quindi, si rifletterà sui conti solo dall’anno prossimo.

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza i volumi di vendita dovrebbero crescere in maniera significativa nel 2023, complice lo smaltimento del portafoglio rimasto in carico alla società. Grazie ai ritmi con cui è stato ridotto lo stock di immobili in pancia all’azienda e lo sviluppo rapido del marketplace, l’aspettativa sul valore degli immobili venduti nel 2023 salirà a circa 500 milioni dai 350 milioni del 2022. Va ricordato che in passato il management aveva previsto di arrivare al break-even alla fine del 2024. (riproduzione riservata)



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