Nuovi capitali freschi per Casavo. La startup immobiliare guidata dal fondatore Giorgio Tinacci ha visto nelle scorse settimane un’accelerazione nelle sottoscrizioni dell’aumento di capitale fino a 30 milioni di euro deliberato a luglio 2023. Secondo quanto risulta da documenti riservati visionati da MF-Milano Finanza, i grandi soci tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo hanno scelto di acquistare gli strumenti finanziari partecipativi (sfp) con cui è stata strutturata l’operazione andando a ritoccare verso l’alto la propria quota.
In totale Casavo ha raccolto quasi 19,5 milioni, cifra che sarebbe già superiore alle aspettative del mercato. A guidare il round è stata Unicredit, che ha investito 5 milioni. Se rimanessero così le cose, la quota dell’istituto, una volta convertiti gli sfp in azioni di classe D-3, passerebbe dall’attuale 2,7 al 4,5%. Poco meno di 4 milioni sono stati versati da Exor, che complessivamente (compresa la quota in mano alla controllata Exor Seeds) rimane l’azionista di maggioranza relativa poco sopra il 19%. Altri 2 milioni sono arrivati da Intesa Sanpaolo tramite il braccio di venture capital Neva sgr, che porterebbe la partecipazione dal 2,8% al 3,4%.
La maggior parte dei capitali raccolti – poco più di 13,7 milioni – sono arrivati nella seconda tranche, concretizzatasi tra febbraio e marzo. I capitali raccolti saranno destinati ad alimentare il piano di trasformazione e rilancio della startup. Dal modello iniziale di iBuyer – con acquisizioni e rivendite di immobili in tempi rapidi – Casavo si è trasformato in un marketplace che accompagna anche il cliente durante la transazione. Come risulta a questo giornale, il piano di dismissioni del magazzino immobiliare si sarebbe praticamente concluso. Tanto che la società punterebbe a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2025.
Inoltre a febbraio la società guidata da Tinacci ha scelto di migliorare i diritti associati alle azioni D-3. Di fatto i possessori di questa classe di azioni hanno la precedenza e il diritto a ottenere una fetta più grande rispetto alla loro quota (aumentata ancora poche settimane fa) in caso di distribuzione di capitali derivanti da eventuali trasferimenti di azioni, quotazione o stacco di dividendi. Per tutte le azioni di classe D è presente anche una protezione anti-diluizione. Per incentivare altri soci a partecipare all’aumento di capitale, inoltre, è stata data la possibilità a chi era in possesso di azioni B di convertirle in D-2 (anch’esse con diritti speciali) con una sottoscrizione di sfp per almeno 2 milioni. A optare per questa possibilità sono state le società tedesche di venture capital Rag-Stiftung (tramite il suo veicolo lussemburghese) e Project A, che hanno investito rispettivamente 2 e 3 milioni. Altri soci di peso, come Goldman Sachs (oggi all’1,83% del capitale), per ora hanno invece deciso di non partecipare all’aumento, mentre l’unico altro azionista ad aver versato almeno un milione di euro è il fondo Ulysses (1,25 milioni).
L’aumento di capitale rimane aperto fino al 31 luglio. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza per ora non sarebbe previsto l’ingresso di nuovi soci, ma visti i progressi del piano di rilancio ci sarebbe interesse sul mercato. (riproduzione riservata)