Con la fine dell'estate, la riaperture delle scuole e delle università, per gli studenti fuori sede parte la corsa all'affitto. Il mercato della locazione si presenta, da alcuni anni, particolarmente eterogeneo. A famiglie e lavoratori, si aggiunge la domanda degli studenti, che decidono di intraprendere un percorso di studi lontano dalla propria residenza d'origine. Una media di 360 mila ogni anno, secondo i calcoli di Scenari Immobiliari. Succede così che la crescente domanda di alloggi da parte degli studenti fuori sede, incontrando la già forte pressione abitativa che si concentra soprattutto nei capoluoghi, non fa che aumentare il prezzo dei canoni di locazione. Stando all'analisi di Scenari Immobiliari, condotta sui costi degli affitti raggiunti nelle città a forte vocazione universitaria in riferimento alla diversa offerta immobiliare dedicata ai giovani, nelle principali piazze universitarie i canoni di locazione hanno registrato tutti variazioni al rialzo se confrontate con un anno fa. Rispetto al 2022 affittare una stanza costa in media il 12% in più. L'incremento riguarda anche le zone semicentrali delle città universitarie, dove l'aumento sfiora il 5%.
Facendo un confronto, è Bari a emergere come il capoluogo con la variazione di prezzi più elevata (+30,1%), seguita da Lecce, Brescia e Bologna, che battono la media nazionale con incrementi tra il 17% e il 13%, mentre Venezia registra il +12,8%. Più contenuta la crescita dei canoni in mercati più maturi come Padova (+5%), Firenze (+7%) e Milano (+5,5%). Il costo dell'affitto di una stanza singola nei quartieri universitari del capoluogo meneghino si aggira mediamente intorno ai 10 mila euro all'anno, corrispondenti a circa 860 euro al mese (340 euro al metro quadrato su base annua). Nella zona di Missori la richiesta arriva fino a 1.000 euro al mese per una stanza. La seconda città per costo d'affitto è Venezia, dove si arriva a spendere in media 650 euro al mese per una stanza (260 euro al metro quadrato all'anno), mentre a Roma il costo è in media di 620 euro al mese. A Milano e Venezia il canone per una stanza singola è rispettivamente di circa il 45% e il 18% superiore a quanto richiesto dal libero mercato. Se si guardano gli ultimi cinque anni questa percentuale si attesta rispettivamente al 18% e al 17%. Tuttavia, l'aumento dei canoni del mercato libero è omogeneo su tutti i 14 capoluoghi presi in analisi, dove spiccano in particolar modo Palermo (+7,1% in un anno) e Ferrara (+6,7%), che nell'ultimo periodo hanno registrato incrementi considerevoli di immatricolazioni di studenti. In generale la pressione sul mercato immobiliare destinato agli studenti è sempre più forte, principalmente a causa della carenza di alloggi adeguati a rispondere alle esigenze dei fuori sede. Il confronto tra i prezzi degli affitti medi delle stanze e quelli relativi al metro quadrato del libero mercato appare nettamente marcato: i canoni per prendere una stanza singola sono mediamente superiori del 50% rispetto ai canoni che vengono richiesti a chi richiede abitazioni di tipo più tradizionale (si veda la prima tabella in pagina). Tra le grandi città fa eccezione in questo caso solo Roma: le politiche abitative della capitale, unite con la delocalizzazione delle università rispetto ai punti nevralgici della città, portano i canoni per una singola stanza a livelli più bassi rispetto a quelli richiesti dal libero mercato.
In confronto all'Europa, i prezzi di Roma o quelli ancora più alti di Milano risultano tendenzialmente meno elevati. In Inghilterra il connubio tra l'elevate richieste di alloggi e dell'offerta che non tiene il passo spingono i costi mensili degli affitti fino a 1.240 sterline al mese per una stanza con bagno privato nella città di Londra. Costi ben oltre i 1.000 euro al mese anche in Francia e Germania, dove però il confronto è da intendersi con monolocali più che con singole stanze. Oltralpe a guidare la classifica dell'affitto più alto è Parigi, dove il costo dell'alloggio si aggira intorno ai 1.100 euro al mese. Le punte di mercato registrano anche canoni che si attestano poco sotto i 1.400 euro al mese, mentre il canone più basso rilevato si attesta intorno agli 840 euro (a questi costi vanno aggiunte le spese dei servizi mediamente intorno ai 600 euro). Le città francesi con una pressione studentesca inferiore (circa 40-60 mila studenti) registrano invece canoni più bassi: l'affitto di un monolocale comporta una spesa annua di poco inferiore ai 7 mila euro (a cui si aggiungono i 400 euro al mese di servizi). Allargando lo sguardo al resto dell'Europa, in Germania è Monaco la città con il livello d'affitto più alto: i gestori privati chiedono circa il 1.200 euro al mese per un monolocale, confermando la ricchezza immobiliare del sud della Germania. Diversamente le regioni del nord del Paese si mantengono su livelli d'affitto più contenuti, anche in relazione alla pressione della domanda di riferimento e alla quantità dell'offerta immobiliare pubblica.
Anche gli studentati hanno subito nel tempo importanti incrementi in termini di costi in scia alla sempre più forte domanda sul mercato. In Italia mentre negli ultimi cinque anni i canoni di locazione mensili di una stanza sul libero mercato sono aumentati di circa il 20%, le rette negli studentati gestiti hanno subito un incremento del 19,5%, mentre le tariffe nei collegi di merito hanno mostrato una crescita leggermente più contenuta pari a circa il 15%. Se si osserva la composizione della spesa nelle diverse tipologie abitative si nota come nel libero mercato il costo dell'abitazione sia superiore rispetto a quello delle strutture gestite di circa il 40%, arrivando in media a raggiungere i 500 euro al mese rispetto ai 300 euro di uno studentato o di un collegio.
Il costo dell'abitazione ha un peso preponderante in un contesto di libero mercato, circa il 65% delle spese totali, mentre è pari al 40% se si parla di studentati dove invece la maggior parte del costo è legato a servizi accessori. Così come per i canoni d'affitto del libero mercato, quindi, anche i costi della locazione gestita risentono della pressione delle città che presentano importanti poli accademici. I costi degli studentati gestiti si aggirano intorno ai 1.000 euro al mese per una stanza singola nelle città di Milano e Bologna, mentre Roma e Venezia presentano rette di circa 900 euro. In questo contesto, caratterizzato da scarsità dell'offerta e da una domanda che si stima anche nei prossimi anni in aumento, non sorprende come lo student housing sia una delle nuove frontiere su cui si posizioneranno gran parte degli investimenti immobiliari del prossimo futuro. I numeri parlano di 315 milioni già investiti e un'offerta che in Italia dovrebbe superare i 100 mila posti letto entro il 2027. (riproduzione riservata)