I colloqui sulla deroga al Patto di Stabilità proseguono, ma a Bruxelles prende corpo anche un’altra strada: più pragmatica, meno politica e (forse) immediatamente percorribile. La soluzione, a cui sta lavorando Raffaele Fitto, consentirebbe all’Italia di utilizzare risorse residue del Pnrr e dei fondi di Coesione per finanziare gli interventi contro il caro energia, evitando almeno per ora uno scontro sulle deroghe fiscali richiesto dal governo Meloni.
«Esiste una discussione più ampia sul tema dell’eventuale scostamento (delle risorse del Patto di Stabilità, ndr) da destinare anche all’energia», ha spiegato il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, Raffaele Fitto, a margine del Festival dell’Economia di Trento. Gli strumenti su cui Bruxelles sta lavorando sarebbero due: da un lato la revisione dei fondi di Coesione, dall’altro una rimodulazione di quelli Pnrr.
Fitto ha ricordato che la Commissione ha già aperto alla possibilità di rimodulare le risorse della politica di Coesione non ancora impegnate. Una revisione già avviata a livello europeo per circa 35 miliardi di euro e che, nel caso italiano, ha già comportato una riallocazione di circa 7 miliardi verso misure legate alla casa e alla competitività. «Continuiamo su questa strada», ha spiegato il vicepresidente della Commissione, indicando esplicitamente il «caro energia e il comparto agricolo» tra i possibili destinatari delle nuove rimodulazioni.
Accanto ai fondi di coesione, Bruxelles guarda anche al Pnrr. Le ultime linee guida della Commissione fissano al 31 maggio il termine ultimo per presentare l’ultima revisione dei Piani nazionali di ripresa e resilienza. Un passaggio che, secondo Fitto, «può essere utilizzato anche per questa opportunità». Una linea che Giorgia Meloni potrebbe essere pronta a sposare. Anche perché, al momento, è l’unica apertura reale arrivata da Bruxelles.
Secondo quanto riporta La Repubblica, tra fondi di coesione e residui del Pnrr si potrebbe arrivare a un pacchetto compreso tra i 3 e i 5 miliardi di euro. Una cifra insufficiente a finanziare strutturalmente gli interventi contro il caro carburanti, ma considerata utile per tamponare l’emergenza delle prossime settimane, soprattutto in vista della proroga del taglio delle accise e delle misure richieste dalle categorie dell’autotrasporto da concordare entro venerdì 22. (riproduzione riservata)