Giornata nera per Carlsberg: le azioni del gruppo danese hanno subito uno dei peggiori cali degli ultimi quattro anni, precipitando del 7% nella seduta di venerdì 21 giugno (intorno alle ore 13). A scatenare la debacle è stato il rifiuto da parte di Britvic, produttore britannico di bevande analcoliche, della proposta di acquisizione da 3,9 miliardi di dollari (circa 3,11 miliardi di sterline).
Non si vedeva un tonfo così marcato dal 12 marzo 2020, quando il titolo era sceso dell'8,77%. Nel frattempo, le azioni Britvic salgono del 6,5% (intorno alle ore 13) sulla scia della notizia.
Britvic ha comunicato di aver rifiutato il 17 giugno un'offerta da Carlsberg di 1.250 pence per azione, sostenendo che la proposta «sottovaluta significativamente Britvic e le sue prospettive future». Questo rifiuto segue una precedente offerta di 1.200 pence per azione, respinta anch'essa.
Carlsberg ha confermato il rifiuto, definendo la sua proposta «un'opportunità interessante» per gli azionisti di Britvic di liquidare il loro investimento. Ora il birrificio ha tempo fino al 19 luglio per decidere se fare un'offerta definitiva o abbandonare la transazione.
La strategia di Carlsberg è quella di espandersi oltre il mercato delle birre. Il portafoglio di prodotti «oltre la birra» dell'azienda, che include il sidro di mele Somersby e le hard seltzer Garage, è solo il 2% del volume totale (dati di febbraio 2024). In confronto, il marchio Tuborg è circa il 15% dei volumi, mentre la birra Carlsberg rappresenta il 10%.
Britvic, conosciuta per i marchi Robinsons e Tango, ha anche diritti esclusivi di imbottigliamento per i marchi di bevande gassate PepsiCo in Gran Bretagna, grazie a un accordo siglato nell'ottobre 2020. Carlsberg ha accordi simili con PepsiCo in Norvegia, Svezia, Svizzera, Cambogia e Laos, e imbottiglia Coca-Cola in Danimarca e Finlandia. (riproduzione riservata)