Intesa Sanpaolo è la prima banca italiana ad aver investito in bitcoin. Lo ha affermato martedì 14 gennaio il consigliere delegato Carlo Messina dopo le indiscrezioni sull’acquisto di 11 bitcoin per un controvalore di un milione di euro emerse il giorno prima.
«Siamo leader europei in termini di capitalizzazione di borsa e quindi non dovrebbe stupire se facciamo quello che fanno tutte le altre banche nel mondo. Peraltro si tratta di importi limitatissimi: complessivamente abbiamo 100 miliardi di euro in portafoglio titoli. Quindi è un esperimento, un test», ha spiegato il banchiere a margine del convegno Investimenti, innovazione, credito.
L’acquisto degli 11 bitcoin è «una dimostrazione di come si può avere un'attenzione verso canali digitali, molto limitata in termini di investimento – ha precisato Messina – ma soprattutto questa iniziativa dimostra che siamo pronti nel caso in cui alcuni clienti particolarmente sofisticati ci chiedessero di effettuare queste specifiche forme di investimento».
«Io personalmente lo ritengo una forma di investimento che deve essere riservata a investitori istituzionali e a clienti con grandissima professionalità e grandissime skill», ha puntualizzato ancora il banchiere, concludendo che «io stesso non investo in bitcoin».
Le indiscrezioni sugli acquisti della criptovaluta sono emerse nella serata di lunedì 13 gennaio quando, sui vari social network, è circolato lo screenshot di una mail interna di Niccolò Bardoscia, responsabile dei Digital Assets Trading & Investments di Intesa Sanpaolo. Il documento annunciava che il giorno successivo la banca avrebbe concluso con successo il primo trade su bitcoin. «Con la speranza che sia solo l’inizio», chiosava Bardoscia nella mail. La notizia è stata confermata a Milano Finanza da fonti di Intesa Sanpaolo e in seguito si è appreso che l’operazione di acquisto è stata eseguita tramite l’infrastruttura di trading istituzionale di Boerse Stuttgart Digital (Borsa di Stoccarda Digital).
L’evento ha un forte valore segnaletico perché è la prima volta che una banca italiana acquista bitcoin. Secondo alcuni osservatori la mossa attesterebbe anche un nuovo atteggiamento nei confronti delle criptovalute da parte delle autorità regolatrici tricolori. D’altronde da pochi giorni è entrata in vigore la MiCAR, il regolamento europeo sulle cripto-attività. E il 20 gennaio entrerà alla Casa Bianca Donald Trump, che ha promesso di fare degli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute. (riproduzione riservata)