I 354 milioni di dividendi incassati nel 2024, di cui 309 milioni arrivati da Intesa Sanpaolo, permettono a Fondazione Cariplo di chiudere il bilancio con 286 milioni di avanzo contabile, in crescita rispetto ai 140 milioni di fine 2023 (+104%).
Con il 5,4% la prima fondazione italiana per patrimonio, presieduta da Giovanni Azzone, è la seconda azionista (dopo Compagnia Sanpaolo al 6,5%) della banca guidata da Carlo Messina, appena rinnovato per un altro triennio come amministratore delegato. Poi in portafoglio ha altre partecipazioni azionarie come l’1,55% di Cdp, il 7,3% di F2i, il 2% di Banca d’Italia, il 7,3% di BF, lo 0,4% di Mps e il 41% di Redo e quote in fondi chiusi. Questi investimenti hanno fruttato altri 45 milioni di flusso cedolare.
Il risultato, sottolinea una nota dell’ente lombardo, «ha permesso di finanziare l’attività filantropica annuale della Fondazione», pari a oltre 164 milioni, e di «allocare 90 milioni al fondo di stabilizzazione delle erogazioni che, a fronte di ciò, ha raggiunto una consistenza pari a 383 milioni».
Le erogazioni hanno finanziato 1.130 progetti nel territorio lombardo e della provincia piemontese del Verbano-Cusio-Ossola nelle tradizionali aree di intervento dell’ambiente, cultura, ricerca scientifica e servizi alla persona. Le risorse sono state destinate alle quattro direttrici strategiche della fondazione: progetti che puntano a creare valore condiviso (con 58,1 milioni), ridurre le disuguaglianze (26,8 milioni), allargare i confini (28,6 milioni) e creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità (21,5 milioni). Altri 29,9 milioni hanno incluso altre erogazioni istituzionali di varia natura.
In costante crescita il patrimonio gestito dal direttore generale Sergio Urbani, patrimonio che ai valori di mercato a fine dicembre sfiora gli 11 miliardi (10,65 miliardi). Era di 7,9 miliardi a fine 2022, per balzare ulteriormente a oltre 11,2 miliardi di euro quest’anno grazie all’apprezzamento della quota nella conferitaria, rivalutazione ora sul tavolo (assieme alle quote nelle banche delle altre grandi fondazioni) della revisione del protocollo Acri-Mef del 2015 aperta da Azzone e da Via XX Settembre. Il patrimonio netto contabile invece ammonta a 7,24 miliardi.
«Fondazione Cariplo ha maturato le idee che ci portano nel futuro. In un processo profondo e partecipativo, abbiamo individuato tre nuovi filoni su cui concentrarci nei prossimi tre anni. Le abbiamo chiamate "Sfide di Mandato"», spiega Azzone. «Potranno contare – prosegue il numero uno della Cariplo che è stato appena riconfermato anche al vertice dell’Acri – su una disponibilità complessiva di 60 milioni di extra budget (20 milioni di euro ciascuna) e si concentreranno su: il contrasto al fenomeno dei giovani neet (ragazzi che non studiano e non lavorano, sono oltre 157 mila in Lombardia, 1,4 milioni in Italia); sul sostegno alle famiglie e ai loro bambini in età 0-6 anni, e sul supporto a progetti per l'autonomia delle persone con disabilità». (riproduzione riservata)