Per la prima volta dopo tre anni un pieno di diesel costa agli italiani più di uno di benzina. Questo per effetto del riallineamento delle accise (con l'aumento della tassazione sul diesel e la riduzione equivalente di quelle sulla benzina) deciso dalla Manovra 2026, «in linea con gli obiettivi green dell’Unione europea in materia di decarbonizzazione e superamento dei sussidi e dei regimi fiscali che in passato hanno favorito fiscalmente il gasolio, carburante più inquinante». Lo confermano i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Da un lato infatti il prezzo della benzina self alla pompa lungo la rete stradale nazionale ha toccato oggi, 5 gennaio 2026, un nuovo minimo dal 2021, attestandosi a 1,65 euro al litro. Dall’altro lato, il gasolio è arrivato a costare 1,67 euro al litro. Un’inversione che non si verificava dal 9 febbraio 2023, all'uscita dalla fase più acuta della crisi dei prezzi iniziata con l'invasione russa dell'Ucraina.
L'azione di monitoraggio e controllo del ministero delle Imprese e del Made in Italy «ha contribuito a evitare distorsioni di mercato, smentendo le previsioni secondo cui il riallineamento delle accise avrebbe determinato un aumento del prezzo della benzina nonostante la riduzione fiscale prevista» si legge nella nota del Mimit. ll dicastero guidato da Adolfo Urso continuerà a «monitorare l'andamento dei prezzi, segnalando con cadenza settimanale alla Guardia di Finanza eventuali anomalie, a tutela della trasparenza e della correttezza del mercato». (riproduzione riservata)