Il Centro Agroalimentare di Roma (Car) mette in sicurezza la struttura finanziaria del piano di espansione e apre una nuova fase di sviluppo. Il via libera ieri del consiglio di amministrazione al finanziamento da circa 20 milioni di euro, sottoscritto da un pool composto da Bcc Banca Iccrea, Bcc Roma e Cassa Depositi e Prestiti, rappresenta infatti il primo tassello operativo del piano industriale 2026-2028, che prevede investimenti complessivi per 325 milioni tra risorse proprie, capitali privati e investimenti indotti.
Un’operazione, questa, che per il presidente del primo mercato ortofrutticolo e ittico in Italia, Fabio Massimo Pallottini, ha un valore che va oltre la leva finanziaria. «Il finanziamento si inserisce nel quadro complessivo del piano di investimenti, sostenuto da mezzi propri, cash flow e debito. Ma l’aspetto più importante è il riconoscimento del Car come infrastruttura di interesse pubblico da parte del sistema finanziario italiano», spiega a Milano Finanza. Un riconoscimento certificato, sottolinea, «dalla partecipazione di Cassa Depositi e Prestiti. È la prima operazione di questo tipo su un mercato agroalimentare all’ingrosso in Italia e rappresenta un precedente importante per tutto il settore».
Il progetto di ampliamento punta a trasformare il Car in un vero Food Hub per il Centro Italia. L’area passerà dagli attuali 140 a circa 200 ettari, mentre la capacità di movimentazione potrà crescere dalle attuali 1,4 milioni di tonnellate fino a circa 1,7 milioni, portando la quota di prodotti freschi distribuiti nel Centro Italia dal 39% al 50%. Oltre a un’occupazione aggiuntiva fino a 1.700 persone. «Vogliamo accompagnare l’evoluzione del settore, che richiede sempre più logistica e servizi avanzati, offrendo alle aziende già presenti e a nuovi operatori lo spazio per crescere», sottolinea Pallottini.
La componente privata del piano sarà legata soprattutto allo sviluppo immobiliare: saranno infatti gli stessi concessionari a realizzare gran parte delle nuove strutture.
Tra i progetti strategici figura anche il possibile prolungamento della linea B della metropolitana fino al centro agroalimentare. Un’infrastruttura che, pur non incidendo sul trasporto delle merci, potrebbe rafforzare la competitività del polo sul fronte occupazionale.
«La metropolitana significa accessibilità per i lavoratori e maggiore attrattività per le imprese. Inoltre consentirebbe di sviluppare nuove attività legate alla presenza delle persone, come già avviene nei grandi mercati europei di Madrid, Barcellona e Parigi». Sul piano competitivo il Car guarda proprio ai principali hub continentali. Se Roma è già un riferimento per la distribuzione verso il comparto Horeca e i servizi della Capitale, resta da rafforzare il rapporto con il mondo della produzione agricola e con le istituzioni.
«Nei grandi mercati europei il sostegno pubblico è molto più forte. Anche in Italia serve una maggiore consapevolezza del ruolo strategico di queste infrastrutture».
Accanto all’espansione logistica, il piano dedica spazio alla sostenibilità. Dopo avere installato impianti fotovoltaici per una potenza di circa 3 megawatt, il Car punta a superare quota 4 megawatt con nuovi investimenti nelle rinnovabili. Parallelamente è stato avviato un progetto di economia circolare che consentirà di ridurre gli sprechi idrici. (riproduzione riservata)