Residenziale a prova di pandemia in tutta Europa. Il boom di compravendite di case dell'ultimo anno non rappresenta una peculiarità solo italiana. In ogni paese del Vecchio continente, infatti, il settore ha messo a segno un'accelerazione senza precedenti arrivando a toccare gli 80 miliardi di euro di transazioni nel 2021. Un record storico, frutto di un cocktail di fattori che hanno scatenato la corsa all'acquisto della casa. Se da un lato la domanda ha subito una forte accelerazione negli ultimi anni sulla scia della crescita delle città metropolitane, l'offerta di nuove abitazioni non ha mantenuto lo stesso ritmo, a causa anche del rallentamento delle costruzioni verificatosi dall'avvento del Covid in avanti. Il risultato è stato un rincaro costante dei prezzi che hanno raggiunto, in alcuni casi, valori davvero stellari. Come evidenziato dai dati elaborati da Abitare Co che ha passato in rassegna l'andamento del mercato immobiliare nelle principali città europee incoronando Londra come città più cara del Vecchio Continente con prezzi cresciuti in media del 7% negli ultimi cinque anni. All'ombra del Big Ben servono infatti in media 15.500 euro al metro quadro per acquistare un'abitazione a fronte di un costo di affitto di 356,8 euro al metro quadro all'anno. Questo vuol dire che per prendere in locazione un appartamento di 100 metri quadri a Londra sono necessari in media 36mila euro all'anno. Le cose non cambiano di molto spostandosi nel continente. A Zurigo, in Svizzera, il valore delle case ha toccato una media di 12.900 euro/mq, quasi il doppio rispetto a soltanto cinque anni fa, mentre il costo degli affitti si discosta di poco da quello di Londra (345,6 euro/mq/anno). Il terzo gradino del podio delle città più care d'Europa sul fronte immobiliare va al Lussemburgo con 11mila euro/mq, 700 euro in più rispetto al valore medio di Parigi, dove i prezzi delle case sono saliti del 25% negli ultimi cinque anni. «L'esodo dalle città di cui si è parlato all'inizio della pandemia non si è mai concretizzato», spiega Alessandro Ghisolfi, responsabile del centro studi di Abitare Co, sottolineando una delle cause principali che ha determinato la crescita dei prezzi nelle principali metropoli europee. «Negli anni a venire, tuttavia, ci sarà un crescente interesse degli investitori per le città secondarie, soprattutto perché i prezzi dei grandi centri urbani aumenteranno ancora e l'accessibilità alla casa sarà più facile nelle città minori».
L'acquisto di una casa, nelle grandi come nelle città più piccole, continuerà dunque a rappresentare un'ottima scelta anche in ottica di investimento. «Gli affitti al di fuori delle città metropolitane risultano più bassi e l'elevata domanda, combinata con rendimenti più elevati, rende il residenziale un'interessante opportunità di investimento a lungo termine», aggiunge Ghisolfi secondo cui l'aumento dei prezzi delle case nell'ultimo decennio ha portato a una crescita costante della domanda di case in affitto. Tra il 2015 e il 2020 l'indice del rapporto prezzo/reddito è aumentato in media del 24,6% in tutti i principali mercati determinando una crescita dei prezzi delle case più veloce rispetto a quella dei redditi. La quota di affittuari nell'ultimo quinquennio è aumentata quasi ovunque, specie in Spagna (9,2%) e in Danimarca (5,1%), mentre la quota di giovani in affitto (tra i 19 e i 29 anni) ha raggiunto addirittura il 60% dell'intero mercato delle locazioni. La combinazione della crescente domanda di affitto e la strutturale carenza dell'offerta stanno facendo salire i prezzi degli affitti un po' ovunque. Dal 2015 il valore medio delle locazioni è aumentato del 4,6% l'anno nelle 27 principali città europee a fronte di una crescita media dei salari Ue del 2,6%. Un problema non secondario per le famiglie europee. Basti pensare che, secondo le elaborazioni di Eurostat, il peso dei costi di alloggio si attesta oggi in media attorno al 40% del reddito disponibile in Ue, almeno il 10% sopra della soglia del 30% assunta come limite tollerabile. «L'affitto medio di un appartamento con due camere da letto ad Amsterdam, Parigi, Copenaghen, Praga e Rotterdam supera già la soglia del 30% del reddito medio familiare disponibile», avverte Ghisolfi. «Visto che il ritmo della nuova offerta di alloggi non riesce a soddisfare la crescita della domanda nella maggior parte delle grandi città Ue, si prevede che gli affitti continueranno a rincarare. Il numero medio di famiglie interessate alla locazione è cresciuto infatti del 4,3% negli ultimi cinque anni in tutte le principali città d'Europa, contro un aumento del 3,3% del numero di nuove abitazioni nello stesso periodo». Di qui, la possibilità di realizzare ottimi investimenti in un'ottica di medio-lungo periodo attraverso l'acquisto di una abitazione a fini locativi. «I prossimi mesi vedranno un vero e proprio boom del mercato residenziale in Italia come nel resto d'Europa», ha aggiunto Angelo Spiezia, amministratore delegato di Telemutuo. «Storicamente è difficile riscontrare condizioni tanto favorevoli per l'acquisto di una casa: le politiche monetarie vanno a sommarsi ai bonus per agevolare la trasformazione del parco abitativo in un'ottica di abbattimento dei consumi energetici in vista della scadenza del 2050. A questo, si aggiunge, in Italia, il sostegno diretto ai giovani attraverso le garanzie pubbliche per la sottoscrizione di un mutuo under 36 e i bonus fiscali per la ristrutturazione degli immobili con la possibilità di recuperare oltre il 50% della spesa. Insomma, un vero e proprio Eden per il mercato immobiliare che si dovrebbe tradurre in un forte innalzamento delle compravendite destinato a trascinare al rialzo i prezzi delle case». (riproduzione riservata)