Indicatori tutti in positivo per il mercato della casa. Oltre a prezzi e compravendite, in netta ripresa è anche il settore degli affitti, soprattutto quelli tradizionali. Dopo la caduta del 2020 causa pandemia, quest'anno corrono i nuovi contratti, con immediati riflessi anche sui canoni, in rialzo del 2,6% rispetto al -7,5% accusato lo scorso anno. Il tutto grazie soprattutto alle città medio-piccole e alla ripresa degli spostamenti degli studenti universitari fuori sede. È quanto emerge dal report annuale condotto dall'ufficio studi di SoloAffitti, franchising immobiliare specializzato nelle locazioni con oltre 300 punti in Italia, che ha analizzato le tendenze di mercato nei 20 capoluoghi di regione italiani. «Rispetto a un 2020 caratterizzato da un forte ridimensionamento della domanda di locazione, del numero di contratti, ma anche da un incremento dell'offerta di immobili, il 2021 segna un graduale ritorno alla normalità», conferma infatti Silvia Spronelli, ceo di SoloAffitti. «Stiamo rilevando richieste crescenti e un maggior numero di transazioni sul mercato, e questo quasi in tutta Italia».
Nel 2021 il canone medio si è attestato a 585 euro nelle città capoluogo di regione, contro i 570 euro dello scorso anno. Ma questo non è che un dato medio. La cosa più interessante è che su 20 capoluoghi di regione, ben 11 mostrano apprezzamenti significativi, altri sono rimasti stabili (Milano, Bologna, Firenze, Bari e Potenza) e solo tre registrano canoni in flessione, dal -2% di Cagliari e Venezia al -6% di Campobasso. Da notare inoltre che a rimanere stabili sono alcuni dei mercati principali, gli stessi dove i canoni di locazione sono più cari: gli affitti a Milano sono infatti saliti solo dell'1%, ma a fronte di un canone medio di 1.048 euro, e lo stesso vale per Bologna (+1% e 710 euro) e Firenze (+1% e 699 euro), nettamente al di sopra della media nazionale. Anzi il divario si va ad ampliare ulteriormente se invece della media si prende in considerazione tutta la forchetta di prezzo dei singoli capoluoghi: a Milano per esempio si va dai 600 euro per un monolocale in periferia a oltre 2.200 per un quadrilocale in centro mentre a Genova la stesa forchetta va da 300 a 800 euro, in linea con Palermo e Cagliari, per registrare valori ancora inferiori in città come Perugia, Campobasso, Catanzaro e Potenza. A questo trend fa eccezione Roma, protagonista di un rialzo del 5% nell'ultimo anno, nonostante valori medi di 835 euro e e una forchetta tra 471 e 1.583 euro. In generale tuttavia i comuni che hanno visto un rimbalzo nel 2021 sono gli stessi che in passato erano rimasti più indietro, come appunto la Capitale, ma anche Torino, Genova, Napoli e i capoluoghi minori. Più in dettaglio, i canoni nei capoluoghi medi e piccoli sono cresciuti in media del 4,6% e nelle città metropolitane dell'1,6%. Segnali positivi da Napoli, Torino e Palermo (+3% ). Trento (+9%), Perugia (+9%) e Catanzaro (+11%) registrano gli incrementi più significativi, anche a doppia cifra.
Ma oltre alla ripresa dei piccoli centri, a dare una mano al mercato è stato il ritorno degli studenti con la ripresa delle lezioni in presenza. Nel 2021 le richieste di abitazioni in affitto da parte di studenti universitari fuori sede rappresentano il 21,8% del totale, il 7% in più rispetto al 2020.
Ma nonostante il forte rimbalzo, non tutto brilla nel segmento affitti. In primo luogo i canoni sono ancora al di sotto dei valori pre pandemia e soprattutto dai massimi del 2009. Fatto 100 il valore del 2009, la media del 2021 si attesta a 91,3, dunque largamente al di sotto, così molto al di sotto del 96,2 del 2019. Molte le ragioni del divario. La crisi da pandemia è arrivata ben prima che il mercato si riprendesse dal down precedente, allargando ulteriormente il gap. Ma non è tutto. «I nostri agenti lamentano anche una netta carenza nell'offerta, che non c'è e quando arriva si esaurisce in brevissimo tempo», spiega Spronelli. «la domanda di affitto del resto è in crescita, non solo da parte di lavoratori e studenti fuori sede, ma anche da parte delle famiglie, specie le giovani coppie. Per contro molti dei proprietari oggi preferiscono vendere piuttosto che affittare: i prezzi di vendita in crescita uniti alle perdite subite a causa della rinegoziazione dei canoni e di un blocco degli sfratti durato quasi due anni rendono l'affitto del proprio immobile poco appetibile. I canoni sono dunque destinati a crescere ancora». (riproduzione riservata)