Il titolo Campari risente indirettamente delle vendite del terzo trimestre fiscale del 2025 della rivale Pernod Ricard leggermente sotto le attese. L’azione perde lo 0,70% a 5,672 euro a Piazza Affari all’indomani dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio 2024 e la distribuzione di un dividendo di 0,065 euro per azione, in pagamento il 24 aprile.
Nel periodo gennaio-marzo i ricavi del gruppo francese Pernod (-0,09% a 92,78 euro a Parigi) sono stati pari a 2,28 miliardi di euro contro la stima del consenso Bloomberg di 2,32 miliardi, riflettendo un calo organico del -3% (consenso Bloomberg -0,8%; consenso raccolto dalla società -2%).
Nel comunicato stampa, la società francese ha segnalato un trend positivo nelle Americhe (+3%), con vendite nette organiche negli Stati Uniti in crescita del +2%, sostenute dagli ordini anticipati nel canale wholesale in vista degli annunci sui dazi. Viceversa, l’Europa ha registrato un -7%, con performance deboli in Spagna e in Germania a causa della Pasqua posticipata, del contesto macroeconomico sfidante e di un confronto difficile con lo stesso periodo dell’anno precedente. Anche la Cina è scesa, -5%, ma la performance peggiore è stata nel canale global travel retail: -31% anno su anno, a causa della sospensione del regime duty-free sul Cognac nel mercato travel retail cinese.
Comunque, l’outlook per l’intero 2025 è stato confermato, ovvero un calo a singola bassa cifra delle vendite nette organiche, con il margine operativo organico sostenuto dalle azioni di efficienza sui costi. Questo outlook incorpora l’impatto dei dazi attesi in Cina e negli Stati Uniti sulla base delle informazioni attualmente disponibili. «L’andamento delle vendite del terzo trimestre di Pernod evidenzia una dinamica organica debole per il mercato degli spirits, in linea con il secondo trimestre, con alcune aree come la Cina ancora in difficoltà», osservano gli analisti di Mediobanca Research.
Per quanto riguarda Campari, che pubblicherà i risultati del primo trimestre del 2025 il prossimo 8 maggio, la società ha già anticipato che il calendario delle festività pasquali porterà a un calo a singola cifra delle spedizioni nel primo trimestre, guidato principalmente dai mercati europei, seguito da un progressivo miglioramento. Mediobanca Research ha, quindi, confermato il rating outperform su Campari.
Anche Citi ha ribadito un giudizio positivo: buy con un prezzo obiettivo a 7,25 euro, pur aggiornando il suo modello su Campari per riflettere i tassi di cambio più recenti e l'attuale regime tariffario degli Stati Uniti, che prevede dazi del 10% sulle importazioni provenienti da Ue e Regno Unito. In precedenza, «le nostre stime per il settore degli alcolici si basavano sulle ipotesi tariffarie originarie del Giorno della liberazione, con dazi del 20% sulle importazioni Ue verso gli Stati Uniti. Continuiamo a ipotizzare che Campari riuscirà a mitigare il 50% dell’impatto tariffario complessivo previsto», precisa Citi.
Questo aggiornamento comporta una revisione al ribasso da parte di Citi dell’1,9% della stima di utile per azione per l’anno fiscale 2025 (contributo positivo dell’1,3% dalle tariffe e negativo del 3,1% dai cambi), ora atteso a 0,27 euro (da 0,28 euro), e un taglio del 2,5% per l’eps 2026 (contributo positivo dell’1,7% dalle tariffe e negativo del 4,1% dai cambi), ora stimato a 0,29 euro (da 0,30).
Campari è esposta al mercato statunitense e in particolare a Skyy e alla vodka premium, i cui volumi potrebbero calare se il brand dovesse perdere appeal. «Questi rischi potrebbero impedire al titolo di raggiungere il nostro prezzo obiettivo», avverte Citi che viceversa, tra i fattori di upside, cita una ripresa macroeconomica più forte del previsto in Paesi come Italia, Giamaica e Brasile. Inoltre, la traiettoria di crescita di Aperol potrebbe rivelarsi più rapida (o più lenta) rispetto a quanto stimato.
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