Certo, ora che il rischio imminente di Grexit sembra scongiurato almeno per qualche anno, le previsioni sono che molte delle intenzioni d'acquisto si traducano in realtà, complice la speranza di prezzi ancor più favorevoli che in passato visto che la permanenza nella Ue costerà non pochi sacrifici ai greci. Basti pensare che «Del resto nelle città di Atene, Salonicco e Patrasso per soli 10-15 mila euro è possibile acquistare appartamenti di buon livello e senza necessità di ristrutturazione, venduti perlopiù da famiglie colpite dalla crisi. Non a caso, dall'indomani dell'accordo con la Ue la ricerca di case è diventata quasi frenetica, da parte degli italiani, ma anche degli acquirenti di molti altri Paesi.
Dopo la proclamazione dell'ormai famoso referendum, «se le ricerche immobiliari effettuate da utenti in Grecia sono calate in media del 38%, quelle arrivate dall'estero sono aumentate in media del 60%», rileva un'analisi di Immobiliare.it, che ha analizzato il traffico corrispondente agli immobili greci presenti sul sito e li ha confrontati con quelli del partner greco Spitogatos.gr. Nei 3-4 giorni seguenti alla proclamazione della consultazione popolare il traffico dall'estero è cresciuto del 130%, per poi assestarsi comunque a una media del +50%, costante nei giorni seguenti.
«L'aumento delle ricerche», spiega Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, «è fortemente connesso all'esposizione mediatica della Grecia, che occupa le prime pagine di tutti i giornali del mondo».
Non tutte le nazioni hanno mostrato, tuttavia, lo stesso interesse nei confronti del mattone greco, che sta vivendo la sua seconda crisi immobiliare dopo quella successiva alle Olimpiadi del 2004 e che ha già visto una prima forte contrazione dei prezzi. «A guardare con più attenzione alle opportunità del mercato immobiliare ellenico sono le nazioni più vicine o quelle storicamente legate alla Grecia», prosegue l'analisi di Immobiliare.it, «in primis la Russia, con un aumento del 244% nelle ricerche rispetto al periodo precedente alla proclamazione del referendum». Seguono poi l'Italia (+194%), la Francia (+156%) e la Turchia (+105%), e poi quei Paesi tradizionalmente territorio di emigrazione greca, come gli Stati Uniti (+114%), l'Australia (+105%) e il Canada (+96%). Si segnala, inoltre, l'aumento relativamente contenuto delle ricerche dalla Gran Bretagna (+36%) e addirittura il calo registrato dalla Germania (-5%).
Ricordiamo che gli acquisti all'estero, degli italiani come dei cittadini di altri Paesi, sono motivate dalla ricerca di acquisti a basso costo da un lato, oppure dal desiderio di metter la ricchezza al sicuro in mete al riparo da inflazione, tasse, rischi geopolitici ed economici. Del primo gruppo fanno certamente parte Spagna, Paesi dell'Est europeo e Grecia, «che tra l'altro da sempre è una delle principali destinazioni per gli italiani che cercano una casa per le vacanze all'estero», prosegue Giordano, «e il probabile ulteriore calo dei prezzi potrebbe intensificare il fenomeno». Nel secondo gruppo rientrano invece Londra, New York, Miami e la Svizzera.
Ma, tornando alla Grecia, l'acquisto sulla piazza ellenica è davvero un buon investimento? Quali le località più interessanti? E come è andata in questi anni?
«Per il momento si nota che si è già innescato un fenomeno che potremmo definire Grex-in, cioè una corsa a comprare le case che i greci in difficoltà economica metteranno in vendita», spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. «Al momento lo stock di appartamenti invenduti in Grecia è di circa 250 mila alloggi, la metà rispetto all'Italia ma il Paese è più piccolo, ed è in crescita. Escluse le località top, come Santorini, ovunque i prezzi sono scesi e quindi si possono realizzare acquisti interessanti. E gli italiani sembrano voler essere in prima fila nella corsa agli acquisti».
Guardando alle varie zone, nelle isole più famose delle Cicladi, i prezzi hanno subito un forte calo dalla metà del 2009 e nella media i ribassi sono stati almeno del 35%, come rileva un'analisi del Centro Studi di Casa.it. Anche in questo caso vi sono però delle differenze importanti fra il prodotto medio e il prodotto di pregio soprattutto le ville di Mykonos, Rodi o Lindos; per i prodotti top, ovvero le ville realizzate negli ultimi dieci anni con piscine a sfioro e vista sulle baie, il prezzo supera ancora oggi il milione di euro nel 90% dei casi. Il costo al metro quadro può arrivare anche a toccare i 5.000, euro ma si tratta delle punte massime. In media i prezzi top arrivano a 3.500 euro al metro, sempre nel caso di abitazioni singole. Gli appartamenti costano almeno 1.000 euro al metro quadro in meno, ma sono meno ricercati, soprattutto dagli acquirenti stranieri.
Prezzi decisamente più bassi, come già accennato, sulla terraferma. I prezzi al metro quadro di Atene oggi sono ai minimi degli ultimi 20 anni. «Nei quartieri di maggior pregio, come nella zona di Kolonaki, i prezzi degli appartamenti non superano i 4.000 euro/mq», prosegue l'analisi di Casa.it. «Più le case sono spaziose, oltre i 200 mq, più il prezzo si abbassa. Nel quartiere tipico di Plaka gli appartamenti hanno prezzi da 1.000 a 1.500 euro al mq, a seconda delle condizioni. Nella zona vicino all'Acropoli le case di pregio non arrivano a toccare i 3.000 euro/mq per abitazioni in palazzi storici di pregio».
In ogni caso, «viste le cifre in gioco molto basse, l'acquisto di piccoli appartamenti centrali in città come Atene e Salonicco può essere interessante», conclude Olivetti Rason, «così come nelle isole, preferendo quelle più defilate dove meno si concentra l'attenzione degli investitori internazionali». (riproduzione riservata)
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