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Byd sfida ancora Tesla: guida autonoma con Ai gratuita su tutte le auto. Che impatto per il settore?
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Byd sfida ancora Tesla: guida autonoma con Ai gratuita su tutte le auto. Che impatto per il settore?

14 febbraio 2025, 20:00

La cinese Byd integra l’AI di DeepSeek sui suoi modelli e lancia la guida smart a basso costo: è una sfida a Tesla e a tutto il settore sull’uso dell’intelligenza artificiale nella mobilità. A che punto sono le altre big?

Da inizio anno in borsa Tesla e Byd, le due maggiori rivali nella competizione sull’auto elettrica ma anche sull’innovazione tecnologica applicata al settore, hanno preso due traiettorie opposte. Le azioni della casa di Elon Musk, dopo il rally per l’elezione di Donald Trump, hanno invertito la rotta e si sono sgonfiate, con un calo che supera il 10%. Al contrario, il titolo del colosso cinese ha iniziato a correre: in un mese e mezzo il guadagno è di oltre il 25%. Sono andamenti azionari che la contrazione delle vendite di Tesla a gennaio (per esempio -60% in Germania e -12% in Cina) e la continua crescita delle consegne di Byd spiegano soltanto fino a un certo punto.

Byd balza anche grazie a DeepSeek

Dietro al balzo della società di Shenzhen c’è «l’occhio di Dio». È così che Byd ha chiamato («God’s Eye») la sua piattaforma di assistenza alla guida (Adas) sulla quale però ha annunciato che integrerà l’intelligenza artificiale di DeepSeek, la società cinese che sta scompaginando l’intero settore dell’Ai.

Anche grazie all’aiuto della tecnologia di DeepSeek, e questo è il secondo annuncio fatto da Byd, le funzionalità di guida assistita di «God’s Eye» saranno rese disponibili gratuitamente su tutti i modelli, anche quelli a basso prezzo come la Seagull, una berlina elettrica da circa 10 mila dollari. «Stiamo aprendo un’era in cui la guida autonoma sarà per tutti», ha detto il presidente della società, Wang Chaunfu.

Anche altre cinesi si affidano all’Ai di DeepSeek

Secondo molti esperti, il settore della guida autonoma potrebbe rappresentare uno dei principali ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale. Finora però l’adozione di modelli AI nell’auto è stata frenata dagli alti costi di sviluppo e di addestramento, soprattutto in Occidente. Ma la natura open-source, il basso costo e il limitato consumo di potenza computazionale di DeepSeek stanno convincendo in questi giorni un numero crescente di case automobilistiche, ovviamente cinesi, a implementare l’AI nei propri veicoli: oltre a Byd, lo sta facendo Geely, ma anche altre realtà come una joint venture di Saic e General Motors (il marchio Baojun).

La rivoluzione di Byd: guida autonoma del popolo

L’Europa e gli altri mercati globali guardano da tempo con attenzione a questi sviluppi, che stanno influenzando anche le strategie dei produttori occidentali. Ma la Cina, che già detiene la leadership globale sulle tecnologie dei veicoli elettrici e delle batterie, adesso fa salire DeepSeek sulle proprie auto e si candida come vera rivale anche nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale applicata alla mobilità. Partendo proprio da Byd, che punta a democratizzare la guida autonoma rendendola accessibile a tutti: l’auto tech del popolo.

Aumenta la pressione su Tesla e Musk

La mossa di Byd mette pressione a tutte le concorrenti, ma ovviamente soprattutto a Tesla e a Musk, che non a caso è reduce da litigi e battibecchi con Sam Altman, ceo di OpenAI dopo l’offerta da 97 miliardi per acquistare la società di ChatGpt. Musk cerca una svolta sull’intelligenza artificiale, perché al momento la sua Tesla non è ancora in grado di fornire la versione più avanzata di assistenza alla guida, chiamata Full Self-Driving (Fsd), ai clienti cinesi per questioni normative, mentre negli Usa la offre a un prezzo che non è certo basso (8 mila dollari). Se confrontato con il modello gratuito e inclusivo della rivale Byd, la sfida che il colosso cinese lancia a Tesla è evidente.

Le altre big dell’auto sull’Ai

Ma è una sfida lanciata all’intero settore, perché tutte le big dell’auto, chi più chi meno, si stanno lanciando sull’intelligenza artificiale e i suoi sviluppi, ma stanno ancora cercando di capire quanto e come integrarla con gli strumenti di guida autonoma. Chi si sta muovendo? E come?

Per esempio Stellantis ha scelto la società francese Mistral AI, con cui sta sviluppando una collaborazione strategica per integrare l’intelligenza artificiale in più aree, che comprendono anche la progettazione dei veicoli oltre alle esperienze a bordo vettura. Nell’ambito di questa partnership l’ultima iniziativa è un assistente avanzato per il veicolo, progettato per fornire un supporto vocale in tempo reale ai guidatori. Una tecnologia che si basa su oltre un anno di progetti congiunti fondati sull’AI.

Chi ha integrato ChatGpt

Ma Stellantis è anche tra le molte case automobilistiche che hanno già adottato sulle proprie vetture ChatGpt come assistente vocale. Lo ha fatto su alcuni modelli come per esempio la DS 3, che integra un sistema d’infotainment basato sul chatbot, capace di rispondere a richieste vocali, o la Citroën C4, dotata di ChatGpt Navigation Assistance, o la Peugeot e-408, con l’assistente vocale Hey Peugeot con ChatGpt integrato nell’i-Cockpit.Il chatbot di OpenAi è a bordo anche dei modelli della tedesca Volkswagen, che lo utilizza sulle auto del suo marchio, ma anche su quelle di altri brand sia premium, come Audi, che non, come Skoda. Anche le nuove Renault 4 e 5 sono dotate di intelligenza artificiale basata su ChatGpt. Ma nella maggior parte dei casi si tratta di infotaiment e non di vera assistenza alla guida. (riproduzione riservata)



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