Il colosso cinese dei veicoli elettrici Byd prevede che le vendite internazionali raggiungeranno il 20% del totale entro la fine dell’anno, pari a circa 800 mila - 1 milione di unità su un volume complessivo stimato di 4,6 milioni di auto.
Lo riporta il South China Morning Post ricordando che nel 2024 le consegne fuori dalla Cina continentale erano state meno del 10% delle 4,26 milioni di auto complessive vendute.
A spingere l’espansione globale contribuiscono due fattori chiave: una logistica potenziata, grazie a una flotta propria di otto navi portacontainer (una delle quali può trasportare fino a 9.200 vetture), e un portafoglio di nuovi modelli destinati ai mercati esteri. L’azienda, guidata dal fondatore Wang Chuanfu, ha inoltre annunciato un piano di raddoppio dei punti vendita in Europa, che passeranno a 2 mila entro il 2026, e l’apertura di una filiera produttiva completa nel continente.
Il primo tassello europeo sarà lo stabilimento in Ungheria, con una capacità annua di 150 mila veicoli e avvio previsto per l’inizio del 2026. Byd dispone già di impianti produttivi in Thailandia e Brasile, confermando la strategia di presidio globale.
Nel secondo trimestre 2025, le consegne all’estero sono balzate del 145% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 258.182 unità (22,5% del totale del periodo).
L’espansione internazionale appare cruciale in un mercato domestico iper-competitivo, con oltre 50 player e margini di profitto sotto pressione a causa della guerra dei prezzi. Le autorità di Pechino hanno già avviato misure di controllo per frenare sconti aggressivi e tutelare la sostenibilità del settore.
I veicoli Byd, equipaggiati con batterie ad alte prestazioni, sistemi di intrattenimento avanzati e soluzioni di guida assistita, stanno conquistando quote in Europa e Sud America grazie al posizionamento competitivo sui prezzi. Un successo che va oltre le aspettative della strategia Made in China 2025, che auspicava un 10% di export per i principali costruttori di Ev. (riproduzione riservata)