«Regalata». Così Deutsche Bank intitola un report su Buzzi, titolo di cui avvia la copertura con un rating buy. Presente in 14 Paesi, il produttore italiano di cemento si concentra principalmente su Stati Uniti (circa il 40% dei suoi ricavi), Germania, Italia, Messico e Brasile (l'acquisizione della restante quota del 50% della joint venture è ora all'orizzonte). L’azienda, sottolinea Deutsche Bank, ha un bilancio solido e rendimenti da leader nel settore. Per questo motivo gli analisti fissano un target di prezzo a 42 euro che implica un potenziale margine di apprezzamento del 18,9%.
Buzzi è seduta su una montagna di liquidità, vantava una cassa netta pari a 800 milioni di euro a fine 2023. Sebbene l'acquisizione del restante 50% nella joint venture brasiliana avrà un impatto di 520 milioni (300 milioni per acquisire il capitale restante e un ulteriore impatto di circa 220 milioni per l’annullamento di un prestito intercompany), «ci aspettiamo che il suo bilancio rimanga forte con una cassa netta a fine 2024 di 680 milioni di euro, offrendo spazio per acquisizioni, investimenti o maggiori ritorni per gli azionisti, oltre al buyback da 200 milioni di euro annunciato a maggio», si legge nel report di Deutsche Bank che a valere sul bilancio 2024 si aspetta un dividendo pari a 0,65 euro per azione (yield dell’1,8%) dai 0,60 euro del 2023.
Deutsche Bank si aspetta che la posizione di cassa della società si rafforzi ulteriormente negli anni successivi, a meno che non vengano aumentati i rendimenti per gli azionisti e/o avvengano operazioni di M&A o investimenti (capex) significativi. In più osserva che l'utilizzo della capacità della società del gruppo in Messico (dove i rendimenti sono molto elevati) è attualmente vicino al 100%. Questo solleva la prospettiva di ulteriori investimenti con l’azienda che ha citato la regione Nord-Ovest come un’area interessante. Vale la pena anche notare che la joint venture messicana aveva una cassa netta di circa 360 milioni alla fine del 2023.
Deutsche Bank ha confrontato i margini ebitda di Buzzi (29% nel 2023) con quelli dei competitor europei del settore dei materiali da costruzione pesanti. E osservato rendimenti da leader. Questo grazie alla sua esposizione forte agli Stati Uniti (40% dei ricavi) e al cemento (70% dei ricavi). Sebbene il consolidamento della joint venture in Brasile sarà leggermente diluitivo per i margini del gruppo, questi dovrebbero rimanere elevati, nonostante non catturino i rendimenti eccezionali (il 45%) ottenuti tramite la joint venture messicana. «Riteniamo che le dinamiche favorevoli tra prezzi e costi osservate nella prima metà dell'anno, quando la riduzione dei costi variabili e l'aumento dei prezzi hanno annullato l'impatto della diminuzione dei volumi, dovrebbero continuare a sostenere i margini del gruppo», prevede Deutsche Bank.
In borsa il titolo Buzzi è sceso di circa il 10% rispetto al picco di maggio ed è attualmente scambiato a un multiplo ev/ebitda per il 2025 di circa 4 volte (multiplo prezzo/utile di circa 6 volte). «Riteniamo che questo livello rappresenti un'opportunità di acquisto interessante per un'azienda ben gestita, con un’esposizione significativa al cemento statunitense e messicano ad alto margine e un bilancio solido». (riproduzione riservata)