Cemento, eolico e meccatronica. Prosegue la diversificazione finanziaria dei Buzzi, la famiglia di Casale Monferrato che controlla con il 52,8% l’omonimo colosso del cemento quotato a Piazza Affari. Il 9,9% di Buzzi (rebranding di Buzzi Unicem) è in capo direttamente alla cassaforte Fimedi, a cui si aggiunge il 42,9% del capitale in capo invece alla subholding Presa. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, il board di Fimedi presieduto da Pietro Buzzi ha investito 2,5 milioni di euro nell’aumento di capitale di Groupack Holding Sa per rilevare il 6,87% delle quote. L’operazione risale a luglio dello scorso anno e fa parte di uno dei round con cui la società lussemburghese ha raccolto il sostegno di 15 soci (in posizione di minoranza) tra cui varie famiglie di industriali e alcuni family office come i Gottardo (Tigotà, Acqua&Sapone e Prodet), i Caleffi, Spafid (la fiduciaria di Mediobanca), Fincarl (veicolo dell’imprenditrice ex ceo di Newchem Speranza Carletti) e, oltre ai Buzzi, anche Roberto Guala.
Groupack è la scatola creata nel 2022 da Marco Giovannini (socio di controllo), l’ex presidente e ceo della società dei tappi Guala Closures, da cui era uscito un anno prima a seguito dell’opa di Investindustrial di Andrea Bonomi. Sta a monte di un gruppo specializzato nella meccatronica e nel packaging (Mech-I-Tronic) che a suon di acquisizioni gestisce ora un giro d’affari complessivo di 131 milioni di euro e ha oltre 700 dipendenti. Mech-I-Tronic è la subholding che, sul modello di Guala Closures attraverso il meccanismo della federazione di imprese, raggruppa quattro aziende: Inman Group (Bettinelli), Union, Alci e Neyret, i cui proprietari hanno reinvestito nelle scatole a monte della catena. Le risorse per crescere sono arrivate anche da un prestito subordinato da 10 milioni di euro del fondo Clessidra (private debt) e da un finanziamento senior da circa 80 milioni erogato da Deutsche Bank, Banco Bpm e Bnl. Il piano di Giovannini è federare altre 2-3 aziende di piccole e media dimensione, guidate da imprenditori disposti a rimanere alla guida delle realtà che conferiscono al progetto, portando la stazza del progetto a raggiungere quota 200 milioni di fatturato.
L’approdo del polo, poi, è la quotazione, da effettuare entro il 2027, ipo che permetterà agli investitori di passare all’incasso. L’investimento dei Buzzi in Groupack dunque è nella logica del private equity. Più industriale invece la scelta che la cassaforte piemontese ha preso qualche mese prima nel creare la newco Physis per scommettere sul business delle rinnovabili e che ha rilevato un parco eolico in Sardegna. Fimedi ha chiuso il bilancio 2023 con 17,3 milioni di utile, in crescita dai 10,3 milioni dell’anno precedente, profitti interamente portati a nuovo. (riproduzione riservata)