Fatte salve alcune eccezioni come la Polonia e la Romania, infatti, i mercati immobiliari dei Paesi Tier 2 sono ancora sottopesati causa condizioni economiche non particolarmente rosee nonostante il leggero miglioramento delle prospettive di ripresa del Pil mostrato lo scorso anno. Le piazze di secondo livello sembrano aver raggiunto il minimo in termini di canoni d'affitto e il massimo sul versante del tasso di sfitto. Risultato: la differenza tra i rendimenti degli uffici top nei mercati core di Parigi, Londra e delle quattro principali città della Germania, e quelli dei mercati Tier 2 non è mai stata tanto alta offrendo un buon livello di compensazione del rischio per questi mercati meno liquidi. Il gap ha infatti raggiunto il massimo storico di 160 punti base a fine 2013 dopo aver toccato il minimo storico nel 2007 (45 basis point). «L'interesse crescente mostrato dagli investitori stranieri, per lo più provenienti da Europa e Usa, costituisce un altro segnale della tendenza al recupero mostrata dai mercati secondari. Nel 2013, il 70% degli investimenti è stato cross-border rispetto al 46% del 2009», prosegue lo studio di Bnp Paribas Re.
Il volume degli investimenti in immobili commerciali ha toccato i 10,4 miliardi nel 2013, con un incremento del 73% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Il più gettonato è stato il segmento degli uffici (51% del totale degli investimenti) che ha segnato un aumento del 45% rispetto al 2012. Gli investimenti in uffici hanno registrato un nuovo massimo dal 2009, grazie soprattutto alle grandi transazioni dell'ultimo trimestre , mentre gli investimenti retail sono cresciuti del 41%.
Quanto ai canoni d'affitto, continua il calo ma a un tasso più contenuto. I dieci mercati Tier 2 hanno raggiunto i 2,3 milioni di metri quadri affittati nel 2013, in lieve calo (-3%) sul 2012 perché è ancora appesantiti dalla crisi economica. (riproduzione riservata)