La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il numero uno del Consiglio europeo, Charles Michel, hanno firmato l'accordo commerciale post-Brexit che regolerà i rapporti tra Londra e Bruxelles dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione. L'accordo entrerà in vigore domani alle 23:00 in punto, mentre tutti i documenti saranno ora trasportati a Londra da un aereo della Royal Air Force per essere siglati già oggi anche dal primo ministro britannico, Boris Johnson.
"Si apre un nuovo capitolo, una nuova relazione. L'accordo che abbiamo firmato oggi è il risultato di mesi di intensi di negoziati, in cui l'Unione europea ha mostrato un livello di unità senza precedenti. È un accordo giusto ed equilibrato che tutela pienamente gli interessi fondamentali dell'Unione Europea e crea stabilità e prevedibilità per i cittadini e le imprese", ha commentato Charles Michel. "Sulle questioni principali, l'Unione europea è pronta a lavorare fianco a fianco con il Regno Unito: sul cambiamento climatico, in vista della COP26 di Glasgow e sulla risposta alle pandemie, così come in materia di affari esteri, e cercheremo una cooperazione su questioni specifiche che sia basata su valori e interessi condivisi", ha proseguito Michel, spiegando che "si tratta di questioni importanti che dovranno essere discusse regolarmente, come facciamo con i nostri partner strategici, e attendo con impazienza tale cooperazione".
Visibilmente soddisfatta anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha subito commentato su Twitter l'accaduto. "Oggi il presidente del Parlamento europeo e io abbiamo firmato l'accordo di commercio e cooperazione tra Ue e Regno Unito", si legge nel post del numero uno della Commissione. "Il primo ministro britannico, Boris Johnson, lo firmerà più tardi oggi a Londra. È stata una strada lunga, ma è giunto il momento di lasciarci alle spalle la Brexit: il nostro futuro è costruito in Europa".
Con le bandiere dell'Unione europea sullo sfondo, i funzionari europei hanno dunque firmato i trattati conclusi il 24 dicembre per preservare l'accesso britannico senza dazi e senza quote ai 450 milioni di consumatori del blocco. "È della massima importanza che l'Unione europea e il Regno Unito guardino avanti, in vista di un nuovo capitolo nelle loro relazioni", ha affermato il blocco in un comunicato, ribadendo l'impegno a un'azione comune sui cambiamenti climatici e gli affari internazionali. Dopo che entrambe le parti avranno dato il via libera, l'accordo sarà in vigore fino alla fine di febbraio, in attesa dell'approvazione finale da parte del Parlamento europeo per renderlo permanente.
Nel frattempo, la sterlina continua la sua avanzata contro euro e dollaro, forte della questione Brexit e dopo che Londra ha approvato un nuovo vaccino contro il coronavirus. L'inoculazione della cura sviluppata da AstraZeneca e dall'Università di Oxford dovrebbe iniziare il 4 gennaio, e il cross valutario sterlina-dollaro sembra apprezzare, scambiando attualmente in rialzo dello 0,70% a 1,3594 e rafforzandosi anche rispetto alla valuta comune, con il cambio euro-sterlina attualmente in ribasso dello 0,38% a 0,9036.
Secondo Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, "l'accordo sulla Brexit, per quanto scarno, è migliore della rottura che avrebbe causato un no-deal. Potrà esserci ancora qualche discontinuità, ma se concepito bene, ne usciranno tutti vincitori". Analizzando il deal in termini macroeconomici, "è bene concentrarsi su due componenti chiave: la crescita e l'inflazione. Guardando alla crescita decennale (fino a dicembre 2019, ndr) del pil del Regno Unito e a quella dei 27 Stati membri dell'Ue nel medesimo periodo, si nota che durante la crisi dell'Eurozona il Regno Unito ha sovraperformato la controparte europea, ma la sua crescita stava già rallentando prima del referendum del 2016, pur avendo continuato a decrescere anche dopo tale data", evidenzia Flax, secondo cui "se guardiamo agli investimenti in attività produttive nel Regno Unito, notiamo sono fortemente calati subito dopo il voto, riflettendo probabilmente l'incertezza delle condizioni commerciali future. Rimossa questa incertezza, ci dovrebbe essere dunque una ripresa, Covid-19 permettendo".
Secondo l'esperto di Moneyfarm, alla luce di queste dinamiche, i prezzi dei beni al consumo potrebbero aumentare nella prima metà del 2021, anche se è probabile che la crescita resti comunque più debole di quanto sarebbe stata in condizioni normali. "Mi aspetto di vedere una ripresa economica nel 2021, a condizione che il vaccino rimanga efficace e venga distribuito in modo efficiente, e ritengo che l'impatto dell'accordo sulla Brexit possa essere probabilmente offuscato, lasciando a tutte le parti in causa la possibilità di rivendicare la vittoria", conclude Flax. (riproduzione riservata)