Le forze concorrenti che finora hanno trainato i mercati in direzioni opposte sono state particolarmente evidenti nelle ultime settimane. Da un lato, l'ottimismo intorno a un risultato potenzialmente chiaro nelle elezioni statunitensi ha dato un impulso positivo alla propensione al rischio, anche se questa settimana si è assistito ad una lieve diminuzione. D'altra parte, l'inarrestabile aumento nel numero dei contagi ha fatto intendere che la seconda ondata è ufficialmente iniziata, e questo comporterà (e in alcuni casi ha già comportato) un aumento costante delle restrizioni sociali e un ulteriore impatto sulla mobilità, rallentando di conseguenza la ripresa economica.
Secondo gli analisti di Barclays, la Cina, le attività commerciali nel loro complesso, l'industria manifatturiera e quella legata ai beni generici sembrano poter dormire sonni relativamente tranquilli per ora, con una domanda repressa che contribuisce a mantenere queste parti dell'economia in espansione. Tuttavia, i settori dei servizi sono nuovamente a rischio, e questo farà inevitabilmente emergere una notevole asimmetria tra i comparti.
"Almeno nel breve periodo, la situazione legata alla pandemia peggiorerà ulteriormente, e i rischi per le prospettive economiche del quarto trimestre per l'Europa sono ovviamente critiche, con la scossa ai mercati che questa settimana è stata data dalle due interruzioni negli studi di J&J e Eli Lilly. Tuttavia, il potenziale di buone notizie su questo fronte dovrebbe crescere di più, con molti studi in Fase 3 che potrebbero dare risultati interessanti", si legge nel report della banca inglese.
L'ottimismo sul fronte elettorale è stato palpabile nei giorni scorsi: la possibilità di avere un risultato largamente pronosticabile aveva spinto gli investitori verso gli asset più rischiosi. Tuttavia, ad oggi, questa prospettiva appare leggermente mutata, insieme alle probabilità di ulteriori stimoli fiscali prima delle elezioni.
"Un forte outing dei democratici darebbe al nuovo presidente la possibilità di attuare rapidamente un grande programma di sostegno fiscale, e sbloccare contemporaneamente il potenziale per ulteriori stimoli fiscali sotto forma di programma infrastrutturali a livello nazionale, incentrati specialmente sulla tematica ambientale", affermano gli analisti di barclays. In effetti, entrambi i tassi d'interesse a lungo termine degli Stati Uniti sono saliti, orientando le curve di rendimento in linea con le probabilità implicite di un "Democratic sweep", mentre le azioni tecnologiche stanno sovraperformando e registrando afflussi di capitali da record.
"Tuttavia", evidenziano gli esperti di Barclays, "le elezioni negli Stati Uniti sono ora a sole due settimane e mezza di distanza, e prima di un evento del genere i mercati potrebbero manifestare un’insolita ed elevata instabilità. Si noti che la curva del Vix, pur essendo ancora elevata, sta però implicando una volatilità post-elezioni minore di quanto fosse pronosticabile, il che significa che le preoccupazioni circa un risultato contestato sono diminuite, un aspetto che avrebbe implicazioni ottimistiche per gli asset. Nonostante ciò, la corsa al senato risulta ancora in bilico, e questo potrebbe generare incertezza".
Per quanto riguarda la Brexit, i principali punti critici sono due: la posizione della Gran Bretagna sugli aiuti di Stato e l'accesso dell'Unione europea alle acque di pesca britanniche. E' probabile che le parti si obblighino a elargire alcune concessioni, riconoscendo che un no-deal sarebbe poco ottimale per entrambe. Tuttavia, in pieno modello inglese, è probabile che l'accordo si riduca alle ultime ore di contrattazione, e questo scatenerà incertezza sui mercati. Secondo gli analisti di Barclays, sarà fondamentale vedere come si incanaleranno le discussioni nelle prossime settimane, anche se un mancato accordo non dovrebbe rivelarsi così disastroso per i mercati europei nel complesso, dato che le attività del Regno Unito, azioni e sterlina, sono nella maggior parte dei portafogli valutate come underweight.
"Per ora, una sterlina più debole dovrebbe fungere da stimolo per le aziende esportatrici britanniche, che continuiamo a preferire rispetto a quelle con un commercio incentrato sulla nazionalità", sottolineano a Barclays. Come già evidenziato più volte, i rischi e le incognite di fine anno sono elevati, ma comunque ben noti, e gli investitori sembrano più posizionati per ricevere cattive notizie piuttosto che per le buone.
"Gli investitori dovrebbero mantenere un equilibrio tra la copertura dei rischi al ribasso senza perdere di vista il quadro generale, che a nostro avviso rimane favorevole. Il mese scorso abbiamo declassato i beni voluttuari a underweight e aggiornato i beni di consumo a mediumweight, in maniera tale da coprire il rischio di una seconda ondata in Europa. Questo ha ridotto l'inclinazione ai settori ciclici nei confronti di quelli difensivi, poiché la sovra performance dei beni voluttuari sembra ora più vulnerabile rispetto a quella, finora contenuta, dei beni di consumo, che presentano anche valutazioni relativamente più attraenti. Analizzando il rovescio della medaglia, rimaniamo esposti alla manifattura e continuiamo a credere che il ramo value offra un profilo di rendimento asimmetrico, in particolare vi sarà una reflazione post elezioni statunitensi e stimoli fiscali", continuano gli analisti.
Inoltre, "il flusso di notizie sui vaccini porterà a rendimenti nominali più alti, e il settore bancario sarebbe il primo beneficiario di tutto ciò, anche se lo spettro di guadagni dovrebbe coinvolgere anche il settore energetico, i minatori, e quello dell'automotive. La stagione di reporting degli utili del terzo trimestre, che entrerà nel vivo la prossima settimana, riallineerà i mercati alla realtà. Nel complesso, vediamo un piccolo spazio per sorprese positive, dato che le aspettative sembrano basse rispetto ai dati delle attività reali, migliori del previsto. Tuttavia, la rinascita del Covid-19 e l'incertezza politica invitano a mantenere un orientamento prudente", concludono gli esperti di Barclays. (riproduzione riservata)