Un 2025 complesso per il settore automotive si riflette sui conti di Brembo, società bergamasca che progetta e produce sistemi frenanti ad alte prestazioni. Il gruppo guidato dal presidente esecutivo Matteo Tiraboschi ha rafforzato nel corso dell’anno il posizionamento strategico attraverso l’acquisizione di Öhlins, società specializzata nella tecnologia avanzata delle sospensioni e ha effettuato investimenti in innovazione, tra cui l’apertura del secondo Inspiration Lab a Shanghai dedicato all’intelligenza artificiale.
I ricavi netti consolidati 2025 si attestano a 3,7 miliardi di euro, in calo del 3,6% su base annua (-1,6% a cambi costanti), penalizzati dal rallentamento della produzione automobilistica globale. Il comparto auto registra una contrazione del 5,2%, solo in parte compensata dalla crescita del segmento aftermarket, mentre risultano più deboli motocicli (-10,6%) e veicoli commerciali (-10,5%). In controtendenza il settore racing, che beneficia anche del contributo di Öhlins, con un balzo del 52,9%.
Dal punto di vista geografico, la performance appare eterogenea: crescita in Italia (+4,1%), Francia (+11%) e Regno Unito (+4,2%), mentre calano Germania (-3,4%), Cina (-9,9%) e Nord America (-8,7%). Positivo invece il Sud America (+8,8%).
Sul fronte della redditività, il gruppo evidenzia una contrazione dei margini. L’ebitda si attesta a 612,1 milioni, in calo del 7,4% rispetto ai 661,1 milioni del 2024, con un margine del 16,5% dei ricavi (dal 17,2%, -0,7 punti percentuali). L’ebit scende a 336,5 milioni, in flessione del 14,4% rispetto ai 393,3 milioni dell’anno precedente, con un margine del 9,1% (dal 10,2%, -1,1 punti percentuali). L’erosione è legata sia alla minore leva operativa sia all’aumento del costo del lavoro, salito a 766,7 milioni (+5,1%), pari al 20,7% dei ricavi.
L’utile netto si attesta a 209,3 milioni di euro, in calo del 20,3% rispetto ai 262,6 milioni del 2024, mentre il risultato ante imposte è pari a 295,6 milioni, in diminuzione del 19,2%. Gli oneri finanziari netti risultano sostanzialmente stabili a 39,8 milioni.
Nonostante il contesto sfidante, Brembo mantiene una significativa capacità di investimento: nel 2025 sono stati realizzati investimenti netti per 440,7 milioni, a supporto dello sviluppo tecnologico e industriale. Sul fronte finanziario, l’indebitamento finanziario netto si attesta a 719,2 milioni di euro a fine 2025, in miglioramento di 128 milioni rispetto a settembre, confermando una struttura finanziaria sotto controllo nonostante il ciclo di investimenti e le operazioni straordinarie.
Per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, il consiglio di amministrazione proporrà la distribuzione di un dividendo di 0,30 euro per azione, con pagamento previsto dal 20 maggio 2026. Contestualmente, è stata avanzata la proposta di un nuovo piano di buyback fino a 10 milioni di azioni per un controvalore massimo di 180 milioni di euro.
Guardando al 2026, Brembo prevede ricavi stabili a cambi costanti e un margine ebitda in linea con il 2025 (circa 16,5%), con investimenti in riduzione a circa 350 milioni e un indebitamento atteso sotto i 700 milioni. Tuttavia, l’evoluzione resta condizionata dalle tensioni geopolitiche e dalla debolezza della domanda globale di auto.
In questo scenario, la strategia del gruppo punta su integrazione tecnologica, digitalizzazione e sostenibilità per rafforzare il posizionamento competitivo e cogliere opportunità nel medio periodo, nonostante un contesto di mercato che non mostra ancora segnali concreti di ripresa. (riproduzione riservata)