Buone nuove per Buzzi dal Brasile. È stata approvata dal congresso brasiliano una nuova legislazione fiscale che permetterà l’aumento della spesa pubblica oltre i limiti della legislazione precedente. La riforma consentirà la realizzazione del piano di investimenti annunciata dal presidente Lula che prevede una spesa di 287 miliardi di dollari in investimenti strutturali, prevalentemente orientati alle infrastrutture del paese e al comparto residenziale, tra il 2023 e il 2026.
Vento in poppa per la multinazionale piemontese, che risentirà positivamente del nuovo stimolo fiscale nel Paese guidato da Lula, essendo attiva nell’industria cementizia. Buzzi è presente in Brasile con la Nacional Ciementos Participações, di cui detiene il 50%. Nel 2022 la partecipata brasiliana ha contribuito al 5% dell’utile adjusted del gruppo, generando 400 milioni di euro di ricavi e 119 milioni di ebitda, con un margine ebitda solido (29,7%).
Equita Sim prevede che la partecipazione del gruppo possa arrivare al 100% nel 2024: il gruppo potrebbe rilevare l’altro 50% della società da Gruppo Ricardo Brennard. Quest’ultimo ha opzioni put sulla sua quota del 50% che possono essere esercitate nel primo semestre del 2024 e nel primo semestre del 2025 mentre Buzzi ha un’opzione call che può essere esercitata nel primo semestre del 2026.
«Sebbene non ci sia visibilità sulle tempistiche di esercizio dell’opzione, sulla base degli accordi tra le parti, pensiamo possa essere ragionevole che questo avvenga nel 2024, permettendo a Buzzi di salire al 100% di Nacional Cimentos Participações, consolidando il business brasiliano», prevede la Sim.
Equita ribadisce, quindi, il rating buy sul titolo Buzzi con un target price a 34 euro. Si tratta di un potenziale upside di oltre il 20% per il titolo che il 24 agosto scambia a quota 28,04 euro (-0,71%) a Piazza Affari. Inoltre, sottolinea Equita, Buzzi gode di una valutazione interessante rispetto alle concorrenti europee: «tratta a 3-2,9 volte il multiplo ev/ebitda 23-24 contro una media storica di circa 6 volte e a significativo sconto rispetto ai competitor europei che scambiano a 5,5-5,1 volte», conclude la sim. (riproduzione riservata)