Bper Banca archivia l’esercizio 2025 con un utile netto consolidato record pari a 2,1 miliardi di euro. Il dato include imposte per 994,5 milioni. Il risultato ordinario, al lordo delle stesse, è positivo per 3,184 miliardi. I risultati del gruppo consolidano quelli della neo acquisita Banca Popolare di Sondrio a partire dal 1° luglio del 2025. L’aggiornamento del piano industriale è atteso nel secondo semestre del 2026 quando l’integrazione sarà completa.
I risultati della sola Bper vedono l'utile netto ordinario a 1,781 miliardi (+26,6%), un risultato sopra le stime degli analisti (tra 1,721 e 1,733 miliardi), ricavi core stabili a 5,43 miliardi grazie alla crescita delle commissioni nette (+5% a 2,160 miliardi) che hanno bilanciato il calo del margine di interesse (-3,2% a 3,268 miliardi).
La banca guidata dal ceo, Gianni Franco Papa, ha proposto il pagamento di dividendi per 1,368 miliardi (+60%), al lordo dell'acconto distribuito a novembre dello scorso anno, con un payout ratio al 75%.
Più nel dettaglio, è stato proposto un dividendo pari a 65 centesimi di euro (di cui 0,55 euro per azione pagabili in primavera dopo l’acconto di 0,1 euro riconosciuto a novembre) e il cda si è anche riservato di assumere decisioni in ordine all'eventuale distribuzione di un acconto sul dividendo a valere sull'esercizio 2026.
Forte di una solida posizione del capitale con un Common Equity Tier 1 pari al 14,8%, coerente con la guidance a oltre il 14,5%, che conferma ampi margini di flessibilità, nonostante l’acquisizione dell’ex popolare.
Lo stesso Papa, nella presentazione dei conti con gli analisti, ha fatto riferimento all’«eccezionale evoluzione dell'utile netto per incrementare la distribuzione dei dividendi», con un dividend payout passato dal 17,8% nel 2021 al 60,6% nel 2024 e 1,532 miliardi di euro di dividendi cumulati distribuiti nel periodo 2021-2024.
Payout che potrebbe essere alzato dal 75% del 2025. Il ceo ha infatti detto che la banca vuole continuare a pagare «un buon dividendo» agli azionisti. «Se la banca continuerà, come credo che farà, ad avere una forte generazione di capitale, potremmo rivedere il dividend payout ratio. Stiamo vivendo in tempi difficili dal punto di vista geopolitico e macroeconomico, quindi», ha precisato il top manager, «vogliamo essere sicuri di generare capitale organicamente per poi decidere cosa fare».
Non escluso anche un programma di acquisto di azioni proprie. «Ogni decisione sul buyback sarà decisa dal cda, in ogni modo il derivato annunciato a ottobre offre una copertura su una potenziale decisione sul buyback che potrebbe essere presa», ha chiarito Papa. Il derivato, che rappresenta un’esposizione sintetica sul 9,99% del proprio capitale, ha una vita di tre anni, «non pensiamo di espanderlo o chiuderlo, quindi resterà nel modo in cui è. Non vediamo alcuna variazione nella posizione».
Oltre le attese i ricavi. Il margine di interesse si è attestato a 3,815 miliardi (-3,2%) e le commissioni nette a 2,405 miliardi portando il totale dei proventi operativi netti a 6,589 miliardi (+18,2%), sopra la guidance indicata nei conti del terzo trimestre di 6,4 miliardi.
Il rapporto cost/income è risultato pari al 45,7% (la guidance era meno del 48%). Il costo del credito si è attestato a 24 punti base (guidance per meno di 35 punti base) con rettifiche di valore su attività al costo ammortizzato riferite ai finanziamenti verso la clientela pari a 314 milioni.
Quanto ai costi del personale sono calati del 5,1% a 1,6 miliardi grazie al turnover organico. L’organico di Bper è pari a 19.000 unità a fine dicembre 2025 con una riduzione di 700 unità rispetto a dicembre 2024, mentre l'organico considerando anche la Popolare di Sondrio è pari a 22.600 unità rispetto alle 22.900 unità di un anno prima. Papa ha ricordato che sono previste fino a 800 uscite volontarie nel 2026.
I crediti netti verso la clientela sono pari a 128,7 miliardi con nuove erogazioni per 25,7 miliardi. La banca presenta una qualità del credito elevata con un’incidenza dei crediti deteriorati a livello lordo pari al 2,1% e a livello netto all'1%. La copertura complessiva dei crediti deteriorati ha raggiunto il 52,8%, livello fra i più alti in Italia.
Le attività propedeutiche all'integrazione con la Banca Popolare di Sondrio sono in pieno svolgimento e la fusione è prevista entro fine aprile. Prima, il 12 marzo, si terrà l'assemblea straordinaria degli azionisti di Bper chiamata a deliberare sulla fusione.
«L'anno 2025, caratterizzato da una costante instabilità del contesto geo-politico e macroeconomico, ha visto il nostro gruppo raggiungere tutti gli obiettivi prefissati, da quelli del piano industriale all'esecuzione dell'operazione su Banca Popolare di Sondrio», ha», ha commentato l'ad Papa.
La focalizzazione sulla buona riuscita dell'operazione sulla Sondrio, ha proseguito, «non ha distolto l'attenzione dall'attività di sviluppo del business, come dimostrato dalla crescita dei volumi e delle commissioni, dalle nuove erogazioni a favore di privati e imprese per oltre 25 miliardi di euro, dalla costante solidità di tutti gli indici patrimoniali e di liquidità e dalla robusta qualità degli asset».
Sono risultati non scontati, ha aggiunto Papa, precisando che l’istituto ha iniziato il 2026 «con immutato orientamento al risultato, pronti a portare a termine l'integrazione e a confermare il nostro percorso di crescita come gruppo, continuando a generare valore tangibile per i nostri azionisti, clienti e territori».
Oggi il gruppo Bper, ha concluso il banchiere, è un player domestico chiave, con una quota di mercato nazionale dell'11% rispetto all'8% di dicembre 2023, concentrata soprattutto nelle regioni italiane più ricche: il 58% delle branch sono nel Nord Italia, rispetto al 47% del 2023. E soprattutto un total return del 219% da aprile 2024 contro +127% dell’indice Ftse Italian Banks, con una capitalizzazione aumentata a 24 miliardi di euro dai 6 miliardi di aprile 2024, che ha consentito all’azione di essere inclusa in più indici con benefici chiari per il titolo. (riproduzione riservata)