I principali indici Usa chiudono la seduta in positivo: l’S&P 500 guadagna lo 0,5%, il Nasdaq lo 0,9% e il Dow Jones lo 0,1%. Gli occhi degli investitori sono puntati sulla riunione della Federal reserve del 17 settembre in cui verrà decisa l’entità del prossimo taglio dei tassi di interesse americano.
Il mercato sconta con una probabilità prossima al 100% un taglio di venticinque punti base. Le probabilità di un taglio di tassi di cinquanta punti sono scese al 4% a causa della lettura del dato sull’inflazione di giovedì, il quale ha confermato che l’inflazione rimane intorno al 3%.
Sul fronte nomine ci si aspetta che nella serata americana il Senato confermerà ufficialmente Stephen Miran, nuovo nominato dal presidente Usa Donald Trump nel board della Fed, dandogli l’incarico giusto in tempo per dare il suo voto nella decisione tra mercoledì e giovedì nella riunione della banca centrale. Miran prenderà il posto della ex governatrice Adriana Kugler, che ha lasciato la banca ad agosto, posto molto ambito dall’amministrazione Trump.
Il Dow Jones viaggia piatto sullo 0,08%, l’S&P 500 dello 0,45% e il Nasdaq dello 0,84%. A portare l’ottimismo sui mercati sono i negoziati a Madrid tra Cina e Stati Uniti su vari dossier commerciali aperti, che hanno portato, tra le altre cose, al raggiungimento di un accordo su TikTok.
Gli operatori continuano a puntare su Tesla, che vola con un 5,39%, dopo che Elon Musk ha dichiarato di aver acquistato un miliardo di dollari di azioni. Secondo i dati di Cboe Global Markets, alcuni dei contratti di opzione più scambiati sono le opzioni call Tesla, che pagherebbero se le azioni salissero a 430 o 450 dollari ciascuna. Le call offrono il diritto di acquistare un'azione a un prezzo stabilito.
Il Dow Jones guadagna lo 0,23%, mentre l’S&P500 sale dello 0,51 e il Nasdaq dello 0,73%, mettendo entrambi a segno nuovi record.
Sul listino tecnologico vola Alphabet (+3,5%) che diventa così la quarta società al mondo a raggiungere i 3 mila miliardi di capitalizzazione dopo Nvidia, Microsoft e Apple. La holding di Google continua a rafforzarsi in borsa dopo che un giudice americano ha scongiurato il possibile spezzatino della big tech, già condannata per monopolio nella ricerca e nella pubblicità online.
Ma a Wall Street a tenere banco è la proposta di Trump di eliminare i conti trimestrali mantenendo solo le semestrali. In un post su Truth Social, il presidente americano ha scritto che l’idea è «soggetta all’approvazione della Sec (la Consob americana, ndr)» e che «farebbe risparmiare denaro e consentirebbe ai manager di concentrarsi sulla corretta gestione delle loro aziende».
Sul fronte dei tassi, resta alta l’attesa per la decisione di mercoledì 17 della Federal Reserve. A parere di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia «è molto probabile che la Fed possa decidere di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, portando il costo del denaro nel range 4,00-4,25%. Un taglio più consistente (50 punti base) non è escluso, specie alla luce dei dati più deboli sul mercato del lavoro, ma resta al momento lo scenario meno probabile. La Fed potrebbe inoltre lasciare aperta la porta a ulteriori riduzioni nei prossimi mesi. L’inflazione, sia core che headline, rimane però sopra il target del 2%, un fattore che limita la possibilità per la banca centrale di mostrarsi troppo accomodante».
Wall Street apre la seduta in positivo. Alle 15:30 il Dow Jones guadagna lo 0,11%, l’S&P 500 l’1,22% e il Nasdaq lo 0,44%. Le borse americane attendono la riunione della Fed di mercoledì 17 settembre. A oggi negli Usa i tassi d’interesse sono al 4,35-4,5% e la banca centrale americana dovrebbe tagliarli dello 0,25% vista la debolezza del mercato del lavoro e l’inflazione che resta alta (2,9% ad agosto) ma in linea con le attesa. Entro dicembre dovrebbero seguire altre due sforbiciate da 25 punti base l’una.
In questo contesto il cambio euro-dollaro si rafforza e sale a quota 1,17 (+0,2%), mentre i rendimenti del Treasury decennale continuano a scendere e arrivano al 4% (-0,2%), movimenti legati al quasi certo taglio dei tassi. Il petrolio invece scambia leggermente in rialzo: il prezzo del Brent aumenta dello 0,3% e quello del Wti dello 0,4%. Nel frattempo, questo pomeriggio è arrivato anche l’accordo su Tiktok tra Cina e Usa. Trump e Xi dovrebbero incontrarsi presto per finalizzarlo.
Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 15 settembre.
Alle 15:30 il titolo Tesla balza del 6,8%. Dopo cinque anni il ceo Elon Musk è tornato a comprare le azioni della sua casa automobilistica. Il patron ha acquistato oltre 2,5 milioni di titoli per un valore di circa 1 miliardo. Un segnale di fiducia, subito colto dagli investitori, che arriva dopo le difficoltà degli ultimi mesi legate alla concorrenza dei costruttori cinesi e allo scontro tra Musk e il presidente americano Donald Trump.
Alle 15:30 le azioni Nvidia cedono l’1,38%. L’autorità di regolamentazione del mercato cinese estenderà la sua indagine antitrust sul gigante Usa dei chip per una possibile violazione della legge sulla concorrenza. Già alla fine del 2024 l’antitrust di Pechino aveva avviato un’indagine su Nvidia dopo l’acquisizione di Mellanox, azienda israeliana specializzata in soluzioni di rete ad alte prestazioni e di interconnessione. La società più capitalizzata al mondo (vale 4,3 trilioni) aveva incorporato Mellanox nel 2020 col benestare di Pechino, ma a determinate condizioni che potrebbero non essere state rispettate.
Alle 15:30 i titoli delle tre aziende di semiconduttori sono in rosso, rispettivamente del 3%, dell’1,75% e dell’1%. Nel premarket, le loro azioni hanno registrato un calo superiore al 2% prima dell'apertura. Durante il fine settimana, la Cina ha dichiarato di aver avviato indagini su alcune importazioni di chip analogici dagli Stati Uniti.
Alle 15:30 le azioni di Unh cedono lo 0,1%. L'assicuratore sanitario sta assumendo alleati del presidente Trump e sta cercando di perorare la propria causa direttamente con alti funzionari dell'amministrazione, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. UnitedHealth deve affrontare indagini governative e modifiche nei pagamenti federali che hanno danneggiato i suoi risultati.
Alle 15:30 il titolo guadagna lo 0,48%. La banca ha nominato due nuovi co-presidenti e ha promosso il suo direttore finanziario, mosse che identificano i tre come i più probabili successori dell'amministratore delegato Brian Moynihan.
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