Piazza Affari chiude la seduta di martedì 7 novembre a 28.395 punti, in calo dello 0,69%. Il Ftse Mib è maglia nera in Europa, dove il Dax di Francoforte termina le contrattazioni poco sopra la parità (+0,14%), mentre il Cac 40 di Parigi cede lo 0,38% e l’Ibex di Madrid è praticamente piatto. Spread Btp/Bund a 183 punti.
Tra le blue chip le migliori sono Recordati (+2,1%), Nexi (+1,44%), Campari (+1,3%) e Poste Italiane (+1%). Recordati e Poste hanno beneficiato dell’accoglienza positiva da parte del mercato dei loro risultati trimestrali. Per Nexi invece il propulsore sono state alcune indiscrezioni sul futuro dell’azienda. In rosso Cnh (-7,74%), che ha annunciato l’addio a Piazza Affari dal 2024, Tenaris (-2,9%), Prysmian (-2,5%) ed Eni (-2,4%).
Segni meno diffusi su tutto il Vecchio Continente (-0,8% il Ftse Mib) mentre Wall Street apre la seduta contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones e l’S&P 500 cedono lo 0,15% ma il Nasdaq sale dello 0,05%. Dopo la settimana migliore da inizio 2023, le borse Usa si fanno più attendista e cerca conferme sulle prossime mosse della Fed. L’idea che circola sui mercati, dopo l’ultima pausa nei rialzi, è che il picco sia stato raggiunto e che i tassi verranno tagliati prima del previsto. In generale i fari restano concentrati sulle banche centrali, anche in vista dei discorsi in calendario. Restano in attesa dunque anche i rendimenti dei Titoli di Stato con lo spread fermo a 190 punti, mentre l’euro è poco mosso.
La volatilità e l’incertezza continuano a dominare le borse europee che a metà seduta procedono sotto la parità (-0,55 il Ftse Mib, -0,17% il Dax, -0,535 il Cac 40). Medio Oriente, andamento dell'economia e future mosse di politica monetaria continuano a tenere banco, mentre si scommette su una pausa definitiva alla stretta sui tassi. Intanto sul valutario l’euro prosegue in calo sul dollaro a quota 1,06, dopo l’1,07 della vigilia. In leggera flessione invece i rendimenti obbligazionari con il Btp decennale al 4,6% e lo spread a quota 190 punti.
A Piazza Affari prosegue la stagione delle trimestrali con Cnh (-7% a 9,85 euro) che, dopo essere salita in scia alla conferma del delisting da Piazza Affari e il buyback da 1 miliardi, è caduta in fondo al Ftse Mib, in seguito ai conti trimestrali e al taglio delle stime sul 2023. In cima al listino principale resta invece Nexi (+2,76% a 6,11 euro) in scia ai rumors secondo cui potrebbe esserci un deal con Unicredit. Stando a quanto riferito da Mf – Milano Finanza lo scorso 5 ottobre, a banca guidata da Andrea Orcel starebbe discutendo un’alleanza con Nexi nell’ambito dei cantieri del piano industriale. Le negoziazioni sarebbero entrate nel vivo nelle ultime settimane, con l’obiettivo di ampliare e rafforzare la partnership che nel 2020 l'istituto aveva sottoscritto con Sia (poi confluita in Nexi con la fusione del 2021).
Il Ftse Mib viaggia in calo dello 0,15% a 28.553 punti, non aiutano i dati macro in arrivo dalla Cina, con l’export in calo oltre le attese, mentre i mercati ignorano per ora i prezzi produzione in Eurozona, in deciso calo. corrono Cnh Industrial (+3%), Nexi (+2,55%), Diasorin e Recordati (+1%). Vendite invece sul settore energetico (Tenaris -1,9%, Saipem ed Eni -1,4%), Stellantis (-1%).
I prezzi alla produzione industriale nell’Area Euro sono diminuiti del 12,4% su base annua a settembre 2023, dopo un calo dell’11,5% nel mese precedente e rispetto al consenso del mercato di un -12,5%.
Si è trattato della flessione più forte mai registrata dei prezzi alla produzione, guidata dal crollo dei costi sia dell’energia (-31,3% contro -30,6% in agosto) che dei beni intermedi (-4,8% contro -4,5%). Allo stesso tempo, l’inflazione ha rallentato la morsa sui beni d’investimento (3,9% contro 4,4%), beni durevoli (4,3% contro 4,7%) e beni di consumo non durevoli (5,5% contro 6,6%).
Escludendo l'energia, l'inflazione dei prezzi alla produzione è scesa allo 0,5% su base annua a settembre, in calo rispetto all'1,0% di agosto. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,5%, segnando il secondo mese consecutivo di aumento.
Il Ftse Mib passa in positivo, ma resta volatile, verso le ore 9:40 di martedì 7 novembre, in area 28.625. Salgono Nexi (+3,8%), Cnh (+3,5%), Diasorin e Interpump (+1%). Giù il settore petrolifero con Tenaris (-2,2%), Saipem, Eni, Erg (-1,3%). Dalla Germania, intanto, arrivano dati economici piuttosto grigi.
La produzione industriale in Germania è scesa dell’1,4% su base mensile a settembre 2023, un dato peggiore delle previsioni di un -0,1%. E’ anche il quarto mese consecutivo di calo della produzione industriale, a conferma della debolezza economica della Germania. Il maggiore impatto negativo è venuto dal settore automobilistico (-5%), dalle apparecchiature elettriche (-4,4%) e dal farmaceutico (-9,2%), mentre la produzione nell'ingegneria meccanica è aumentata del 4,1%. La produzione industriale è diminuita per i beni strumentali (-0,2%), i beni intermedi (-1,9%) e i beni di consumo (-4,9%). Al di fuori dell’industria, la produzione di energia è scesa dell’1,7% e l’edilizia è rimasta invariata.
Considerando il terzo trimestre del 2023, la produzione industriale si è contratta del 2,1% rispetto ai tre mesi precedenti, secondo quanto riporta l’Ufficio federale di statistica.
Piazza Affari apre in leggero calo, martedì 7 novembre, il Ftse Mib cede in avvio lo 0,2% a 28.536 punti, trainato da Nexi (+1,6%), Poste, Cnh Industrial (+7%), Interpump. In rosso, invece, i petroliferi con la flessione del greggio: Tenaris, Saipem, Eni (-1,3% circa), Stellantis.
Lo spread Btp/Bund apre in calo a 183 punti.
I futures sullo Eurostoxx 50 viaggiano in calo attorno allo 0,4% martedì 7 novembre, le borse in Asia non sono andate bene, complici le esportazioni della Cina calate ben oltre le previsioni a causa della domanda estera debole. Intanto la Banca centrale australiana ha alzato di nuovo i tassi per domare l’inflazione.
Non aiuta il sentiment il rialzo del T bond Usa decennale, il cui rendimento è passato dal 4,63% di ieri sera al 4,65%, mentre i futures sul Nasdaq sono in rosso per lo 0,23% e il petrolio Wti americano cede l’1,1% a 79,9 dollari il barile.
08.00 Germania, produzione industriale settembre
09.00 Spagna, produzione industriale settembre
11.00 Eurozona, prezzi alla produzione settembre
14.30 USA, bilancia commerciale settembre
18.00 USA, EIA (petrolio), pubblicazione report mensile
19.25 USA, Logan (Fed votante): discorso
20.30 Nagel (BCE): discorso
Le esportazioni cinesi sono diminuite del 6,4% su base annua a ottobre 2023, il sesto mese consecutivo, un dato peggiore delle previsioni per un -3,3%, in un contesto di deterioramento della domanda dall'estero a causa della persistente pressione sui costi. Nel frattempo, le importazioni sono cresciute inaspettatamente del 3,0%, battendo il consenso di un calo del 4,8% e segnando il primo aumento da febbraio a seguito degli sforzi di Pechino per stimolare la domanda interna e dei segnali di accumulo di scorte.
La Reserve Bank of Australia ha alzato i tassi di 25 punti base al 4,35% a novembre dopo averli mantenuti al 4,1% nelle quattro riunioni precedenti, in linea con le aspettative del mercato. La mossa di martedì ha portato gli oneri finanziari al livello più alto da gennaio 2011, segnando il 13° aumento dei tassi da maggio 2022, dato che l'inflazione si è rivelata più persistente del previsto alcuni mesi fa a causa di un ulteriore aumento dei prezzi dei servizi. La Rba prevede ora che l’inflazione (Cpi) sarà intorno al 3-3,5% entro la fine del 2024 e al massimo dell’intervallo target del 2-3% entro la fine del 2025.
Cnh, confermando quanto aveva anticipato a febbraio, inizia il delisting da Piazza Affari.
Generali, Donnet prepara la gara in Cina per crescere nel ramo danni
Poste, c’è l’acconto sul dividendo. Utile -16% ricavi + 3,6% in linea con il consenso
L'incertezza legata al rischio di un contenzioso legale a seguito dell'ok del cda alla vendita della rete a Kkr, ha penalizzato il titolo Tim, partito forte ma ben presto scivolato in territorio negativo. Le azioni ordinarie dell'ex monopolista hanno chiuso la seduta in ribasso del 3,35% a 0,251 euro con volumi intensi, pari a 2,4 volte la media giornaliera delle ultime trenta sedute.
Le banche europee dovranno prima o poi unire le forze se il Vecchio Continente vuole competere con Stati Uniti e Cina, ma in mancanza di un'unione bancaria le fusioni transfrontaliere non sono realizzabili. Lo ha detto Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo.
Eni e Saipem, hanno firmato un accordo per lo sviluppo della bioraffinazione che supporta il percorso di trasformazione delle raffinerie tradizionali e lo sviluppo di nuove bioraffinerie Eni.
Diasorin ha annunciato lo sviluppo del primo test completamente automatizzato per la diagnosi dell'epatite delta (Hdv) rivolto al mercato Usa sulla piattaforma Liaison Xl, con il supporto di Gilead Sciences.
Intercos ha confermato la guidance 2023 dopo i conti dei primi nove mesi e alla luce del «solido» ingresso ordini nei mesi di settembre e ottobre pari a 108 milioni di euro.
Cda trimestrali: Banco Bpm, Cnh Industrial, Enel, FinecoBank, Mps (comunicato l'8 novembre), Recordati, Ariston Group, Brembo (9,30), Pop. Sondrio.
Conference call trim: Banco Bpm (18,00), Cnh Industrial (15,30), Enel (18,00), FinecoBank (14,00), Recordati (16,00).
Estero risultati: Daimler Truck Holding, eBay, Engie, Ubs (riproduzione riservata)