La nuova tassa sugli extraprofitti delle banche annunciata dal governo piega Piazza Affari. Il Ftse Mib, dove i titoli bancari sono preponderanti insieme a quelli energetici, si conferma maglia nera in Europa e chiude la seduta a 27.942 punti, sotto i 28 mila e in calo del 2,12%. Il segno meno coinvolge anche gli altri listini del Vecchio Continente. Il Dax cede l’1,1% nonostante la conferma delle stime preliminari sull’inflazione di luglio (+6,2%). Il Cac 40 perde lo 0,7%, il Ftse 100 lo 0,35% e l’Ibex 35 lo 0,6%.
Su Piazza Affari il rosso accomuna i titoli delle banche. La peggiore è Bper Banca (-11%), seguita da Mps (-10,8%), Finecobank (-9,9%) e Banco Bpm (-9%). Unicredit perde il 5,9%, Intesa Sanpaolo l’8,7% e Mediobanca il 2,48%. Inoltre, fuori del paniere principale, Credem cede l’8,31%, B.P. Sondrio il 5,73% e Bff Bank il 3,15%. Le vendite coinvolgono anche i titoli petroliferi: Saras chiude a -2,43%, Saipem a -2,44%, Eni a -0,38% e Maire T. a -3,21%.
La seduta sorride invece a Recordati (+2,5%) e a Tim (+2,2%), salito sulle indiscrezioni sul coinvolgimento, da parte di Kkr, del fondo pensione canadese nella partita delle rete unica. Scambiano sopra la parità anche Hera (+1,9%) e A2a (+1,8%). Mentre il titolo Visibilia Editore (+35,6%) recupera il 30,5% perso il 7 agosto dopo il suicidio del presidente Ruffino. Spread Btp-Bund a 166 punti.
Dopo l’apertura di Wall Street il Ftse Mib accentua le perdite. Alle 15:45 il Ftse Mib cede il 2,4% colpito dalla nuova tassa sugli extraprofitti delle banche annunciata dal governo. Continuano a scambiare in rosso anche le altre borse europee, che proseguono con una performance inalterata (leggi sotto).
Tra i titoli di Piazza Affari, al di fuori del segno meno diffuso che accomuna le banche (leggi sotto), si mette in mostra Tim (+1,9%) dopo le indiscrezioni sul coinvolgimento, da parte di Kkr, del fondo pensione canadese nella partita delle rete unica. Bene inoltre Recordati (+1,9%).
Lo spread invece è a 166 punti, con il rendimento del Btp e del Bund a 10 anni in calo. Visto il rosso del mercato azionario gli investitori si rifugiano nei bond: così il rendimento del Btp decennale scende al 4,119 (-3,17%), mentre quello del Bund di pari durata si abbassa al 2,4240% (-5,35%).
Alle 14:45 Piazza Affari continua a scambiare in deciso rosso (-2,3%), appesantita dalla nuova tassa sugli extraprofitti delle banche annunciata dal governo. Bper Banca cede quasi il 10%, Mps circa il 9%, mentre Banco Bpm perde l’8,5% e Finecobank l’8,2%. Il segno più resiste solo tra i titoli energetici: Hera sale dell’1,7%, A2a dell’1,5% e Snam dell’1,2%.
La seduta è colorata di rosso anche per le borse europee. Il Cac 40 e l’Ibex 35 perdono l’1%, il Ftse 100 cede lo 0,6%. Male anche il Dax (-1,3%). In Germania le stime finali di luglio hanno confermato il calo dell’inflazione al 6,2% su base annua dal 6,4% di giugno. L’indice dei prezzi al consumo definitivo tedesco è salito invece dello 0,3% a livello mensile. I dati sono in linea con la lettura preliminare e il consenso.
Sempre dall’Europa arriva il sondaggio della Bce sulle aspettative dei consumatori. Il tasso mediano di inflazione percepito nei 12 mesi passati è rimasto invariato all’8%. Invece le aspettative mediane sull’inflazione nei prossimi 12 mesi sono scese al 3,4%, dal 3,9% di maggio, e quelle sull’inflazione a tre anni al 2,3% dal 2,5% precedente. Le aspettative di crescita economica per i prossimi 12 mesi si sono attestate in leggero miglioramento, al -0,6% dal -0,7% di maggio.
Alle ore 11:50 il Ftse Mib aggrava le perdite e cede il 2,2% a 27.923. Male il settore bancario, i titoli su cui si concentrano le vendite sono Bper Banca (-9,4%), FinecoBank (-9%), Mps (-8,5%), Banco Bpm, Intesa Sanpaolo (-8%), Unicredit (-6,65%). Sale invece Azimut (+0,5%) non avendo la licenza bancaria.
Male anche in Europa il settore finanziario, contagiato dalla notizia della nuova tassa italiana sui profitti delle banche: al Dax Commerzbank cede il 3,65%, Deutsche Bank il 3%, a Parigi il Credit Agricole perde il 3,4%, Bnp Paribas il 2,9%, Societe Generale il 2%.
Una notizia negativa sul settore bancario arriva anche dagli Usa facendo scendere i futures sul Nasdaq e dell’S&P 500 dello 0,5%. E riguarda il downgrade di Moody’s sulle banche statunitensi.
Moody's ha rivisto al ribasso il giudizio su dieci banche americane e ha messo sotto osservazione alcuni giganti bancari per potenziali declassamenti.
L'agenzia ha anche cambiato le sue prospettive in negativo per 27 banche del settore. Le banche declassate includono M&T Bank, Pinnacle Financial Partners, Prosperity Bank e BOK Financial Corp. Le banche sottoposte a revisione per downgrade includono BNY Mellon, US Bancorp, State Street e Trust Financial. I risultati del secondo trimestre di molte banche hanno mostrato crescenti pressioni sulla redditività che ridurranno la capacità di generare capitale interno, ha scritto Moody's, sottolineando come ciò si presenti mentre si profila una lieve recessione e le banche devono affrontare maggiori rischi derivanti dai tassi di interesse e dalla gestione delle proprie attività e passività.
Sul settore bancario americane pende la proposta delle autorità di regolamentazione di aumentare il capitale del 15-20% sulle circa 30 banche più grandi, con un patrimonio superiore a 100 miliardi di dollari, in seguito all'attuazione delle nuove regole globali di Basilea III.
Si tratta del più grande cambiamento normativo dal 2010, scrivono gli analisti e potrebbe comportare per le banche più grandi un aumento di capitale di 180 miliardi di dollari. L'obiettivo è quello di rendere il sistema bancario più sicuro. Ma potrebbe anche ridurre la redditività di molte banche, richiedendo loro di generare più profitti per produrre gli stessi rendimenti di oggi, e potrebbe anche limitare i dividendi e i riacquisti di azioni. Queste nuove regole non entreranno in vigore prima di anni, ma potrebbero continuare a esercitare pressioni sul settore.
Piazza Affari apre in rosso, martedì 8 agosto, il Ftse Mib cede lo 0,5% in avvio per poi segnare un -2% nel giro di pochi minuti a 27.978 appesantito dalle banche, con il prelievo fiscale appena annunciato dal governo e i pessimi dati in arrivo dalla Cina.
Le vendite si concentrano su Bper Banca (-10%), Banco Bpm (-9%), Mps, Intesa Sanpaolo (-7,5%), Unicredit (-6,5%). Salgono invece Amplifon (+0,6%) e Snam (+0,3%).
I futures sullo Eurostoxx 50 sono in calo di circa lo 0,6% alle ore 8:15 di martedì 8 agosto. I dati su import ed export cinesi in deciso calo e sotto le stime stanno incupendo il sentiment dei mercati che sono tornati ad acquistare T bond anche come forma di rifugio.
Martedì giornata di appuntamenti macro, dall’inflazione armonizzata in Germania al sondaggio Bce sulle aspettative dei consumatori. Negli Usa, spazio ancora alla Fed, alla bilancia commerciale e all’asta dei T bond.
Leggi anche:
08:00 Germania, inflazione armonizzata luglio
10:00 Bce, sondaggio su aspettative consumatori
12:00 USA, Ottimismo delle piccole imprese
14:15 USA, Harker (Fed votante): discorso sull'outlook economico
14:30 USA, Bilancia commerciale di giugno
19: 00 USA, asta Treasury 3 anni (42 miliardi di dollari)
Banche italiane al centro dell’attenzione dopo la notizia di ieri sera che il Consiglio dei ministri ha deciso un prelievo straordinario del 40% sugli extraprofitti degli istituti di credito. Una norma «di equità sociale», ha spiegato il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini.
A chiedere l’intervento sarebbe stata la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in occasione dell’ultimo Consiglio Europeo aveva parlato di rafforzare il sostegno alle famiglie anche oltre la possibilità di convertire il mutuo a tasso variabile in uno a tasso fisso.
Il prelievo sarà limitato al 2023. In concreto quindi la misura, dalla quale potrebbero arrivare circa 3 miliardi di euro, andrà a finanziare il taglio del cuneo fiscale e un fondo per i mutui. In pratica, quanto chiesto da mesi dai 5 Stelle, con il capogruppo alla Camera Francesco Silvestri in testa.
Il calcolo della base imponibile è «sull’ammontare del margine di interesse di cui alla voce 30 del conto economico relativo all’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023 che eccede per almeno il 3% il medesimo margine nell’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2022».
L’ammontare dell’imposta straordinaria, in ogni caso, non potrà essere superiore a una quota pari al 25% del valore del patrimonio netto alla data di chiusura dell’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023.
RusKhimAlyans, società controllata al 50% da Gazprom, ha avviato una causa da 472 milioni dollari contro Unicredit in Russia, garante di un progetto bloccato dalle sanzioni Ue, secondo quanto si legge da alcuni documenti di un tribunale russo. Lo riporta Reuters.
Su Mps, l’associazione di categoria dei bancari, Fabi, ha comunicato di aver raggiunto un accordo con l'istituto senese per l'introduzione di un premio aziendale ai dipendenti di 500 euro e che, a partire dai primi giorni di settembre, verrà imbastito un tavolo per affrontare il tema delle assunzioni.
Grenthesis ha detto che la controllata Ambienthesis Middle East DMCC si è aggiudicata un contratto del valore di circa 100.000 euro negli Emirati Arabi Uniti.
La Sia ed E-Globe debuttano in Borsa nel segmento Egm mercoledì 9 agosto.
Cda 1° semestre: Banca Popolare di Sondrio.
Conference call 1° semestre: Credito Emiliano (10:00), Pop. Sondrio (16:00).
Cover 50, secondo di due giorni di sospensione dalle negoziazioni prima della revoca da Euronext Growth Milan.
ESTERO
Risultati: Bayer, Eli Lilly. (riproduzione riservata)