Piazza Affari si rafforza nel finale di seduta, con l’indice Ftse Mib che chiude in rialzo dello 0,86% in testa alle borse europee, tutte in parziale recupero (+0,16% il Dax, +0,6% il Ftse 100, +0,55% il Cac 40) dopo lo scivolone di ieri, mentre i dati americani sul pil, disoccupazione e prezzi per le spese per il consumo personale lasciano sperare nella possibilità di un taglio dei tassi. Sul listino milanese si mette in luce Erg (+5,4%), accesa dal risiko delle rinnovabili, i bancari Bper (+3,5%), Mps (+3,2%) e Banco Bpm (+3%), con in scia Intesa (+2%), Moncler e Inwit (+1,7%), Saipem (+1,5%), Unipol (+1,5%) e Nexi (+1,4%). Risale Tim che dopo aver perso oltre il 9% chiude la seduta a +1,55% a 0,24 euro. Resta la peggiore del listino Pirelli (-4%), penalizzata dal collocamento dei cinesi di Silk Road.
Prosegue il trend negativo di Wall Street dopo la chiusura in ribasso di ieri, in un contesto di rendimenti obbligazionari in salita dopo le recenti deludenti aste Usa. Il Dow Jones cede lo 0,82%, l'S&P 500 lo 0,31% e il Nasdaq Composite dello 0,41%. Male Salesforce che crolla del 18,33% dopo che il colosso del cloud computing ha riportato ricavi peggiori delle attese per il primo trimestre dell'anno fiscale 2025 e una guidance annuale che non ha convinto il mercato. «Le preoccupazioni derivanti dal persistente messaggio dei banchieri centrali, relativo a tassi di interesse ancora alti per lungo tempo, hanno ridotto drasticamente le aspettative di allentamento di politica monetaria da parte della Federel Reserve», afferma Saverio Berlinzani, senior analyst di ActivTrades. «Se poi aggiungiamo il fatto che i dati continuano a mostrarsi resilienti, come la fiducia dei consumatori statunitensi, ecco che allora il quadro è completo», conclude l’esperto.
I listini europei restano in rialzo (+0,88% il Ftse Mib il migliore dell’Ue) anche dopo i dati americani, con la revisione al ribasso del pil Usa del primo trimestre e le richieste di sussidi di disoccupazione leggermente superiori alle attese, aprono qualche spiraglio al taglio dei tassi della Fed e sostengono l’andamento vivace delle Borse europee. Al quadro contribuisce anche l'andamento dell'indice core dei prezzi per la spesa per consumi personali (indice Pce), cresciuto nel primo trimestre del 3,6%, sotto la stima iniziale del 3,7% mentre venerdì 31 è atteso lo stesso dato ma di aprile. Migliorano i bond, con i Treasury in ribasso di 5 punti base e i Btp di 4 punti, al 3,96%, con lo spread con il Bund in riduzione di due punti base, a quota 129. Nonostante questo apre in calo Wall Street con il Dow Jones che segna un -0,88%, l’S&P un -0,3% e il Nasdaq -0,22%.
Le borse europee proseguono in verde con Milano che resta al +0,55% e il Ftse Mib a 34.340 punti, Francoforte in rialzo dello 0,12% mentre Parigi e Londra segnano un +0,3%. A Piazza Affari sempre bene le banche mentre sono sotto pressione Tim (-5,9%), dopo al trimestrale, e Pirelli (-4,4%) a 5,92 euro rispetto ai 5,76 euro del collocamento a forte sconto del 9% ceduto dai cinesi di Silk Road.
La lente dei listini è in prima battuta al pil Usa, atteso nella prima parte del pomeriggio, con i future su Wall Street in negativo anche per l’incertezza legata ai tassi e alla possibilità che la Fed non tagli quest'anno. I rendimenti dei titoli di Stato sono in calo con il Btp a 10 anni che scende al 3,98% mentre lo spread con il bund è sempre sotto i 131 punti (130,8). Per le commodity il gas conferma il rialzo con il prezzo sopra i 34 euro al megawattora (+0,95%) . Debole il petrolio con il Wti piatto a 79 dollari e il Brent poco sopra 83 dollari. Per i cambi, infine, l’euro sale e si porta a 1,0819 dollari.
Il Ftse Mib supera l’incertezza e sale dello 0,5% a 34.329 puntri trainato da Erg (+4%) e Mps (+2,6%). Sotto stress Telecom Italia, che arriva a perdere il 9%.
Telecom Italia sotto stress a Piazza Affari dopo i conti, il titolo perde il 9% a 0,223 euro mentre il Ftse Mib sale dello 0,35%. I commenti degli analisti sono positivi sulla trimestrale pubblicata nelle scorse ore, eppure il titolo zavorra Piazza Affari mentre l’incumbent italiano sta per vendere la rete al fondo Usa KKR.
Secondo gli economisti di Bloomberg, la ragione della performance negativa del titolo risiede «nell’accelerazione della perdita di sottoscrittori, sia sul fronte della rete fissa che in quella mobile».
Prezzi più alti, tuttavia, hanno aiutato il gruppo a registrare un aumento dell’ebitda dell’11% nel trimestre, mentre il debito netto (come da attese) è salito di 1 miliardo rispetto a fine 2023.
Gli analisti di Bernstein mettono in evidenza una «crescita tangibile dell’ebitda, assieme ad una generazione di cassa negativa». Aggiungono che l’indebolimento dell’ebitda della rete «merita di essere capito». I trend in Italia, poi, restano complessi, con «ulteriori perdite sul fronte della linea fissa e della banda larga».
Il Ftse Mib apre volatile, giovedì 30 giugno, a 34.145 punti trainato da Erg, Bper Banca (+2% circa), Interpump e Brunello Cucinelli (+0,6%). In calo Pirelli (-4,7% a 5,89 euro), Tim (-4%), Banca Mediolanum e StM (-0,8% circa). Lo spread sale a 131 punti, il Btp decennale rende oltre il 4%.
I futures sullo Eurostoxx 50 sono in calo dello 0,4% alle ore 8:30 di giovedì 30 maggio. Pesa il selloff sui T bond, partito nelle scorse ore dopo l’ultima asta di obbligazioni negli Usa e il timore dei mercati che la Fed sia disponibile ad alzare i tassi invece di tagliarli per raffreddare l’inflazione. I futures sul Nasdaq si muovono nel frattempo in rosso (-0,7%).
Nel pre-market di Wall Street, nel frattempo, Salesforce (cloud computing) è in crollo del 16% dopo aver deluso le aspettative sui ricavi per il primo trimestre e aver pubblicato una guidance debole per il periodo aprile-giugno. Anche American Eagle Outfitters cede il 10% a causa di ricavi nel primo trimestre inferiori al previsto.
01.00 USA, Bostic (Fed votante)
09.00 Spagna, inflazione armonizzata maggio
11.00 Eurozona, Indicatori di fiducia maggio
11.00, Eurozona, tasso di disoccupazione aprile
14.30 Usa, Pil primo trimestre
14.30 Usa, Nuove richieste sussidi
14.30 USA, Bilancia commerciale beni
16.00 USA, Vendite case in corso
17.00 USA, Dati EIA su scorte e produzione di greggio
18.05 USA, Williams (Fed votante), Logan (Fed non votante)
Dopo un anno di rumors e riflessioni i cinesi, ridimensionati dal governo che ha
esercitato i suoi poteri speciali, si disimpegnano da Pirelli. Il Silk Road Fund, che attraverso Pfqy detiene il 9,02% del gruppo italiano, ha ceduto la sua quota con un collocamento lampo. L'operazione, organizzata da JP Morgan, con BofA ed HSBC come joint bookrunner, secondo le ultime stime ha raccolto circa 520 milioni di euro. I book si sono chiusi in poche ore, l'offerta era di circa 90,2 milioni di azioni ma – secondo quanto si apprende - la domanda è stata svariate volte superiore e ha fatto salire il prezzo che, secondo l'ultima guidance data al mercato era di 5,76 euro per azione con uno sconto del 6,95% sul valore del titolo alla chiusura di mercoledi, secondo quanto riporta il terminale Bloomberg.
Nel frattempo, Marco Tronchetti Provera & C (MTP), Camfin e Camfin Alternative Assets rendono noto che giovedì 30 maggio si è perfezionato l’acquisto del 2,2% del capitale di Pirelli & C.da parte di CAA. L’acquisto è stato effettuato a completamento di quanto autorizzato dalla delibera del cda di Camfin sull’acquisto di azioni Pirelli fino a un massimo del 5% e, in forza di essa, a gennaio 2024, CAA aveva rilevato il 2,8% di Pirelli. In seguito a queste operazioni, la catena di controllo che fa capo a MTP detiene una quota complessiva pari a circa il 22,78% di Pirelli, rinsaldando così il ruolo di Camfin e MTP quali azionisti stabili e ribadendo la fiducia e l’impegno nel sostenere i progetti industriali di Pirelli.
A gennaio scorso, Marco Tronchetti Provera aveva rafforzato la presa, con la holding Mtp, in un'operazione che coinvolgeva l'intera catena di controllo del gruppo e la Longmarch dell'imprenditore cinese Niu, da oltre 20 anni partner industriale di Tronchetti e azionista sia di Camfin sia di Pirelli, che portava il controllo indiretto sul gruppo al 20,58% dal precedente 14,1%. Camfin Alternative Assets deteneva quindi a gennaio il 2,8%, Longmarch Holding il 3,68% e Camfin il 14,096%. Il fronte italiano vede schierato anche Alberto Bombassei che controlla Nuova FourB e detiene indirettamente il 6% del capitale sociale di Pirelli, attraverso Brembo (5,58%) e Next Investment (0,420%). La presenza dei cinesi resta comunque forte con Sinochem Holdings Corporation che, attraverso le sue controllate tra cui Marco Polo International Italy, detiene indirettamente il 37,01% di Pirelli.
Ieri intanto l'assemblea ha approvato, con oltre il 99,8% del capitale a favore, il bilancio dell'esercizio 2023 e la distribuzione di un dividendo di 0,198 euro per azione ordinaria pari a un monte dividendi di 198 milioni di euro. L'assemblea ha inoltre nominato, con il sistema del voto di lista, per gli esercizi 2024-2025-2026 il nuovo collegio sindacale con Riccardo Foglia Taverna, nominato presidente, in rappresentanza delle cosiddette minoranze, ovvero nella lista presentata dai gestori.
Nuovo contratto per Webuild in Francia per la realizzazione del Grand Paris Express, la nuova metropolitana della regione dell'Ile de France che rappresenta al momento il più importante e innovativo progetto di mobilità sostenibile in Europa. Société des grands projets, si legge in una nota, ha aggiudicato a Webuild, in jv con il partner francese Nge (mandataria), il contratto di valore complessivo di 1,38 miliardi di euro (45,5% in quota Webuild), per la realizzazione del Lotto 2 della Tratta Ovest della Linea 15 del Grand Paris Express.
Il titolo Mps ha chiuso medrcoledì in forte ribasso a -5,4%, sopra i minimi di seduta (-8%), dopo la notizia che il Gip di Milano ha ordinato alla procura nuove indagini con l'ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato in relazione ai 5,4 miliardi di euro di ricapitalizzazione nel 2017.
Terna ha sottoscritto con Intesa Sanpaolo una linea di credito revolving, legata ad indicatori Esg per un ammontare complessivo di 250 milioni di euro.
Il passaggio ai veicoli elettrici(Ev) imporrà un «onere significativo» ai fornitori di auto. Lo ha detto l'ad di Stellantis, Carlos Tavares, aggiungendo che il gruppo italo-francese potrà valutare un'eventuale operazione M&A se si presenterà un'opportunità. Ovs, assemblea ordinaria e straordinaria (10:00). (riproduzione riservata)