Le borse del Vecchio continente non riescono a rialzare la testa e chiudono la giornata in calo: -0,3% il Ftse Mib a 34.659 punti. Il massimo intraday ha raggiunto i 34.873 punti. Tra i maggiori rialzi del giorno Bper Banca (+1,85%), Intesa Sanpaolo (+1,19%), Unipol (+0,75%), Banco Bpm (+0,68%), Interpump (+0,5%), Pirelli (+0,46%), Monte Paschi Siena (+0,43%) e Stmicroelectronics (+0,29%). In flessione Brunello Cucinelli (-2,32%), Prysmian (-2,03%), Ferrari (-1,99%), Nexi (-1,49%), Moncler (-1,2%9, Recordati (-1,19%), Leonardo (-1,13%) e Campari (-1,13%). Nel resto del continente in calo anche gli altri listini con il Dax in ribasso dello 0,4%, il Ftse 100 dello 0,7% e il Cac 40 dello 0,9%. Gli investitori restano focalizzati sulle mosse delle banche centrali in attesa dei dati cruciali sull’inflazione di venerdì 31. In leggero rialzo lo spread tra Btp e Bund in chiusura a 131 punti mentre l’euro resta in rialzo sul dollari a 1,087.
Piazza Affari in calo dopo l’apertura di Wall Street (Ftse Mib -0,3% a 34.658 punti) con gli occhi sempre puntati sulle prossime mosse delle banche centrali. Gli investitori prevedono ora una probabilità dell'88% che la Bce riduca i tassi durante la riunione di politica monetaria della prossima settimana. Tuttavia, permangono dubbi su ulteriori tagli oltre giugno, con gli operatori che ora si aspettano solo un'altra riduzione.
Sul listino, Tim cala dello 0,4%, Generali arretra dello 0,34%, contrastati i bancari (Intesa +1,22%, Unicredit -0,30%, Mps +0,75%, Mediobanca -0,58%). Negativi gli industriali, con Stellantis che cede l'1,05% e Pirelli lo 0,53% nel giorno dell'assemblea. Tra gli energetici, Enel ed Eni arretrano rispettivamente dello 0,12% e dello 0,16%. Bene Interpump che segna +1,4%.
Apertura mista per Wall Street con il Nasdaq che tocca un altro record intraday (+0,4%) a 17.016 punti, il Dow Jones che cede lo 0,30% e lo S&P 500 che avanza dello 0,2%. Gli investitori sono in attesa della lettura dell'inflazione Pce di venerdì 31, che potrebbe influenzare le aspettative sulla traiettoria politica della Federal Reserve. Il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, ha dichiarato martedì 28 di voler vedere «molti più mesi» di dati che indicano un allentamento dell’inflazione prima di tagliare i tassi. Nel suo discorso il banchiere ha anche sottolineato che non escluderà ulteriori aumenti dei tassi se la pressione sui prezzi dovesse salire nuovamente.
Milano conferma l’inversione di tendenza nel primo pomeriggio a scivola dello 0,13% a 34.682 punti. Stessa linea per Parigi (-0,6%) e Londra (-0,33%) dopo la chiusura della vigilia. Scivola sotto la parità anche il Dax finora il migliore del Vecchio continente. Dall’altra parte dell’oceano, a Wall Street, si prevede un’apertura contrastata con i future sul Dow Jones leggermente sotto la parità (-0,07%) mentre quello sull’S&P resta in rialzo dello 0,14%.
In campo obbligazionario torna a salire lo spread tra Btp e Bund a quota 132 punti rispetto ai 128 della vigilia. Il membro della Bce Isabel Schnabel ha affermato che le banche centrali «devono valutare attentamente se i benefici degli acquisti di asset superano i costi». Schnabel ha affermato che gli acquisti di asset da parte delle banche centrali hanno «svolto un ruolo importante nella stabilizzazione dei mercati nei momenti di stress». Ma ha aggiunto che la loro efficacia nello stimolare la domanda dipende dalle condizioni economiche al momento degli acquisti e «può comportare costi che potrebbero essere più elevati di quelli di altri strumenti politici». Gli acquisti di titoli per il Quantitative Easing (Qe) «dovrebbe restare nel cassetto degli attrezzi delle banche centrali avendo giocato un ruolo importante nella stabilizzazione dei mercati finanziari in periodi di stress e nel difendere la stabilità de prezzi in periodi di bassa inflazione», ha dello il membro del Comitato direttivo. I commenti sottolineano come i banchieri centrali stiano diventando sempre più scettici sui vantaggi derivanti dall’acquisto di grandi quantità di obbligazioni e siano meno propensi a utilizzarli in futuro, soprattutto come strumento per stimolare la domanda e aumentare l’inflazione.
Virano in negativo le borse europee a metà seduta con il Ftse Mib che è appena sotto la parità a -0,14%, seguita da Francoforte. In rosso Parigi (-0,5%), Londra (-0,4%) e Madrid (-0,13%). A Piazza Affari, ben intonato il comparto bancario con Mps (+1,78%) che guida i rialzi, seguita da Bper (+1,7%) e Intesa Sanpaolo (+1,5%). Fronte opposto per Prysmian (-2,33%) e Inwit (-1,29%). Fuori dal listino principale proseguono gli acquisti su Newlat che guadagna il 10% sempre in scia all’acquisizione della società inglese Princes. Sul valutario il cambio euro/dollaro si attesta a 1,087. Il petrolio è in leggero rialzo con il Brent luglio a 83,33 dollari al barile (+0,26%) e il Wti di pari scadenza a 79,01 dollari (+0,37%). In calo il gas naturale ad Amsterdam a 34,35 euro al MWh (-2,5%).
Le attese sono per i dati sull’inflazione europea e del deflatore Pce americano attesi nei prossimi giorni da cui potrebbero emergere segnali sulle prossime mosse delle banche centrali in materia di politica monetaria. Lo spread resta fermo a 131 punti con il Btp decennale al 3,87% e il Bund pari scadenza al 2,56%. Il Ministero dell’economia e delle finanze ha collocato 6 miliardi di euro di titoli di Stato nelle aste di collocamento di titoli di Stato svolte nella giornata del 28 maggio 2024. In particolare, sono stati collocati 2,75 miliardi di euro del Btp 3,20% 2 anni 28-01-2026, per cui la domanda ha raggiunto 3,9 miliardi, che corrispondono ad un rapporto di copertura di 1,42. Secondo il resoconto fornito dalla Banca d’Italia, il rendimento lordo si è assestato al 3,51%, ovvero 9 punti base superiori a quello dell’asta analoga precedente, che risale al 23 aprile 2024. Inoltre, sono stati collocati 1,75 miliardi di euro del Btp 3 anni 15-12-2024, per cui la domanda ha raggiunto 3 miliardi, che corrispondono ad un rapporto di copertura di 1,73. Il rendimento lordo si è assestato al 3,48%. Infine, sono stati collocati 1,5 miliardi di euro del BTP Ind. 0,10% 10 anni 15-05-2033, per cui la domanda ha raggiunto 2,2 miliardi, che corrispondono ad un rapporto di copertura di 1,44. Il rendimento lordo si è assestato all'1,72%.
Il Ftse Mib non riesce a trovare slancio. Alle 12:00 il listino italiano resta vicino alla parità e guadagna solo lo 0,2%. La seduta continua a sorridere alla banche, che guidano la classifica dei titoli con i maggiori rialzi. Mps resta salda in testa con il +2,2%. Seguono Bper (+2,1%), Intesa Sanpaolo (+1,9%) dopo il buyback da 1,7 miliardi annunciato il 27 maggio, e Banco Bpm (+1,2%). Tra i titoli più in difficoltà continua a svettare Prysmian (-2,4%), a cui si aggiungono Ferrari (-1%), Recordati (-0,8%) e Inwit (-0,6%).
Piazza Affari non è la sola borsa debole in Europa. Il Dax è il migliore ma guadagna lo 0,25%. L’Ibex 35 è piatto mentre il Ftse 100 perde lo 0,2% e il Cac 40 lo 0,4%. I listini restano concentrati sul taglio dei tassi, che dovrebbe partire a giugno come confermato da diversi banchieri europei. Gli investitori si chiedono però se alla prima sforbiciata ne seguirà una seconda nei mesi successivi. La linea che sembra emergere a Francoforte è quella di non proseguire con il pilota automatico, anche se un’ampia fetta di governatori è possibilista su un secondo taglio a luglio. Venerdì 31 maggio saranno diffusi i dati sull’inflazione europea, che potrebbero fornire maggiori indicazioni.
Piazza Affari prosegue la seduta debole. Alle 10:30 il Ftse Mib sale solo dello 0,2%, seconda migliore borsa europea dopo il Dax. I listini del Vecchio Continente si muovono contrastati con Francoforte che guadagna lo 0,35% e Madrid lo 0,15%, mentre Londra cede lo 0,1% e Parigi lo 0,15%. A Milano si distinguono le banche. Mps sale del 2,5%, seguita da Bper Banca (+2%) e Intesa Sanpaolo (+1%). Bene inoltre Interpump, che guadagna l’1%. Tra i titoli in difficoltà, invece, emergono Prysmian (-1%), Leonardo (-0,6%), Recordati (-0,6%) ed Eni (-0,35%).
Dall’Europa arriva una buona notizia. Il Consumer Expectations Survey della Banca centrale europea rivela che le aspettative sui prezzi dei consumatori sono in calo. È vero, il tasso mediano di inflazione percepita nell'Eurozona negli ultimi 12 mesi mesi è rimasto invariato al 5%, ma le attese per i prossimi 12 mesi sono scese al 2,9% dal 3% di marzo, attestandosi sui minimi dal settembre del 2021. Le aspettative per l’inflazione a tre anni sono diminuite invece al 2,4% dal 2,5% di marzo.
Il sondaggio della Bce mostra anche che le previsioni sulla crescita economica per i prossimi 12 mesi sono meno negative, con un -0,8% rispetto al -1,1% di marzo. Per contro, le attese sul tasso di disoccupazione a 12 mesi di distanza sono aumentate al 10,9% dal 10,7% di marzo. I consumatori hanno continuato a prevedere che il tasso di disoccupazione futuro sarà solo leggermente superiore a quello attuale (10,6%), il che implica una sostanziale stabilità del mercato del lavoro. Infine i consumatori si aspettano che il prezzo delle loro case aumenti del 2,6% nei prossimi 12 mesi, con un incremento di 0,2 punti percentuali rispetto a marzo. Però le attese sui tassi di interesse ipotecari a 12 mesi di distanza sono rimaste invariate al 5%.
Martedì 28 maggio il Ftse Mib apre positivo per lo 0,25% a 34.847 con Saipem, Nexi, Banca Mediolanum e Stellantis che salgono attorno allo 0,7%. Vendite su Prysmian (-1,2%), in leggero calo Terna. Dopo una ventina di minuti iniziano a salire le banche (Mps +1,2%, Intesa Sanpaolo +0,9%) grazie alle parole di Villeroy sul possibile taglio dei tassi Bce anche a luglio.
La Banca Centrale Europea dovrebbe tagliare i tassi nelle riunioni di giugno e luglio, ha detto Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia e membro del Consiglio direttivo di Francoforte andando contro le voci dei colleghi tedeschi e del Nord Europa dalle posizioni da falco.
In un discorso tenuto sempre martedì, Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Bce ha sottolineato che Francoforte dovrebbe utilizzare programmi di allentamento quantitativo (QE) soprattutto in tempi di crisi dal momento che i costi potrebbero essere più importanti rispetto ad altri strumenti monetari.
I mercati si muovono sui dati di inflazione e attesa di un taglio dei tassi piuttosto che su guerre ancora di posizione, ma un certo nervosismo emerge a fine maggio. Martedì 28 i futures sullo Eurostoxx 50 sono sotto la parità, l’Asia si è mossa ondivaga fra la guerra commerciale che la Cina ha intrapreso con Usa e Ue e quella concreta in Ucraina e Medio Oriente. In Israele l’attacco a Rafah è stato condannato da Ue e Stati Uniti, mentre il governo di Gerusalemme ora deve confrontarsi con quello de Il Cairo per la morte di un soldato egiziano al confine fra i due Paesi.
Ad alzare i toni nelle ultime ore è stato il presidente francese Emmanuele Macron, che, in visita in Germania dal cancelliere Olaf Scholz, si e appellato agli europei perché comprino prodotti fatti in Ue, non in Cina ma neppure negli Usa. Oggi è giornata di banchieri centrali, molti parlano a Tokyo invitati dalla BoJ (Mester Bowman, Schnabel), oltre che del sondaggio Bce sulle attese di inflazione. Intanto il petrolio torna a correre (Wti +1,4% a 78,85 dollari il barile) in attesa della riunione di domenica 2 giugno dell’Opec+.
Sul fronte macroeconomio dati misti dai prezzi all'ingrosso in Germania, che registrano ad aprile 2024 un incremento dello 0,4% su base mensile, dopo il +0,2% del mese precedente. Lo annuncia l'Ufficio Federale di Statistica tedesco (Destatis). Gli analisti si aspettavano un incremento dello 0,1%. I prezzi all'ingrosso su base annuale sono ancora in calo e scivolano dell'1,8% contro il -3% registrato a marzo.
06.55 USA, Mester (Fed votante)
10.00 Eurozona, Bce, sondaggio aspettative inflazione 1-5 anni
15.00 USA, S&P CoreLogic CS 20-City
15.15 Eurozona, Knot (Bce)
15.55 Usa, Kashkari (Fed non votante)
16.00 USA, Fiducia consumatori maggio
16.30 USA, Attività manifatturiera Fed Dallas maggio
17.30 USA, Asta Treasury 2 anni (69 miliardi)
19.00 USA, Asta Treasury 5 anni (70 miliardi)
Intesa Sanpaolo ha annunciato l'avvio del programma di acquisto di azioni proprie finalizzato all'annullamento per un esborso complessivo massimo di 1,7 miliardi di euro, dopo il via libera della Bce lo scorso 11 marzo. Il programma sarà avviato il 3 giugno e si concluderà entro il 25 ottobre prossimo.
Stellantis ha comunicato dopo un incontro tra l'ad Carlos Tavares e i sindacati a Torino che produrrà una versione ibrida della Fiat 500e a Mirafiori e una versione ibrida della Jeep Compass a Melfi.
Banca d'Italia ha lasciato invariati rispetto al 2023 i requisiti di capitale richiesti per Banco Desio, fissando il requisito Srep Cet 1 al 7,6%.
Dovalue è vicina a un accordo con un pool di banche per una credit facilities per circa 450 milioni di euro, un passo fondamentale per finalizzare l'aggregazione con Gardant. Lo scrive Bloomberg.
Vianini, il cda ha approvato l'operazione di fusione per incorporazione in Vianini di Domus Italia e di Domus Roma 15, in base al relativo progetto di fusione già pubblicato e depositato presso la sede legale. (riproduzione riservata)