Il Ftse Mib chiude a un passo dai 40.000 punti, a quota 39.921, in rialzo del’1,4% in una giornata di euforia sui mercati grazie all’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Cina sui dazi. A Piazza Affari la migliore è Stellantis che guadagna il 6,9% seguita da Stm (+6,8%) e Iveco (+6,5%). In coda Leonardo, in calo del 4,3% sulla scia dell’allentarsi delle tensioni globali. In netto calo lo spread Btp/Bund a 102 punti base.
Toniche anche le altre borse europee con Parigi che guadagna l’1,4% e Madrid lo 0,9%. Più contenuti i rialzi a Londra (+0,6%) e Francoforte (+0,3%). Vola, invece, Wall Street che dopo due ore di scambi guadagna oltre il 2% con tutti e tre gli indici principali: il migliore è il Nasdaq che fa un balzo del 3%.
Dopo un mese di guerra commerciale tra le prime due potenze globali, le borse non aspettavano altro. L’annuncio dell’intesa ha galvanizzato prima i listini europei e poi Wall Street, anche se gli esperti avvertono che è presto per dichiarare terminata la guerra commerciale. «Al momento non è ancora finita, ma il passo fatto da Stati Uniti e Cina è stato molto importante e porterà grande sollievo sui mercati», sottolinea Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia. «Crediamo che si possa realizzare così uno degli senari migliori per le piazze azionarie ovvero quello che i dazi elevati di Trump erano solo un mezzo per portare al tavolo delle trattative Paesi che, secondo il presidente, applicavano pratiche commerciali sleali nei confronti degli Stati Uniti. Non si realizzerebbe così il decoupling delle due economie, ovvero il processo di separazione economica e tecnologica tra le due maggiori potenze mondiali, così come aveva dichiarato anche il Segretario al Dipartimento del Tesoro Scott Bessent».
Anche Wall Street festeggia l’accordo sui dazi tra Stati Uniti e Cina. Dopo le borse europee, tutte in netto rialzo, i listini americani partono tonici con il Dow Jones che guadagna il 2,6%, l’S&P 500 il 3% e il Nasdaq il 4% all’avvio degli scambi. In Europa il Ftse Mib riduce un po’i guadagni ma tratta comunque in rialzo dell’1,2%, a quota 39.844 punti alle 15:40. La migliore è Stellantis che fa un balzo del 9,3% seguita da Stm (+7,2%) e Iveco (+6,4%). Pesante Leonardo che, sulla scia dell’allentarsi delle tensioni internazionali, cede il 5,6%. Giù anche il comparto energetico con Hera (-2,7%), Snam (-2,7%) e Terna (-2,6%).
Alle ore 14:15 il Ftse Mib continua a festeggiare la tregua dei dazi e il netto taglio delle tariffe reciproche fra Usa e Cina (qui tutti i dettagli) e sale dell’1,7% circa a 40.023 punti con il rally di Stellantis ed StM (+8%), Iveco e Mediobanca (+6,5%). Giù Leonardo (-5% circa), Snam ed Hera (-2,8%).
Il Ftse Mib sale dell’1,7% alle ore 12 circa di lunedì 12 maggio a quota 40.046, trainato da Stellantis (+7%), StM (+6,6%), Prysmian e Interpump (+5,6%). In calo il settore della Difesa a livello europeo sulle notizie di una possibile tregua in Ucraina: Fincantieri cede il 5,7%, Leonardo il 3,7%, in Germania, invece, Hensoldt oltre il 10%. Sono titoli che in ogni caso da inizio anno hanno corso parecchio, da 70% a quasi il 100%.
Piazza Affari apre tonica, lunedì 12 maggio, il Ftse Mib sale dell’18% e sfonda quota 40.000 a 40.078 grazie al rally di StM e Iveco (+4,3%), Unicredit e Nexi (+3,6%). In calo Leonardo (-2,6%), Terna e Snam (-0,3%).
I futures sullo Eurostoxx 600 sono in rialzo dello 0,7%, lunedì 12 maggio, dopo un’Asia positiva grazie al doppio accordo fra Usa e Cina (le cui specifiche sono attese in giornata) sul fronte dei dazi e alla (fragile) tregua fra India e Pakistan.
Una settimana relativamente scarica di dati macro rilevanti, nota David Pascucci, analista dei mercati per Xtb, soprattutto nella giornata di lunedì. Ma da martedì abbiamo dati importanti come l'uscita della disoccupazione in Uk, poi il dato piú atteso, l'inflazione americana. Importanti anche i dati sull'inflazione di Germania, Francia, Spagna e Italia in settimana, mentre giovedí bisognerà fare attenzione all'uscita del dato sulle richieste iniziali e continue di sussidi di disoccupazione e le vendite al dettaglio negli Usa. La dinamica tecnica dei mercati azionari «inizia a farsi interessante, soprattutto in un'ottica di potenziale inversione della tendenza di recupero in atto da qualche settimana a questa parte», nota Pascucci.
I mercati azionari dovranno affrontare il test dei recuperi, «soprattutto quelli europei che hanno avuto i rialzi piú impattanti a livello tecnico», sottolinea l’analista. Il Dax, «che ha di fatto superato i massimi storici con una certa scioltezza, ha conseguito un rialzo dai minimi di aprile pari al 25%». L'attenzione quindi é proprio sul Dax che potrebbe vedere la strutturazione di una «fase ribassista a partire dai nuovi massimi, una dinamica che potrebbe aprire la strada per ulteriori ritracciamenti nel corso delle prossime settimane». Stessa cosa «dicasi per Ftse Mib e Eurostoxx50, mentre per gli Usa i livelli massimi risultano ancora molto lontani, pertanto la dinamica dei prezzi su questi indici risulta ancora marcatamente ribassista se vista nell'ottica del lungo periodo». La fase di riskoff sui mercati azionari, quindi, considerando la volatilitá attuale e il Vix che rimane ancora su livelli ben superiori ai 18, potrebbe non essersi conclusa.
Alcuni membri del cda di Unicredit, che lunedì ha pubblicato conti brillanti, stanno cercando di ottenere maggiore chiarezza sulla strategia M&A dell'ad Andrea Orcel, a cui hanno chiesto di spiegare quale strada intenda seguire. Intanto, il nuovo ministro delle finanze tedesco Lars Klingbeil ha espresso contrarietà alla possibile acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit. «Bruxelles ha delle competenze in materia bancaria di concorrenza. Sulla sicurezza nazionale decide lo Stato italiano e non l'Europa fino a questo momento». Così il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, interrogato sabato sulla possibilità che la Commissione europea contesti le condizioni golden power imposte sull'operazione Unicredit-Banco Bpm, secondo quanto riferito dall'Ansa. Stellantis sta per concludere la ricerca del nuovo ad e l'italiano Antonio Filosa è il principale candidato, scrive Bloomberg.
L'offerta non vincolante che Leonardo ha presentato insieme alla tedesca Rheinmetall per la divisione militare di Iveco vale poco meno di 1,5 miliardi di euro, secondo fonti di stampa di domencia. Anche il gruppo franco-tedesco KNDS avrebbe presentato un'offerta, superiore a 1,5 miliardi di euro e ci sarebbe interesse anche da parte di alcuni fondi. L'offerta di Bper Banca per la Popolare di Sondrio dovrebbe tenere «conto delle specificità del territorio», ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sabato, aggiungendo di non sapere «se si concluderà e come si concluderà». Aeffe chiude il primo trimestre con una perdita netta di gruppo pari a 10,1 milioni di euro, in peggioramento rispetto alla perdita di 5,6 milioni del 2024. Fincanteri: cda bilancio. (riproduzione riservata)