Il Ftse Mib chiude il terzo giorno della settimana con un ribasso di un punto percentuale a 44.772 punti. A pesare è lo scivolone di Diasorin, che termina le contrattazioni con un calo del 6,7%. In rosso anche Leonardo (-3,2%), Moncler (-2,8%) e Fincantieri (-2,6%).
Sul podio dei titoli migliori spicca Nexi, che guadagna il 2,6% a fine seduta, seguito da Mediobanca (+2,1%) ed Eni (+2%). Bene anche Mps (+1,2%), nel giorno in cui i cda di Piazzetta Cuccia e Rocca Salimbeni hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca nei ranghi dell’istituto senese, fissando il concambio in 2,45 azioni di Mps per ogni azione di Piazzetta Cuccia.
Lo spread Btp/Bund si allarga a 72 punti base, l’euro scambia a 1,1569 dollari. Mentre Wall Street scambia in territorio negativo, le principali piazze europee perdono terreno: Dax -1,2%, Ftse 100 -0,6%, Cac 40 -0,2%.
Nonostante l’Agenzia Internazionale per l’Energia americana abbia annunciato che rilascerà 400 milioni di barili di petrolio – il più grande prelievo mai effettuato dalle sue riserve – per contrastare l’interruzione dell’approvvigionamento innescata dalla guerra, i futures sul Wti e sul Brent viaggiano con rialzi intorno al 4,6%, rispettivamente a 87,2 e a 92 dollari al barile.
Intorno alle 16:45 il Ftse Mib accentua i ribassi, superando il punto percentuale di calo. Tra i titoli in rosso spicca Diasorin, che perde il 5%, seguito dalle aziende della difesa, con Leonardo e Fincantieri che cedono intorno al 2,5%. In controtendenza Mediobanca (+2,1%), Nexi (+1,6%) ed Eni (+1,5%).
Intorno alle 14:40 il Ftse Mib viaggia con un ribasso dello 0,6%, motivato dalle performance negative dei titoli della difesa: Leonardo perde il 3,2%, Fincantieri il 2,6%. Bene, invece, Nexi (+2,45%), Mediobanca e Mps. Questa mattina i due istituti hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Piazzetta Cuccia nei ranghi di Rocca Salimbeni, fissando il concambio in 2,45 azioni di Mps per ogni azione Mediobanca.
Spread Btp/Bund a 73 punti.
Verso le ore 11:15 il Ftse Mib cede l’1,1% a 44.711 punti con Prysmian e Leonardo (-2,8%), Fincantieri (-2,6%), Amplifon (-2,5%). Salgono Mediobanca (+3%), Mps (+1,5%), Bper Banca (+1%) mentre tornano a salire i prezzi del petrolio: Wti + 6% a 88,5 dollari il barile, Brent a 92,2 dollari (+5%), gas europeo al Ttf di Amsterdam +6% a 50,12 euro il megawatt l’ora.
Sul Dax, Rheinmetall cede il 5,1% dopo aver registrato un aumento del fatturato del 29% su base annua nel 2025, ma sotto le attese.
Piazza Affari apre in calo dell’1% circa mercoledì 11 marzo. Sagono Mediobanca (+2,3%), Mps (+1%), Buzzi (+0,7%) e Saipem (+0,4%). In calo Unicredit (-1,8%), Stellantis (-1,6%), Unipol (-1,5%) e Azimut (-1,4%).
Le borse europee si avviano a un’apertura debole mercoledì, dopo i guadagni della seduta precedente, mentre gli investitori continuano a fare i conti con l’incertezza in Medio Oriente e con la volatilità dei mercati energetici. La campagna militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran è entrata nel dodicesimo giorno senza una soluzione chiara all’orizzonte, in contrasto con le dichiarazioni di Donald Trump, che ha ipotizzato una fine imminente del conflitto: gli Usa hanno infatti distrutto 16 imbarcazioni iraniane per la posa di mine nel Golfo.
Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno ripreso a salire nonostante le notizie secondo cui International Energy Agency (IEA) starebbe valutando il più grande rilascio di riserve della sua storia per calmare i mercati. In Europa l’attenzione degli investitori sarà rivolta ai dati finali sull’inflazione della Germania, oltre alle vendite al dettaglio di Spagna e Turchia. Sul fronte societario sono attesi i risultati, tra gli altri, di Inditex, Rheinmetall e Porsche. Nel pre-market i futures sull’EuroStoxx 50 e sullo Stoxx 600 risultano in calo rispettivamente dello 0,4% e dello 0,3%.
I cda di Mps e Mediobanca hanno approvato la fusione. Gli azionisti di Mediobanca riceveranno 2,45 azioni Mps per ogni azione detenuta.
Il Monte ha detto che proporrà alla prossima assemblea degli azionisti del 15 aprile il pagamento di un dividendo in contanti di 0,86 euro per azione.
MFE ha sottoscritto una quota del 32,9% nel gruppo media portoghese Impresa tramite un aumento di capitale riservato da 17,3 milioni di euro
Leonardo ha sottoscritto una nuova linea di credito da 600 milioni di euro a 5 anni un pool di banche internazionali e nazionali per rifinanziare il debito rimborsato a gennaio.
Matteo Del Fante continuerà a guidare il gruppo Poste Italiane in un quarto mandato, secondo fonti di Reuters. Del Fante, alla guida di Poste dal 2017 e il cui terzo mandato scade ad aprile, riceverà dal governo un altro mandato triennale al vertice della partecipata pubblica.
Quando all’opa Eles, Xenon detiene complessivamente il 42,4% del capitale della società dei test per i semiconduttori.
Telecom Italia, cda bilancio (preliminari comunicati il 24 febbraio).
Salvatore Ferragamo, cda bilancio (preliminari comunicati il 27 gennaio); segue conference call (18:00). (riproduzione riservata)