Il Ftse Mib chiude a 35.398,82 punti (-0,03%) al termine di una seduta poco mossa. Sul listino milanese si segnalano i rialzi di Banco Bpm (+2,85%), Saipem (+2,8%), Mps (+2,8%) e Unipol (+2,7%). In calo Erg (-3,8%), Interpump (-2,5%), Campari (-2,2%) e Stellantis (-1,8%). Lo spread Btp/Bund resta sotto i 130 punti, a quota 128 alle 17:30.
Wall Street ha aperto contrastata, priva di ispirazione a causa della mancanza indicatori e al termine di una settimana che ha visto il raggiungimento di nuovi record. All’inizio delle contrattazioni, il Dow Jones è sceso dello 0,13%, l'indice Nasdaq dello 0,26% e il più ampio indice S&P 500 dello 0,13%. Intanto le borse europee virano sotto la parità (-0,11% il Ftse Mib, -0,19% il Dax, -0,27% il Ftse 100, -0,4% il Cac 40). Non aiutano i dati di questa notte della Cina sulle vendite retail e sui prezzi delle case, che segnalano un indebolimento dell'economia del colosso asiatico, mentre il dato sull'inflazione di aprile dell’Eurozona si è mantenuto stabile al 2,4%. A Piazza Affari scivolano Interpump (-2,6%), Campari (-2,3%), Erg (-2%), Prysmian (-1,9%) e Stellantis (-1,4%) mentre corrono Saipem (+2,7%) e le banche, con in testa Mps (+2,7%), Banco Bpm (+2,4%) e Bper (+1,7%). In rialzo anche i rendimenti dei titoli di Stato, con quello del decennale italiano che sale di tre punti base al 3,78% mentre lo spread con il Bund è invariato a 129 punti base.
Non vengono meno le vendite sulle borse europee in attese dell’avvio di Wall Street. Francoforte perde lo 0,31%, Parigi lo 0,47%, Londra lo 0,40% e Milano lo 0,14% a 35.361 punti, pesano i cali di Stellantis, Stm, Campari, Erg, Interpump, Prysmian. Piatta a quota 0,2456 euro Tim che ha completato con successo l'offerta di scambio in dollari promossa su alcune obbligazioni del gruppo in relazione all'operazione NetCo. È stato accettato un valore nominale complessivo sulle obbligazioni pari a 2.000.011.000 di dollari, raggiungendo così il limite massimo previsto per queste offerte di scambio. Lo spread Btp/Bund torna sotto 130 punti base a 129,6. Gli economisti continuano ad aspettarsi un taglio dei tassi di interesse da parte della Bce a giugno di 25 punti base. In particolare vedono 68 punti base di ammorbidimento monetario complessivo nell'Eurozona entro dicembre dai 72 scontati il 16 maggio, mentre guardano a ciò che avverrà dopo giugno.
Ancora segno meno per i mercati azionari europei (Dax -0,32%, Cac40 -0,35%, Ftse100 -0,35% e Ftse Mib -0,03% a 35.400 punti alle 12, sostenuto dal trio Mps, Bper e Banco Bpm e da Saipem, Campari, Erg e Interpump sotto pressione). Nessuna sorpresa dal dato definitivo sull’inflazione dell’Eurozona. Il tasso annuo è stato del 2,4% ad aprile, stabile rispetto a marzo. Un anno prima il tasso era del +7%. Nella Ue, il tasso d'inflazione annuale è stato del 2,6%, stabile rispetto al mese precedente. Un anno prima il tasso era dell'8,1%. Eurostat ha, quindi, confermato la stima flash. Su base mensile, l'inflazione ha registrato un +0,6% sia nella zona euro sia nell’Ue. «L'inflazione è al 2,4%, quella core al di sotto del 3%. Crediamo che nei prossimi mesi l'inflazione oscillerà intorno a questi valori, ma nel medio termine, nel 2025, ci muoveremo in modo stabile verso il nostro obiettivo di stabilità dei prezzi, che è il 2%», ha dichiarato il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos. L’euro cala dello 0,38% a 1,084 dollari in attesa dei dati macro Usa e lo spread Btp/Bund si riporta sopra 130 a 130,14 punti base.
Restano in ribasso le borse europee (Dax -0,54%, Cac40 -0,51%, Ftse100 -0,35% e Ftse Mib -0,04% a 35.397 punti alle 10:50, sostenuto dalle banche, in primis Mps e Banco Bpm, e da Saipem, premiata dopo il nuovo contratto in Angola; scendono contro corrente Campari, Erg, Interpump, Iveco e Prysmian) con i futures statunitensi in leggero calo (-0,09% quello sul Dow Jones e -0,08% quello sull’S&P500). I prezzi del petrolio Brent salgono (+0,20% a 83,44 dollari al barile) e sembrano destinati a chiudere la settimana in attivo. «Tuttavia, se confermati, i guadagni saranno modesti, guidati principalmente dall'indebolimento del dollaro Usa. Il più grande punto interrogativo per gli operatori del settore petrolifero, e potenzialmente il principale driver dei prezzi nel medio termine, è rappresentato dalle previsioni sulla domanda», afferma Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. «Le scorte statunitensi sono risultate inferiori alle previsioni, facendo sperare in una maggior domanda di greggio, ma il rialzo creato da questa notizia è stato bloccato dall'incertezza sull'economia cinese. Tali dubbi sono cresciuti dopo l'imposizione di nuovi dazi statunitensi sulle importazioni di merci cinesi, alimentando l'apprensione per la domanda del principale importatore di greggio al mondo. In questo contesto, il prezzo del Brent sembra destinato a rimanere saldamente sostenuto al di sopra del livello di 80 dollari al barile e ad affrontare la resistenza a 84 dollari».
Borse europee caute in avvio di seduta (Dax -0,15%, Cac40 +0,03%, Ftse100 -0,03% e Ftse Mib +0,03% a 35.421 punti) anche se a Wall Street l’indice Dow Jones ha raggiunto un nuovo massimo storico, superando i 40.000 punti, spinto principalmente dai dati sull’inflazione statunitense che hanno confermato le aspettative (+3,4% su base annua), mentre il Nasdaq si avvicina ai 17mila punti. «Il Dow Jones, costituito da 30 blue-chip, è tornato così a scontare l’aspettativa del mercato di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed già a fine settembre mentre lo scorso aprile si era addirittura ipotizzato che non ci sarebbero state manovre finanziare per tutto l’anno. Nota stonata la chiusura in rosso a fine giornata sulla spinta di prese di beneficio», ma anche di alcuni commenti di funzionari della Fed che hanno raffreddato le attese su un taglio dei tassi, afferma Fabrizio Barini di Integrae Sim. Lo spread Btp/Bund va sotto 130 punti base a 129,8 e l’euro cala nei confronti del dollaro dello 0,19% a 1,0863.
Sul listino milanese spicca in netto rialzo Mps (+1,71% a 5,238 euro), nella settimana in cui Moody’s ha migliorato di un notch il rating, portando il rating senior unsecured da Ba3 a Ba2 (outlook stabile). L’upgrade dell’agenzia di rating riflette il migliorato merito creditizio e la rinnovata capacità di generare utili. Inoltre, è stata evidenziata l’elevata solidità patrimoniale del gruppo, con un Cet1 ratio che nel primo trimestre del 2024 ha raggiunto il 18,2%, un livello già superiore rispetto ai target del 2026.
Non è da meno Saipem (+2,26% a 2,262 euro) che si aggiudicata un nuovo contratto offshore da Azule Energy Angola, società controllata da Azule Energy Holdings Limited, una joint venture societaria tra Eni e Bp, per lo sviluppo del Ndungu Field, come parte del progetto Agogo Integrated West Hub, situato a circa 180 chilometri al largo della costa dell'Angola. Il valore del contratto di circa 850 milioni di dollari.
Eni recupera lo 0,31% a 14,826 euro dopo che il Mef ha collocato 91,97 milioni di azioni del colosso oil, corrispondenti al 2,8% del capitale sociale. L’operazione è stata chiusa a un prezzo di 14,855 euro per azione, con uno sconto dell'1,7% rispetto ai prezzi di chiusura di ieri. L’incasso complessivo è pari a circa 1,4 miliardi.
Invece, post trimestrale (ebitda +17,8% a 703 milioni e utile netto rettificato +11,3% a 335 milioni), Mediobanca ha alzato il target price di Snam (+0,42% a 4,523 euro) a 5,50 euro, era 5,40 euro.
Tra le assicurazioni, occhio a UnipolSai (stabile a 2,694 euro) che ha collocato con successo un bond Tier2 a tasso fisso per un importo nominale di 750 milioni di euro. Mentre Banco Desio, in crescita dell’1,40% a 5,06 euro, ha sottoscritto con la Banca Popolare di Puglia e Basilicata un accordo per l'acquisto di un ramo d'azienda composto da 14 sportelli bancari ubicati nel Centro-Nord per 21,9 milioni di euro.
Le borse europee dovrebbero aprire la seduta in calo (-0,22% il future sull’Eurostoxx50) dopo che gli avvertimenti di alcuni funzionari della Fed hanno spinto gli investitori a rivedere le aspettative sui tagli ai tassi di interesse. Pesano anche i dati arrivati dalla Cina con le vendite al dettaglio che hanno deluso le aspettative. Se, infatti, la produzione è cresciuta del 6,7% su base annua, accelerando rispetto al 4,5% registrato a marzo e contro un consenso a +5,5%, le vendite al dettaglio, un indicatore dei consumi, sono aumentate solo del 2,3%, la crescita più bassa dal dicembre del 2022, dopo il +3,1% di marzo e ben al di sotto del +3,8% previsto dagli economisti.
Alcuni funzionari della Fed hanno detto che è ancora troppo presto per tagliare i tassi di interesse e che la banca centrale americana ha bisogno di aver maggior fiducia sulla traiettoria intrapresa dall’inflazione per iniziare ad allentare la politica monetaria. L'indice dei prezzi al consumo di aprile è aumentato del 3,4% rispetto a un anno prima, in calo rispetto al 3,5% di marzo, mentre i prezzi al netto di alimentari ed energia sono cresciuti del 3,6%, l'incremento più contenuto degli ultimi tre anni. Tuttavia, il presidente della Fed di New York, John Williams, ha affermato di non vedere «alcun indicatore che mi dica che ci sia un motivo per cambiare l'orientamento della politica monetaria ora e non mi aspetto di ottenere quella maggior sicurezza che abbiamo bisogno di avere sui progressi dell'inflazione verso l'obiettivo del 2% nel brevissimo termine». Attenzione allora alle 16:15 al discorso di Christopher Waller, membro della Fed, e alle 18:15 a quello di Mary Daly, presidente della Fed di San Francisco.
Lo spread Btp/Bund riparte da quota 130,81 punti base con il rendimento del Btp decennale in aumento al 3,77% e l’euro perde lo 0,17% a 1,086 dollari in attesa della lettura finale dell’inflazione di aprile che Eurostat diffonderà alle 11. Dovrebbe confermare la prima stima, certificando che l'inflazione della zona euro è stata pari il mese scorso allo 0,6% congiunturale e al 2,4% tendenziale, con la componente core in rallentamento su base annua. Alle 16 è in agenda, invece, il superindice ad aprile degli Stati Uniti (precedente: -0,3% mese su mese; consenso: -0,2% mese su mese). Per il resto sono previsti alcuni interventi di banchieri centrali della Bce: alle 9 parla Vasle, alle 09:20 de Guindos, alle 09:30 Vujcic, alle 14:30 Vasle, Holzmann e Kazaks.
Tra le materie prime, salgono sia i prezzi del petrolio (Wti +0,45% a 79,59 dollari al barile e Brent (+0,71% a 83,78 dollari al barile) che quello dell’oro (+0,13% a 2.388 dollari l’oncia). I ministri delle Finanze del G7 che si riuniranno in Italia la prossima settimana sosterranno un piano dell'Unione Europea per utilizzare i proventi dei beni russi congelati per aiutare lo sforzo bellico dell'Ucraina, come ha riferito un funzionario del Tesoro italiano. Il G7 ha congelato circa 300 miliardi di dollari in attività finanziarie subito dopo l'attacco di Mosca contro lo stato confinante a febbraio 2022. Nel frattempo, in visita a Pechino, Vladimir Putin ha incontrato Xi Jinping. Al termine del bilaterale tra i due presidenti, un comunicato congiunto fa riferimento alla «minaccia globale» che gli Stati Uniti rappresentano per la comunità internazionale con il loro «comportamento aggressivo». Pechino e Mosca hanno stabilito di «rafforzare la partnership strategica», impegnandosi a consolidare i legami nel campo militare, commerciale e della difesa, inaugurando quella che hanno definito una «nuova era» nei loro rapporti.
Sul listino milanese attenzione ancora a Eni dopo che il Mef ha collocato 91,97 milioni di azioni del colosso oil, corrispondenti al 2,8% del capitale sociale. L’operazione è stata chiusa a un prezzo di 14,855 euro per azione, con uno sconto dell'1,7% rispetto ai prezzi di chiusura di ieri. L’incasso complessivo è pari a circa 1,4 miliardi.
Invece, post trimestrale (ebitda +17,8% a 703 milioni e utile netto rettificato +11,3% a 335 milioni), Mediobanca ha alzato il target price di Snam a 5,50 euro, era 5,40 euro.
Tra le assicurazioni, occhio a UnipolSai che ha collocato con successo un bond Tier2 a tasso fisso per un importo nominale di 750 milioni di euro. Mentre Banco Desio ha sottoscritto con la Banca Popolare di Puglia e Basilicata un accordo per l'acquisto di un ramo d'azienda composto da 14 sportelli bancari ubicati nel Centro-Nord per 21,9 milioni di euro.
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