Il Ftse Mib recupera nel finale e chiude in lieve rialzo, a 39.351 punti (+0,08%), al termine di una seduta debole e volatile. Le borse europee vanno in ordine sparso con il Cac 40 di Parigi sulla parità, il Dax di Francoforte (+0,6%) positivo come il Ftse 100 londinese (+0,2%). Tra le blue chip la migliore performance è di Leonardo (+4,3%), spinta dall’obiettivo, appena approvato dai Paesi della Nato, di spendere il 5% del pil in difesa. Completano il podio Nexi (+3,3%) e Iveco (+2,5%). In coda al paniere chiudono Moncler (-2%), Unipol (-1,8%) e Buzzi (-1,6%). Lo spread Btp/Bund, dopo essere sceso brevemente sotto i 90 punti, chiude a 92 punti base mentre il rendimento del decennale italiano è del 3,49%.
Giornata nervosa, infine, per le banche, arrivate a un momento cruciale del risiko. Monte dei Paschi cede l’1,4% e Mediobanca l’1,2%. Corre invece Illimity (+5,6%) dopo lo scioglimento del patto di consultazione che legava il 27,2% del capitale e con l’opas di Banca Ifis (+0,7%) che va verso il traguardo del 60%. La seduta è stata positiva anche per Banca Mediolanum (+0,9%) dopo le indiscrezioni sulla vendita della quota in Mediobanca, pari al 4,45% di Piazzetta Cuccia. Fuori dal Ftse Mib rally di Fincantieri (+8,9%), spinta sia dal momentum positivo per il comparto della difesa sia da un contratto da 700 milioni di euro con la Marina Militare (con relativi feedback positivi degli analisti).
Le borse americane aprono in rialzo nonostante la revisione al ribasso del pil Usa del primo trimestre 2025 (-0,5% anziché -0,2%). Alle 15:30 il Dow Jones guadagna circa lo 0,5%, l’S&P 500 lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,3%.
A Milano il Ftse Mib scivola in territorio negativo (-0,3%) dopo essere rimasto a cavallo della parità per buona parte della seduta. Tra le blue chip si confermano toniche Nexi (+3,2%), Leonardo (+2,9%) e Stm (+2%). In calo Buzzi (-4,1%), Moncler (-2%), Ferrari (-1,9%) e Stellantis (-1,7%).
Rallenta più delle attese la crescita economica degli Stati Uniti. Il pil del primo trimestre 2025 è stato rivista al ribasso, passando da un calo dello 0,2% della stima precedente a una contrazione dello 0,5%. La revisione non era prevista dagli economisti che si aspettavano una conferma della lettura preliminare (-0,2%). Il Dipartimento del Commercio ha attribuito il calo alle revisioni al ribasso della spesa dei consumatori e delle esportazioni.
Si tratta della prima frenata dal 2022 per l’economia americana, ancora in piena corsa alla fine del 2024: nel quarto trimestre dello scorso anno il pil era aumentato del 2,4%.
Seduta all’insegna della volatilità per il Ftse Mib che intorno alle 14 del 26 giugno viaggia in lieve calo, intorno a 39.291 punti (-0,07%), in attesa dell’apertura dei mercati americani. Tra i titoli migliori si confermano Iveco (+2,4%), Stm (+2,4%) e Leonardo (+2,1%), anche se al primo posto tra le blue chip sale Nexi (+2,8%). Giornata nervosa per i titoli bancari con Mps che cede l’1,2% e Mediobanca lo 0,8%. Corre invece Illimity (+6,5%) dopo lo scioglimento del patto di consultazione sul 27,2% del capitale e sale anche Banca Mediolanum (+0,6%) dopo le indiscrezioni sulla vendita della quota in Mediobanca.
Oltre Oceano i future sui listini azionari Usa trattano in rialzo, con l’S&P 500 che resta a meno dell’1% dal record storico toccato a febbraio 2025. Nello specifico i contratti sull’S&P 500 guadagnano lo 0,35%, quelli sul Nasdaq 100 lo 0,46% e quelli sul Dow Jones lo 0,27%. Tuttavia, tra gli operatori iniziano a emergere perplessità sulla sostenibilità della spinta rialzista. «I diversi indicatori macroeconomici suggeriscono che questo scenario non può durare», ha detto Komal Sri-Kumar, presidente di Sri-Kumar Global Strategies, alla Cnbc, citando fattori di rischio come le tensioni geopolitiche, l’incertezza legata ai dazi e l’impatto del disegno di legge «One Big Beautiful Bill Act» sull’indebitamento federale.
Il Ftse Mib oscilla a cavallo della parità nella mattina del 26 giugno. Intorno alle 12 l’indice milanese viaggia in rialzo di circa lo 0,2%, dopo essere andato in negativo dopo l’avvio delle negoziazioni. Tra le blue chip si distingue Iveco, che cresce quasi del 3%, insieme a Nexi e Leonardo. Fuori dal paniere di riferimento cresce Banca Mediolanum (+1%), in attesa di conferme – o smentite – sulla vendita della quota in Mediobanca (-0,7%) che potrebbero arrivare dal cda in programma in giornata. Tra gli industriali Stellantis ritraccia (-0,9%) dopo il rally del 25 giugno.
Continua a brillare il settore della difesa, sostenuto dal nuovo target Nato del 5% del pil in spese militari entro il 2035. Leonardo sale del 2,2%, Fincantieri del 6%. Quest’ultima beneficia anche della firma di un contratto da 700 milioni di euro con la Marina Militare.
Lo spread Btp/Bund è sceso in mattinata appena al di sotto dei 90 punti, al minimo da aprile 2010, prima di tornare intorno ai 91 punti. Il rendimento del decennale italiano scende al 3,44% dal 3,47%.
Sul fronte dei cambi l’euro continua a guadagnare terreno nei confronti del dollaro con il cambio euro/dollaro che supera quota 1,17. Per il biglietto verde si tratta del livello più basso dal 2022. Il dollaro sconta, tra le altre cose, le aspettative di un taglio dei tassi della Federal Reserve e le crescenti preoccupazioni che nei mesi passati hanno scalfito il ruolo della valuta statunitense come bene rifugio per eccellenza. Inoltre, il biglietto verde ha ulteriormente perso terreno dopo le indiscrezioni, riportate dal Wall Street Journal, secondo cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sarebbe pronto a sostituire il capo della Fed Jerome Powell in estate.
Il Ftse Mib azzera i guadagni iniziali, portandosi in leggero calo. Tra i titoli in evidenza Tim guadagna l’1,7%, sostenuta da un report di Berenberg che fissa il target a 0,52 euro per azione e assegna rating buy al titolo. Buona performance anche per Stm, che segna un +1,4%.
Nel settore energetico Enel rimane stabile, mentre Eni scende dello 0,26%. In campo industriale cali per Stellantis (-0,62%) e Pirelli (-0,41%). Tra i titoli finanziari le performance sono miste: Generali perde lo 0,4%, mentre Intesa Sanpaolo cresce dello 0,24%, Unicredit scivola dello 0,1%, e Mps (+0,25%) e Mediobanca (+0,2%) registrano leggeri rialzi.
Piazza Affari apre positiva, giovedì 26 giugno, il Ftse Mib sale dello 0,5% a 39.520 punti con StM (+2%), Tim, Inwit e Italgas (+1,4%). Mps e Mediobanca guadagnano circa lo 0,9%. Cali frazionali per Tenaris, Buzzi, Saipem e Stellantis.
Le borse europee si preparano a un avvio prudente giovedì 26 giugno, con i futures sullo EuroStoxx 50 e 600 che si muovono intorno alla parità, mentre gli investitori restano concentrati sugli sviluppi geopolitici in Medio Oriente e sulle decisioni della Nato. Intanto il dollaro scende ai minimi da 3 anni (1,1684, -0,2%) su rumors che il presidente Usa, Donald Trump, voglia sostituire a breve Jerome Powell alla guida della Fed.
La recente decisione della Nato di alzare l’obiettivo di spesa per la Difesa dal 2% al 5% del Pil entro il 2035 ha dato slancio alle azioni europee del comparto difesa, anche se il sentiment generale dei mercati resta improntato alla cautela.
Gli Usa incontreranno la prossima settimana i rappresentanti iraniani per cercare di contenere i progetti nucleari di Teheran. Intanto, il cessate il fuoco tra Iran e Israele continua a reggere. L’attenzione si concentra giovedì sui prossimi dati relativi alla fiducia dei consumatori in Germania (GfK) e sui conti trimestrali del colosso svedese del retail H&M, che potrebbero fornire indicazioni più chiare sull’andamento dell’economia.
Consiglio Europeo fino al 27 giugno
14.30 USA, bilancia commerciale
14.30 USA, Pil trimestrale annualizzato
14.30 USA, nuove richieste sussidi
14.30 USA, richieste in corso
19.00 USA, asta Treasury 7 anni (44 miliardi)
21.00 Messico, Meeting banca centrale
Risiko bancario ancora in scena, con l’offerta di Mps su Mediobanca: a Delfin e Caltagirone servirà un altro ok dalla Bce dopo quello dato alla banca senese da parte di Francoforte.
Intanto, rumors di stampa mettono in evidenza che gli azionisti di Delfin starebbero premendo per la cessione delle partecipazioni finanziarie, che sono notevoli: il 19,9% di Mediobanca, il 10,01% di Generali, il 9,8% di Mps, il 2,7% di Unicredit.
Quanto a Banca Mediolanum, starebbe valutando la vendita della partecipazione in Mediobanca pari al 4,5%.
Nella notte di mercoledì, Illimity (sotto offerta da parte di Banca Ifis) ha avvisato che il patto di consultazione sul 27,2% del capitale sociale è stato sciolto a partire dal 25 giugno.
Stellantis ha già avviato la revisione del piano strategico a lungo termine. Lo ha detto il nuovo ad Antonio Filosa ai dipendenti.
Il presidente turco Tayyip Erdogan ha detto, in occasione del vertice Nato, di aver avuto colloqui con Gran Bretagna e Germania in merito ai jet Eurofighter e che ci sono stati «sviluppi positivi» sulla questione. La Turchia è in trattative per l'acquisto di jet Eurofighter Typhoon costruito da un consorzio che comprende Leonardo.
A2A ha inaugurato a Brescia un nuovo data center progettato dalla società francese Qarnot che utilizza un sistema di raffreddamento a liquido per recuperare calore dai server e immetterlo direttamente nella rete cittadina.
Alerion Clean Power, presentazione piano industriale con presidente e ceo Josef Gostner (11,00) sede Equita a Milano. (riproduzione riservata)