Il Ftse Mib recupera quota 35.000 e chiude a 35.008 punti, in rialzo del 2,9%. Seduta positiva per tutte le blue chip tranne Amplifon, che cede l’1,6%. Al vertice Tim, che guadagna il 5,5%, seguita da Unipol (+5,3%) e Banco Bpm (+5,2%). Spread Btp/Bund in calo a 116 punti.
Positive anche le altre borse europee e Wall Street dopo un paio d’ore di scambi. I mercati sperano che la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di esentare temporaneamente i prodotti tecnologici dai dazi sia un segnale di distensione e di maggiore apertura alle trattative da parte del tycoon.
I listini azionari statunitensi aprono in rialzo, dopo che l'amministrazione Trump ha esentato alcuni prodotti tecnologici dai cosiddetti dazi reciproci. Il Dow Jones avanza dello 0,96%, l'S&P 500 dell'1,59% e il Nasdaq Composite del 2,29%. «Il flusso di notizie sui dazi è stato piuttosto vivace negli ultimi giorni. Per riassumere: semiconduttori e prodotti elettronici sono esentati dai dazi bilaterali ma saranno soggetti a dazi specifici che saranno annunciati in settimana. Nel frattempo, Giappone e India sono a uno stadio avanzato delle negoziazioni e l'annuncio di un accordo è probabilmente non troppo lontano», sottolineano gli strategist di Mps.
Tonici i listini europei con il Ftse Mib che, all’avvio dei mercati americani, guadagna il 2,5% a 34.886 punti. Salgono tutte le blue chip tranne Amplifon (-0,7%). Al vertice ancora Tim (+4,8%).
I future sui listini azionari statunitensi trattano in rialzo, con quello sul Dow Jones che avanza dello 0,8% e quello sull’S&P 500 dell’1,1%. I mercati americani, come già le borse asiatiche e quelle europee, beneficiano del fatto che l’amministrazione Trump ha esentato alcuni prodotti tecnologici dai dazi reciproci. Le esenzioni per i prodotti tecnologici forniranno probabilmente un sollievo a breve termine per il settore, affermano gli economisti di Jefferies, ma «questo livello di volatilità politica non è utile per la fiducia delle imprese e, in definitiva, per un processo decisionale ordinato».
I listini europei procedono in deciso rialzo. Francoforte sale del 2,3%, Parigi avanza del 2,1%, Londra dell’1,7% e Milano del 2,4% (dati alle 14:20). A Piazza Affari la migliore si conferma Tim (+5%). Sul podio anche Mediobanca (+4,5%) e Saipem (+4,2%). In calo a 119 punti lo spread Btp/Bund.
Il Ftse Mib veleggia intorno ai 34.770 punti, in rialzo di circa il 2,2% dopo un paio d’ore di scambi. Lo stop (temporaneo) ai dazi su diversi prodotti tecnologici, annunciato nel fine settimana dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sostiene i listini europei che viaggiano tutti sopra la parità: Parigi +2%, Francoforte +2,3%, Madrid +1,7%, Londra +1,8%.
A Piazza Affari tutte le blue chip scambiano sopra la parità. La migliore è Tim che guadagna il 5%, seguita da Saipem (+4,3%) e Tenaris (+4%). bene anche Stm (+2,3%). Spread Btp/Bund in calo a 120 punti dopo che l’agenzia S&P Global Ratings ha migliorato il rating sovrano a lungo termine dell’Italia, portandolo a BBB+ dal precedente BBB. Il rendimento del decennale scende al 3,75%.
Piazza Affari apre tonica, lunedì 14 aprile. Il Ftse Mib sale del 2,25% a 34.792 punti a grazie alla sospensione (solo momentanea) dei dazi Usa sul tech e alla promozione dell’Italia di S&P Global.
StM guadagna il 5,2%, Tenaris il 3,7%, Mediobanca il 3,4%, Buzzi il 3,3%. In netto calo lo spread che si assesta a 120 punti (-4,8%) con il rendimento del Btp decennale al 3,76%.
I futures sullo Eurosotxx 600 indicano un rialzo di oltre il 2%, lunedì 14 aprile, nonostante il presidente Trump domenica abbia specificato che la cancellazione dei dazi sul smartphone e pc sia solo pro tempore. Intanto l’Asia ha viaggiato bene, grazie alla corsa delle esportazioni cinesi (ma l’import si è contratto). I futures sul Nasdaq si muovono al rialzo dell’1,55%.
Venerdì sera dopo la chiusura dei mercati S&P Global Rating ha alzato il rating dell’Italia da BBB a BBB+ con outlook stabile, non accadeva dal 2017. Un voto che premia, spiega l'agenzia statunitense, la stabilità politica e dei mercati. E se la crescita si fermerà allo 0,6% quest'anno il rapporto debito-pil si stabilizzerà poi a partire dal 2028.
David Pascucci, analista dei mercati di Xtb, ricorda che questa è la settimana della Bce, insieme all'uscita del dato sull'inflazione. L’esperto prevede un taglio dal 2,65% al 2,4%, in linea con quanto stabilito dalla politica monetaria classica che prevede l'allineamento dei tassi di interesse con l'inflazione di riferimento.
«Nel frattempo i mercati azionari si ritrovano in una vera e propria fase laterale sui minimi raggiunti nel corso delle scorse settimane, una fase assolutamente normale dopo i forti cali che hanno portato alcuni indici a perdere dal -15% al -25%. La situazione tecnica é ora quindi tendente al riskoff con una propensione alla lateralitá, ossia a confermare i minimi come tali nel corso delle prossime settimane», avverte Pascucci.
Norges Bank Investment Management (NBIM) intende sostenere la nuova emissione azionaria proposta da Monte dei Paschi di Siena per finanziare l’offerta ostile su Mediobanca.
Separatamente, il gruppo Caltagirone ha aumentato la partecipazione in Mps a quasi il 9,9%, secondo la stampa.
Nel frattempo, lunedi emerge che sull'ops del Monte su Mediobanca il governo non eserciterà il golden power. Lo annuncia Mps spiegando che la presidenza del Consiglio ha deliberato, in accoglimento della proposta del Mef, il «non esercizio dei poteri speciali».
L'ad di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha dichiarato domenica che il consiglio di amministrazione della banca deciderà come votare con la sua quota del 5% all'assemblea generale di Mps in relazione all'aumento di capitale. Castagna ha aggiunto che Banco Bpm desidera sviluppare il suo rapporto con Mps in qualità di secondo maggiore distributore di Anima Holding, ora che ha acquisito la società di gestione.
Stellantis ribadisce il suo impegno nei confronti dell'Italia e di tutti i marchi, inclusa Maserati, con gli Stati Uniti che restano un mercato strategico per il brand del lusso del gruppo, nonostante le incertezze generate dalle misure adottate dall'amministrazione americana in tema di dazi.
Quanto ad Eni, è stata perfezionata l'acquisizione da parte di Kkr di un'ulteriore partecipazione, pari al 5% in Enilive per un corrispettivo di circa 601 milioni di euro.
Edison ha siglato un accordo per la cessione della partecipazione del 50% nella Jv Elpedisonal partner greco Helleniq Energy Holdings per un valore stimato intorno ai 200 milioni di euro.
Tim, riunione cda
Maire, assemblea (10:30); il 15 aprile in 2° convocazione
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