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La chiusura delle borse europee - Venerdì 28 luglio

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari la peggiore dell’Ue chiude sotto la parità (-0,3%). Pesanti Erg e Cnh, sale B. Generali

28 luglio 2023, 07:57 Ultimo aggiornamento: 18:34

Prosegue in rialzo Wall Street dopo che il tasso di inflazione chiave della Fed scende ai minimi da quasi 2 anni. L’indice dei prezzi al consumo in Germania cala al 6,2% a luglio dal 6,4% di giugno in linea con le attese degli analisti. Lo spread risale a 161 punti  | IL VIDEO | Eni frena nel secondo trimestre del 2023, ma batte il consenso. Cresce Plenitude

Ultima seduta fiacca per le Piazza Affari che è l’unica tra le borse europee a chiudere la seduta sotto la parità (-0,33%). Segna +0,5% il Dax, +0,11% il Ftse 100 e +0,45% il Cac 40. Wall Street prosegue in rialzo dopo i dati sull’inflazione Pce (+1,9% il Nasdaq) che si sta raffreddando, un segnale positivo in chiave Fed. 

Dopo le indicazioni giunte dalle banche centrali (Fed e Bce) circa una possibile pausa nei rialzi dei tassi di interesse, sul mercato valutario, sessione in rialzo dell’euro sul dollaro a quota 1,10. Sui livelli della vigilia lo spread, che si mantiene a 161 punti base, con il rendimento del Btp decennale che si posiziona al 4,09%.

A Piazza Affari, l’attenzione degli investitori è stata catalizzata dai conti trimestrali. Intesa Sanpaolo chiude in ascesa dell’1,42%, Eni (-0,52%) ha riportato risultati trimestrali superiori alle attese. Pesanti Cnh Industrial (-6,25%) ed Erg (-6,56%). Da segnalare che Intesa Sanpaolo Vita, capogruppo del Gruppo Assicurativo Intesa Sanpaolo, ha stipulato un accordo con Fd Holding, azionista di controllo di International Care (+27,27%), per entrare nel capitale sociale di quest'ultima. Infine, buone anche le performance di Azimut (+2,32%), Iveco (+2,78%) e Banca Generali (+2,86%), quest’ultima sostenuta dai commenti degli analisti, che hanno apprezzato i conti migliori delle attese.

Ore 15:30 Piazza Affari sotto la parità anche dopo l’apertura di Wall Street

Non cambiano direzione le borse europee neanche dopo l’apertura positiva di Wall Street: alle 15:30 Piazza Affari prosegue in calo dello 0,3% mentre dall’altra parte dell’oceano il Dow Jones sale dello 0,4%, l’S&P 500 dello 0,6% e il Nasdaq dell’1,1%. L’inflazione Pce, un dato attentamente monitorato dalla Federal Reserve, ha mostrato nel mese  ulteriori segnali di raffreddamento.

L’indice dei prezzi delle spese per consumi personali esclusi cibo ed energia è aumentato solo dello 0,2% rispetto al mese precedente, in linea con la stima degli analisti. Il cosiddetto Pce core è salito invece del 4,1% rispetto a un anno fa. Il tasso annuale è il più basso da settembre 2021.

Ore 14:15 L’inflazione in Germania scende al 6,2%. Borse europee contrastate 

Prevalgono cautela e scetticismo sulle borse europee che si trovano a fare i conti con alcuni dati macroeconomici di rilievo l’indomani della decisione delle parole di Christine Lagarde. Alle 14:10 Piazza Affari segna un -0,3%, seguita anche da Parigi che scivola dello 0,06%, mentre Francoforte e Londra restano sopra la parità: rispettivamente +0,06% e +0,08%. L’euro resta in rialzo sul dollaro a quota 1,10 e lo spread sale a quota 161 punti. 

In una giornata densa di dati macro importante soprattutto in chiave Bce, il tasso di inflazione in Germania è sceso al 6,2% a luglio rispetto al +6,4% di giugno scorso. Sulla base dei risultati finora disponibili, l’ufficio federale di statistica (Destatis) segnala inoltre che i prezzi al consumo dovrebbero aumentare dello 0,3%. Il tasso di inflazione al netto di beni alimentari ed energia, spesso indicato come inflazione di fondo, dovrebbe essere pari a +5,5%. Un dato anch’esso in calo rispetto al 5,8% di giugno 2023.

Ore 11:00 L’economia tedesca ristagna e i mercati azionari europei accelerano al ribasso

L’economia tedesca ristagna e i mercati azionari europei accelerano al ribasso, tranne Londra (+0,24%). Il Dax perde lo 0,34%, il Cac40 lo 0,46% e Ftse Mib lo 0,29% a 29.512 punti. Non bastano i buoni progressi di Azimut (+3,88%), Banca Generali (+2,23%) e Mediobanca (+1,05%). Pesano Stm (-3,39%) e Amplifon (-1,23%). Lo spread Btp/Bund è in leggero aumento a 159,5 punti base. Mentre l’euro scende dello 0,09% a 1,09632 dollari dopo che l’economia tedesca ha ristagnato nel secondo trimestre del 2023, con una lettura invariata del prodotto interno lordo (Pil) su base trimestrale in termini destagionalizzati. Gli economisti avevano previsto un leggero aumento dello 0,1%. E se la Francia è cresciuta più delle attese (+0,5% trimestre su trimestre e +0,9% anno su anno), il Pil spagnolo, nelle lettura preliminare dei primi tre mesi dell'anno, è cresciuto dello 0,4% su base trimestrale, dopo un aumento dello 0,6% nei tre mesi precedenti. Il dato è risultato poco al di sotto della stima del consenso a +0,5% trimestre su trimestre. Su base annua, l'economia spagnola si è espansa dell'1,8%, rispetto alla precedente crescita del 4,2% anno su anno, al di sotto del consenso degli economisti al 2%.

Alla 14 è atteso il dato sull'inflazione della Germania che potrebbe tornare a rallentare dopo la risalita del mese precedente, al 6,2% dal 6,4% sulla misura nazionale e al 6,5% dal 6,8% sulla misura armonizzata, secondo gli strategist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Invece la dinamica dei prezzi al netto di alimentari ed energia dovrebbe scendere al 5,5% anno su anno dal 5,7% precedente. Nel frattempo, in Francia, su base annuale l'inflazione è scesa al 4,3% dal 4,5% sull'indice nazionale e al 5% dal 5,3% a livello armonizzato. Su base mensile i prezzi sono risultati stabili su entrambi gli indici. Mentre in Spagna l'inflazione è tornata a salire al 2,1% anno su anno dal 1,6% a luglio.

Ore 09:05 Il Ftse Mib storna con Pirelli, Prysmian e Stm. Lo spread resta sotto 160

Nessuna sorpresa, nessun fuoco di artificio da parte di Fed, Bce e BoJ e i mercati del Vecchio Continente stornano. Il Dax cede lo 0,04%, il Cac40 lo 0,21%, il Ftse100 si limita a un +0,07% e il Ftse Mib storna dello 0,22% a quota 29.532 punti con lo spread Btp/Bund che resta sotto la soglia psicologica di 160, poco mosso a 158,2 punti base. «Gli operatori sono ora concentrati sulle prossime mosse. Sia il presidente della Fed, Jerome Powell, sia la numero uno della Bce, Christine Lagarde, non si sono sbilanciati, confermando che la politica monetaria sarà “data dependent”, per questo è importante capire cosa ci dicono dati macroeconomici», sostiene Fabrizio Barini di Integrae Sim. Secondo Martina Daga, Junior Macro Economist di AcomeA Sgr, il dato di inflazione del mese di giugno ha stupito le aspettative al ribasso, e il momentum rallenta non solo a livello di inflazione headline, ma anche guardando alle componenti meno volatili dell’inflazione core e super core.

A contare sono sempre i dati macro

Gli ultimi dati di crescita delle attività hanno dimostrano che l’economia è più resiliente delle attese, la crescita è stata rivista al rialzo nel comunicato stampa della Fed da “modest” a “moderate” e che «il mercato del lavoro sta sì perdendo forza di crescita, ma rimane ancora molto forte con un sostanziale squilibrio tra domanda di lavoratori e offerta: a maggio (ultimo dato disponibile) in Usa erano 1,6 le nuove offerte di lavoro per ciascun disoccupato. E in Europa? A contare sono sempre i dati per cui molta attenzione alle statistiche di oggi in Germania: alle 14:00 l’indice sui prezzi al consumo a luglio, atteso +6,2% su base annua, rispetto al +6,4% di giugno», aggiunge Barini.

A Milano bene Eni post conti e Nexi, male gli industriali

A frenare il listino milanese, che comunque resta a ridosso dei massimi dal 2008 sopra 29.000 punti, sono alcuni industriali come Prysmian (-1,28% a 36,38 euro), Pirelli (-1,71% a 4,75 euro), Stm (-1,93% a 49,50 euro) e Amplifon (-2,56% a 30,77 euro). Premiati i conti oltre le attese di Eni, in rialzo dell’1,12% a 13,88 euro. Al test dei risultati anche Intesa Sanpaolo, Cnh Industrial, Recordati, A2A, Leonardo, Webuild, Erg. Per il resto, Nexi sale dello 0,7% a 7,778 euro dopo che banche, società di pagamenti ed esercenti hanno raggiunto un accordo che mira a ridurre le commissioni sui pagamenti elettronici fino a 30 euro, come auspicato dal governo. Secondo un comunicato di Confesercenti, verranno quasi azzerate le commissioni sulle transazioni fino ai 10 euro e si prevedono sostanziali riduzioni anche per quelle fino a 30 euro.

Ore 08:20 Europa attesa in calo post Bce, focus sull’inflazione della Germania

Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,27% il future sull’Eurostoxx50) dopo la volata della vigilia. E dopo che la Bce ha deciso, come era nelle aspettative, di aumentare i tassi di 25 punti base, il nono rialzo consecutivo per complessivi 425 punti base, che ha portato il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 4,25% (il massimo dall'ottobre 2008) e il tasso sui depositi presso la banca centrale al 3,75% (il massimo da oltre 22 anni). I futures di Wall Street salgono (+0,27% quello sul Dow Jones e +0,31% quello sull’S&P500). 

Bce, avanti con il rialzo dei tassi

La Bce, oltre a impegnarsi a seguire un approccio dipendente dai dati, ha affermato che i tassi rimarranno a livelli sufficientemente restrittivi per tutto il tempo necessario a riportare l'inflazione al suo obiettivo del 2%. «Siamo convinti che il tempo necessario indicato dalla Bce possa essere gran parte del 2024. Crediamo che possa essere importante anche quello che la Lagarde non ha detto, ovvero che la Bce non sta pensando a una pausa, come aveva, invece, fatto nell’ultimo meeting, né ha voluto sottoscrivere l’opinione di alcuni governatori secondo cui il rischio di fare troppo poco è più alto di quello di fare troppo», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim secondo cui la stretta monetaria sta cominciando a produrre gli effetti sperati, visto che le condizioni di finanziamento si sono irrigidite e frenano in misura crescente la domanda.

La Bce dovrebbe accelerare la riduzione del suo portafoglio obbligazionario di 5.000 mld

«Per inasprire ulteriormente la politica monetaria, la Bce dovrebbe accelerare anche la riduzione del suo enorme portafoglio obbligazionario di 5.000 miliardi di euro. La banca centrale ha acquistato questi titoli dal 2015 per ridurre ulteriormente i tassi di interesse e combattere il rischio di deflazione», continua Tognoli. Come noto, da marzo ha iniziato a ridurre il suo stock, per un ammontare di 15 miliardi di euro al mese. A partire da luglio, ha annunciato che l’ammontare dovrebbe essere pari a 25 miliardi di euro. «Siccome a questo ritmo ci vorranno 15 anni per raggiungere l’obiettivo, riteniamo che sia possibile un’accelerazione che comporterà, come dicevamo, un ulteriore inasprimento», aggiunge l’esperto di Cfo Sim, convinto che la stretta monetaria nell'Eurozona non sia terminata con luglio «ma proseguirà con tutta probabilità anche a settembre. Non esiste un “numero magico” di tasso terminale, anche se diversi economisti convergono su un tasso di remunerazione dei depositi presso la banca centrale al 4%, mancherebbero, quindi, ancora 25 punti base», conclude Tognoli.

Raffica di fati macro, la Francia cresce più delle attese. Focus sull’inflazione della Germania

Meglio monitorare, quindi, i dati macro dell’Eurozona. Già pubblicato prima dell’apertura il Pil del secondo trimestre del 2023 della Francia, aumentato "in modo significativo", rispetto al trimestre precedente: +0,5% in volume su trimestre, dopo il +0,1% del trimestre precedente (dato rivisto al ribasso rispetto di 0,1 punti). Si tratta di un risultato superiore alle attese degli economisti. Il commercio estero ha contribuito positivamente alla crescita del Pil (+0,7 punti dopo +0,5 punti). Le esportazioni sono rimbalzate in questo trimestre (+2,6% dopo -0,8%), le importazioni in misura minore (+0,4% dopo -2,0%). Alle 9 è atteso il Pil del secondo trimestre della Spagna (precedente: +0,6% trimestre su trimestre; consenso: +0,5% trimestre su trimestre) e l’inflazione armonizzata a luglio preliminare (precedente: +1,6% anno su anno).

Alle 10 usciranno i prezzi alla produzione a giugno dell’Italia (precedente: -2,3% mese su mese, -4,3% anno su anno) e il fatturato industriale a maggio (precedente: -1,8% mese su mese, -1,8% anno su anno). Poi alle 11 è previsto l’indice sulla fiducia dei servizi a luglio dell’Eurozona (precedente: 5,7 punti; previsione: 5,7 punti), l’indice sulla fiducia dell’industria a luglio (precedente: -7,2 punti; previsione: -8 punti), l’indice sulla fiducia economica sempre a luglio (precedente: 95,3 punti; consenso: 95 punti) e l’indice sulla fiducia dei consumatori a luglio finale (preliminare: -15,1 punti; consenso: -15,1 punti).

Importante in chiave Bce alle 14 l’inflazione a luglio preliminare della Germania (precedente: +0,3% mese su mese, +6,4% anno su anno; consenso: +0,3% mese su mese, +6,2% anno su anno). Invece alle 14:30 dagli Stati Uniti arriveranno il deflatore a giugno (precedente: +3,8% anno su anno; previsione: +3,1% anno su anno), la spesa per consumi a giugno (precedente: +0,1% mese su mese; consenso: +0,4% mese su mese) e i redditi personali a giugno (precedente: +0,4% mese su mese; consenso: +0,4% mese su mese). Per chiudere alle 16 con l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan a luglio finale (preliminare: 72,6 punti; previsione: 72,6 punti).

Sale l’oro

In attesa, l’euro è pressoché stabile sul dollaro a 1,097 (+0,05%). Mentre tra le materie prime i prezzi del petrolio stornano (Wti -0,26% a 79,88 dollari al barile e Brent -0,32% a 83,52 dollari al barile). Meglio l’oro, in rialzo dello 0,23% a 1.950 dollari l’oncia. 

A Milano occhio a Eni, Intesa Sanpaolo, Nexi, Leonardo, Cnh e A2A

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Sul listino milanese tengono banco i titoli delle società che hanno pubblicato i conti o che le devono ancora pubblicare. Eni ha chiuso il secondo trimestre del 2023 con utili in calo, ma superiori alle stime di consenso. Il gruppo ha riportato un utile operativo adjusted di 4,2 miliardi di euro (rispetto ai 7 miliardi dell’analogo trimestre 2022) e un utile netto adjusted di 1,94 miliardi, dimezzato anno su anno (- 49%) a causa dello scenario più debole. Il consenso stimava, rispettivamente, 2,66 miliardi di euro e 1,64 miliardi di euro. Al test dei conti anche Intesa Sanpaolo, Cnh Industrial, Recordati, A2A, Leonardo, Webuild, Erg. Per il resto, è da monitorare Nexi dopo che banche, società di pagamenti ed esercenti hanno raggiunto un accordo che mira a ridurre le commissioni sui pagamenti elettronici fino a 30 euro, come auspicato dal governo. Secondo un comunicato di Confesercenti, verranno quasi azzerate le commissioni sulle transazioni fino ai 10 euro e si prevedono sostanziali riduzioni anche per quelle fino a 30 euro. (riproduzione riservata)



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